Film sull’intelligenza artificiale che parlano di emozioni
3) Ex Machina (2014)

Con pochissimi personaggi e un’unica ambientazione principale, Ex Machina riesce a costruire uno dei thriller psicologici più intelligenti tra i film sull’intelligenza artficiale degli ultimi anni. Il giovane programmatore Caleb viene invitato nella casa isolata del geniale imprenditore Nathan, creatore di Ava, un sofisticato robot dotato di intelligenza artificiale. Il suo compito è capire se Ava possieda una vera coscienza attraverso una variante del celebre Test di Turing. Quello che inizia come un esperimento scientifico diventa rapidamente un gioco di manipolazione in cui nessuno è davvero sincero. Caleb osserva Ava, ma allo stesso tempo viene osservato da lei.
Il film evita qualsiasi spettacolarizzazione dell’IA. Al contrario, mette al centro il linguaggio, la psicologia e la capacità di influenzare le emozioni umane. Ava non è potente perché è una macchina: lo è perché comprende perfettamente gli esseri umani. La regia minimalista di Alex Garland amplifica il senso di tensione e rende ogni dialogo fondamentale. Il finale, ormai diventato iconico, ribalta completamente la prospettiva dello spettatore. È uno dei pochi film recenti che affrontano il tema dell’intelligenza artificiale senza ricorrere ai classici scenari apocalittici, preferendo esplorare il sottile confine tra coscienza, libertà e manipolazione.
4) Her (2013)

Spike Jonze sceglie una strada completamente diversa. In Her l’intelligenza artificiale non conquista il mondo e non minaccia l’umanità: si innamora. Theodore è un uomo profondamente solo che sviluppa una relazione sentimentale con Samantha, il sistema operativo del suo computer, dotato di una voce, una personalità e una capacità di apprendimento fuori dal comune. La forza del film sta nel raccontare una storia d’amore credibile pur avendo uno dei protagonisti completamente invisibile. Samantha non possiede un corpo, ma evolve costantemente fino a diventare qualcosa che Theodore fatica persino a comprendere.
Più che di tecnologia, Her parla della difficoltà di comunicare, del bisogno di sentirsi ascoltati e della capacità dell’amore di trasformarsi nel tempo. La sceneggiatura è delicata, malinconica e sorprendentemente attuale. In un’epoca in cui sempre più persone dialogano quotidianamente con assistenti virtuali, molte intuizioni del film sembrano quasi profetiche. È probabilmente una delle opere più romantiche mai dedicate all’intelligenza artificiale. (Le 10 migliori Serie Tv di fantascienza hard di sempre)





