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Walter White: il volto del tiranno shakespeariano

Vince Gilligan con Breaking Bad ci ha raccontato l’ambizione di un uomo che troppo tardi ha compreso di voler e poter lasciare un segno. Walter White era semplice, ingenuo e troppo remissivo per poter essere qualcuno. Era… già. Quell’uomo non esiste più poiché la trasformazione che si è compiuta ha rivelato un’indole ben diversa. Certo, il signor White era umile, come i lavori in cui era impegnato, eppure: 

[…] l’umiltà è la scala dell’ambizione in boccio,

alla quale chi sale rivolge la faccia;

ma una volta che ha raggiunto l’ultimo gradino,

allora volta le spalle alla scala,

guarda alle nuvole, disprezzando i bassi gradini […]

Giulio Cesare II, I

Meditava Bruto nel Giulio Cesare shakespeariano prima di decidere di affondare il coltello nella schiena del suo benefattore. Nella play del drammaturgo secentesco, Cesare è la vipera che va annientata e di cui non bisogna fidarsi poiché nasconde dietro sorrisi e teatrale umiltà l’ambizione di porre il mondo sotto i propri piedi. Walter White diventerà, stagione dopo stagione, consapevole del vero motivo che lo spinge a cucinare meth e così, come Giulio Cesare, inizierà a considerare la sua umiltà solo un mezzo per giungere al potere.

breaking bad

In Breaking Bad, Walt è il simbolo di quella ambizione mascherata dall’umile desiderio di provvedere alla propria famiglia.

Una giustificazione che presto verrà sfruttata per nascondere intenti egoisti, ambigui e destinati a tramutarsi in omicidi, inganni e menzogne. In effetti lui e Cersei Lannister sarebbero una coppia perfetta (in un nostro delirio li abbiamo messi insieme). In questo modo la linea di demarcazione tra giusto e sbagliato scompare, e i perché che muovono le azioni di Walt diventano difficili da condividere totalmente. 

Sotto questa prospettiva, facendo sempre attenzione alle dovute distinzioni storiche e contestuali, il protagonista di Gilligan ben si avvicina all’idea shakespeariana di rappresentare un male incomprensibile, talmente radicato negli esseri umani da non poter essere spiegato chiaramente. Le sue giustificazioni sono ambigue e oscure come l’indole degli uomini che le ospitano. Ed è con il Riccardo III, prima di molti altri personaggi, che Shakespeare porta sulla scena una tale idea di malignità. Riccardo è pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di sedere sul trono ed essere chiamato re, perché a causa del suo aspetto deforme non è amato e non può amare e solo mediante il potere si sentirà realizzato. Eppure, questa motivazione oscura non può giustificare l’infanticidio e i tanti altri delitti di cui si fa mandante, proprio come le azioni di Walter che si susseguono tra la quarta e la quinta stagione.

Attori

Che con il suo tocco mi fa dimenticare che tu e Elliot mi avete tagliato fuori.

Breaking Bad 2×06

L’amore mi ha rinnegato nell’utero di mia madre…

Riccardo III: IV, II

Così se Riccardo di Gloucester giustifica le proprie azioni efferate sulla base della mancanza di un’attrattiva sessuale, che lo ha defraudato d’ogni armonia, lo ha reso solo e vittima delle ingiurie dei suoi affetti, allora il signor White giustifica le menzogne, gli omicidi e il proprio sogno di un impero sulla base di essere stato lui una vittima del sistema e dei suoi stessi amici. Come Riccardo e Macbeth, anche il signor White si sente un mezz’uomo e potrà considerarsi completo solo vestendo la corona. Sarà una vendetta contro chi lo ha ritenuto sempre inferiore e inetto. 

Jesse, mi hai chiesto se lo scopo era fare metanfetamina o fare soldi. Nessuno dei due. Il mio scopo è creare un impero.

Breaking Bad 5×06

Il mio Paradiso sarà sognare la corona.

Enrico VI: III, II

In Breaking Bad Walter White sarebbe potuto essere un ‘sovrano legittimo’.

breaking bad

Sarebbe potuto essere il re di un impero giusto, allontanando le prospettive di un futuro così infausto, ma il suo destino era un altro: la perdita di autorità e la vergogna che la Grey Matter Technologies gli ha inflitto si sarebbero poi trasformate nel rancore che avrebbe solo facilitato la trasformazione in Heisenberg.

Si tratta di un percorso lento che vede nel cancro solo la miccia di un incendio ben più grande e inevitabile. L’obiettivo è affossare la moralità e le virtù che il frustato professore di chimica doveva rispettare, poiché credute necessarie per una vita giusta. Ma giusta per chi? Ci chiediamo quando guardiamo l’umiliazione che questa condizione gli costa, quando viene sbeffeggiato dai suoi studenti all’autolavaggio. Ciononostante nella prima stagione di Breaking Bad, Walt ancora non ha maturato l’idea di poter risolvere gli intoppi con azioni sanguinarie.

Resta comunque un’evoluzione e interpretazione ulteriore di quell’eroe tragico moderno shakespeariano logorato dal conflitto psicologico. Basti pensare al momento in cui il professore deve decidere, dopo aver imprigionato Krazy 8, se uccidere il ragazzo oppure no. Gilligan fa in modo di mostrarci quanto Walt desideri non oltrepassare il confine, perché nonostante i pro e i contro vuole conoscere il ragazzo affinché sia la sua storia a dargli un motivo in più per lasciarlo andare. 

