7) Oxygène (2021)

Con un’unica attrice praticamente sempre in scena, Oxygène dimostra quanto la fantascienza possa essere coinvolgente anche con mezzi limitati. In questo film sull’intelligenza articiale, la protagonista si risveglia all’interno di una capsula criogenica senza ricordare chi sia né come ci sia finita. L’unica presenza è M.I.L.O., il sofisticato sistema di intelligenza artificiale che gestisce la struttura e monitora costantemente il livello di ossigeno. Il tempo stringe e ogni informazione recuperata cambia completamente la percezione della realtà.
Il film utilizza l’IA come interlocutore continuo della protagonista. M.I.L.O. non è un antagonista, ma un sistema che applica rigidamente la logica, costringendo la donna a confrontarsi con decisioni difficili. Diretto da Alexandre Aja, Oxygène riesce a mantenere alta la tensione per tutta la durata grazie a una sceneggiatura brillante e a una gestione intelligente dello spazio ristretto. È un thriller che parla di identità, memoria e sopravvivenza, dimostrando come l’intelligenza artificiale possa diventare un efficace strumento narrativo anche lontano dagli stereotipi. (15 cliché onnipresenti in film e serie di fantascienza che non sopportiamo proprio più)





