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La giornata tipo dell’hater di Breaking Bad

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Buonasera. Stiamo per iniziare un viaggio straordinario. Unico. Un viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’hater di Breaking Bad. Proprio così, parliamo della Serie che la stragrande maggioranza dei series addicted (notizie dall’Unesco? Ancora niente? Vabbè ma datevi una mossa però) ha riconosciuto come patrimonio di tutta l’umanità. Non tutti però sono dello stesso avviso, non saremmo qui a discuterne con voi se così non fosse. Ebbene sì, cari amici amanti della divulgazione seriale, gli haters di Breaking Bad esistono. Fatevene una ragione.

Vivono in mezzo a noi, assumono sostanzialmente le fattezze dei normali esseri umani. Vi sarà capitato di incontrarli quotidianamente, senza saperlo, magari quando prendete il bus per andare a lavoro o quando fate la spesa dal fruttivendolo sotto casa. Molti di loro tra l’altro staranno leggendo queste righe: non temete, non siamo qui per giudicarvi o biasimarvi, tutt’altro.

A onor del vero ormai non è più tanto facile confrontarsi con i detrattori della suddetta Serie, a causa della loro difficile reperibilità. Non che ne manchino intendiamoci, il motivo è un po’ più sottile.

Nonostante qualche impavido si palesi spontaneamente ancora oggi nei commenti sotto foto, video, notizie relative, oppure sbottando contro quegli amici che non fanno altro che glorificare Bryan Cranston, la maggior parte di loro ha ormai da tempo scelto di vivere nell’ombra. In che modo? Semplice: non entrando nel merito della questione se interpellati, eludendo la domanda o rispondendo ai classici discorsi tipo“Ma quant’era bello Breaking Bad?” sorridendo e facendo sì con la testa, per poi glissare cambiando discorso con un sempreverde “Sì, ma il Trono di Spade?”. Per evitare di finire seppelliti da valanghe di improperi e da shitstorm di insulti e vessazioni gratuite, talmente è elevato il fideismo plebiscitario intorno alla creatura di Vince Gilligan, sono in molti ad aver preferito il silenzio e una vita di clandestinità intellettuale celando agli altri il proprio disappunto.

Ma come detto non siamo qui per giudicare. Il nostro obiettivo è comprendere. Alla maniera del vate Alberto Angela, è motivo di grande interesse scientifico per noi di Hall Of Series studiare il curioso caso dell’hater di Breaking Bad. Per portare avanti tale divertissement useremo una sorta di metodo scientifico, per l’occasione storpiato un po’ alla carlona, soffermandoci quasi esclusivamente sulla sua prima fase. Opereremo cioè una sottospecie di osservazione del fenomeno, ricostruendo una tipica giornata di chi proprio non riesce a tollerare Walter White e tutto ciò che rappresenta, chiedendoci quali siano le cause di tale idiosincrasia e raccogliendo tutte le informazioni e i dati che possano esserci utili a tale scopo.

Siete pronti ad addentrarvi nella giornata tipo dell’hater di Breaking Bad? Per il bene della scienza, fatevi coraggio!

La giornata tipo di un hater di Breaking Bad ha inizio come quella di chiunque altro. Il suono della sveglia che rimbomba nella stanza e interrompe la quiete, e che appare ogni giorno che passa sempre più insopportabile; qualche maldestro tentativo di posticiparlo finché l’orario lo consente e infine la triste resa alla levataccia. Dopo una veloce capatina al bagno è già tempo di colazione, e nel prepararla il pensiero dell’hater non può che tornare a uno dei motivi principali della propria crociata ideologica contro la Serie idolatrata da tutti.

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Breakfast! Sempre e solo Breakfast! Ma sto ragazzo non pensa ad altro? Ma è possibile che l’unica utilità di un personaggio così affine al protagonista sia quella di chiedere alla propria madre se sia pronta o meno la colazione? Che poi  bacon, uova strapazzate e frittata alle 8 del mattino? Mezzogiorno, topi morti? Che poi non prendiamoci in giro, è palese che tua madre e tuo padre non si possono vedere da tempo, e tu stai lì senza rendertene conto dicendo scempiaggini come se nulla fosse? Io non lo capisco sto ragazzo. Walt, Walter Jr, Junior, Flynn, come diavolo si chiama. Ah e che non mi venissero a dire che questa Serie ha un bel ritmo. Ma l’hanno vista quanto è lenta la prima stagione? Quanto tempo perso dietro a inutili scene riempitive con la famiglia che sta a mangiare in silenzio o a parlare di sciocchezze!

