5) A.I. Artificial Intelligence (2001)

Nato da un progetto di Stanley Kubrick e completato da Steven Spielberg, A.I. Artificial Intelligence è una fiaba futuristica capace di emozionare profondamente. Il protagonista è David, un bambino robot programmato per amare incondizionatamente la propria madre adottiva. Quando le circostanze familiari cambiano, David viene abbandonato e intraprende un lungo viaggio alla ricerca della Fata Turchina, convinto che trasformandosi in un bambino vero potrà essere nuovamente amato. Il film richiama apertamente Pinocchio, sostituendo però il burattino con un’intelligenza artificiale.
La domanda centrale è devastante nella sua semplicità: se una macchina prova amore autentico, quel sentimento vale meno perché è stato programmato? Spielberg unisce spettacolo, emozione e riflessione filosofica senza rinunciare alla sua sensibilità narrativa. Il risultato è un racconto dolce e tragico che parla soprattutto del bisogno universale di essere accettati. Negli anni è stato rivalutato fino a essere considerato uno dei film più importanti dedicati al rapporto tra uomo e intelligenza artificiale. (Puoi guardarlo qui)
6) After Yang (2021)

Tra i film più raffinati degli ultimi anni dedicati all’IA, After Yang è anche uno dei più delicati. Yang è un androide acquistato per fare da fratello maggiore a una bambina adottata. Quando improvvisamente smette di funzionare, la famiglia cerca disperatamente un modo per ripararlo, scoprendo lentamente che la sua esistenza era molto più ricca e complessa di quanto immaginassero. Kogonada costruisce un racconto intimo, fatto di silenzi, piccoli gesti e ricordi. L’intelligenza artificiale diventa il pretesto per riflettere sul valore della memoria e su ciò che lasciamo agli altri dopo la nostra scomparsa.
Visivamente elegante e narrativamente essenziale, il film evita ogni cliché della fantascienza tradizionale. Non ci sono ribellioni robotiche né guerre tecnologiche. Esiste soltanto una famiglia che affronta un lutto e scopre che anche un essere artificiale può lasciare un vuoto autentico. È una delle rappresentazioni più mature e poetiche dell’intelligenza artificiale mai viste sul grande schermo.