Sono sicurissimo di star cercando qualsiasi motivo per non farlo. Voglio dire, qualsiasi buona ragione.

Breaking Bad 1×03
breaking bad

È quindi evidente il tormento interiore e il suo desiderio che l’idea di dover uccidere Domingo resti solo un’illusione della mente. In questa parte della storia Walt riprende un’altra tipologia di personaggio shakespeariano, più profondo, completo e combattuto psicologicamente.

Più simile a un Bruto, a un Amleto, eroe tragico per eccellenza, e a un Macbeth.

I miei pensieri, il cui delitto è ancor soltanto opera della fantasia, scuotono così il mio indivisibile regno d’uomo.

Macbeth: I,III

Di Macbeth e Walt non sono simili le situazioni o i rapporti che hanno con le loro vittime. Domingo non è certo re Duncan e Walt non deve la vita al ragazzo nello stesso modo in cui Macbeth la deve al suo sovrano. I due uomini sono simili nelle emozioni che provano. Non vedono l’assassinio come mezzo per la loro ascesa, ma come un punto di non ritorno e perdita della loro morale. La morte di Krazy 8 condurrà Walt verso acque più torbide e si susseguiranno momenti che gli permetteranno di avere in pugno il prossimo che, così, nutrirà la sua delirante ambizione determinando il caos incontrollabile. 

‘This si not meth’ pronuncerà il signor White con sicurezza, dando inizio agli affari e alla sua definitiva ascesa. Da questo momento, in Breaking Bad, Walter White viaggerà verso la solitudine.

Breaking bad

Da questo momento Walter White diventa Heisenberg.

Essere soli è una prerogativa delle personalità tiranniche perché non possono far altro che pensare solo ai propri obiettivi. Si tratta di un atteggiamento che porterà coloro che li circondano a non fidarsi più, ad allontanarsi e a cospirare perché temono che il tiranno li conduca a morte certa.

L’unica cosa che posso fare è aspettare che torni il cancro.

Breaking Bad 5×05

La nera notte ottenebri il tuo giorno, e la morte la tua vita.

Riccardo III: I, II

Gli sputa in faccia Skyler come Lady Anne fa con Riccardo. È una vera maledizione, una sentenza di morte simile alle tante affidate alle donne del Riccardo III. Coloro che, pur essendo soggiogate dalla figura del tiranno, finiranno per scegliere e rappresentare la giustizia.

Anche Jesse adesso gli ha voltato le spalle, dopo tutto ciò che di orribile Walt gli ha causato.  Tuttavia, come i tiranni shakespeariani, neanche Heisenberg è capace di mantenere la corona.

breaking bad

In Breaking Bad il protagonista è troppo inesperto e mosso da un egoismo assoluto per accorgersi di essere incapace di vedere davvero il quadro completo. 

Tu sei la persona più intelligente che conosca, eppure sei anche la più stupida.

Breaking Bad 5×14

Gli rivela Hank poco prima di morire, come se stesse anticipando i motivi che porteranno Heisenberg alla disfatta. Infatti, solo e impigliato nei fili dei suoi stessi piani, Walt inizia a perdere il controllo di ogni cosa: di Hank, di Jesse, di Todd, di Mike. È preda di un’ansia costante, teme di essere sconfitto. Desidera tutto il potere e il denaro per sé e non accetta un no per risposta. Lui è il capo e il capo, come prepotentemente pensa, deve avere tutto. Sono atteggiamenti che contrappongono Walt al re legittimo, colui che era riuscito a mantenere in piedi e a far fruttare l’impero della droga: Gus Fring. Nella quinta stagione di Breaking Bad è Mike ad essere la voce della verità.

Aver ucciso Jesse James non fa di te Jesse James.

Breaking Bad 5×03

White è il nemico di se stesso perché è la sua stessa ambizione a portarlo alla sconfitta. L’ex professore di chimica muore circondato dall’ombra del suo sogno ormai andato in frantumi. Eppure, muore essendo consapevole che nella liberazione di Jesse ci sia la possibilità di un futuro più luminoso e che lasci tutto ciò che è stato alle spalle. Gilligan, come Shakespeare con re Leonte in Il Racconto d’Inverno, fa in modo che i suoi personaggi siano coscienti e destabilizzati dalla personalità di un despota e abbiano la possibilità di guardare oltre. Si tratta di una seconda possibilità.

Breaking Bad

I due autori, distanti secoli l’uno dall’altro, riescono a incontrarsi su un piano universale: quello umano. Tanto Shakespeare quanto Gilligan rappresentano ‘l’uomo ad altezza d’uomo’ mostrandoci sia l’eccesso della loro indole che i desideri e le frustrazioni più comuni. Walter White, infatti, non è l’unico personaggio dietro cui poter intravedere caratteri tipici dei protagonisti shakespeariani, anche perché Gilligan non ha creato il suo antieroe rifacendosi apertamente alle dinamiche storiche della corona inglese. Tuttavia, è innegabile che il talento di Shakespeare risiedesse nell’esser stato capace di catturare l’essenza dell’umanità nei suoi drammi, rendendoli paradigma di analisi psicologiche e sociali adottate inconsapevolmente anche da autori che i suoi scritti non li hanno mai letti.

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Written by Anastasia Gervasi

Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei. Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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