L’hater rimugina pensieroso con lo sguardo perso nel vuoto partorendo questo soliloquio. Mentre batte nervosamente le dita a tempo sul legno, attende che la caffetteria annunci gorgogliante l’uscita dell’atteso primo caffè della giornata. Ecco, il caffè. Ah, quanto era bello guardare Dale Cooper mentre gustava a occhi chiusi il suo tazzone fumante senza riuscire a trattenere un sorriso di puro compiacimento!

Perchè intendiamoci: l’hater di Breaking Bad non è per forza un ignorante in materia di Serie Tv come a molti piace pensare, anzi. Niente di più falso. Non esistono solamente gli hater completamente digiuni di Serie Tv di qualità.

Egli può esser diventato tale proprio perché reputa lo show sul prof col cancro che diventa re della metanfetamina eccessivamente sopravvalutato.

Assistere di continuo a illustri paragoni con storiche Serie che lo hanno preceduto e a cui è legatissimo, come appunto Twin Peaks, The Wire, I Soprano o persino Lost, ha sicuramente contribuito a fomentare la sua antipatia verso la chimica e l’intera città di Albuquerque. Associare Walter White a Tony Soprano o John Locke è passibile di lesa maestà per la sotto-categoria più cinefila dell’hater.

Finita la colazione, dopo essersi lavato e vestito, il Nostro è pronto per andare al lavoro/scuola/università. Prima di uscire però rammenta quanto fosse fastidioso assistere ai continui colpi di tosse di Walt delle prime puntate, e ne approfitta per ricordare di portare con sè una sciarpetta, onde evitare brutti scherzi della brezza mattutina. L’avversione verso la Serie talvolta, come vedete, si rivela pure utile.

Arrivato a destinazione, scorge un Suv parcheggiato in malo modo, ben oltre le linee che delimitano il singolo posto riservatogli. La mente dell’hater a questo punto fugge nei meandri della propria memoria alla disperata ricerca del nome del trabiccolo di Walter White. Glielo ricorda in tutto e per tutto quell’obbrobrio: colore, dimensione, indicibile bruttezza. Tra l’altro all’epoca era anche andato a googolarne il modello appositamente, tanto era grande la curiosità di conoscere il nome di un tale eco-mostro. La memoria però fa cilecca, e non contento consulta lo smartphone per rinfrescarsela mentre si avvia a passo svelto verso l’ufficio/aula.

Ecco qua, una Pontiac Aztek del 2004. La risposta dello Zio Sam alla domanda se sia mai esistita una macchina più brutta della Fiat Duna. Certo che sti americani saranno pure la prima potenza mondiale, ma in quanto a macchine levateve proprio!

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Soddisfatto del buon esito della ricerca, seppur ancora indispettito per il parcheggio reo di avergli rievocato un così brutto ricordo, l’hater comincia così la sua giornata lavorativa, non disdegnando frenetiche occhiate all’orologio bramando il momento dell’agognata pausa pranzo.

Dopo una dura mattinata, arriva finalmente il momento di pranzare. Ma prima, tocca cucinare.

Ahi ahi, altro tasto dolente per il nostro hater. Come se non bastasse l’essere circondato da programmi e réclame con chef in ogni dove, nel pieno dell’era dei reality culinari, la povera vittima deve sopportare da anni meme su whatsapp, battute e tediosi riferimenti alla vituperata Serie, ogni qual volta si ripresenta la domanda: cosa ti va di cucinare? Si rabbuia letteralmente come un reduce in pieno disturbo post traumatico da stress se ripensa allo strazio dell’aver dovuto assistere a interminabili montaggi musicali di Jesse e Walt che preparano le metanfetamina. Per l’hater che in passato guardò la Serie su Netflix era il momento propizio per skippare avanti di quattro o cinque minuti o per skip…scappare in bagno.

Siate clementi, l’hater di Breaking Bad, quando ancora poteva strillare ai quattro venti il proprio disprezzo senza rischiare di subire il pubblico ludibrio, non ne ha mai fatto mistero: predilige il dinamismo, brama l’azione, non sa che farsene di una Serie in cui per intere puntate non succede nulla di catastrofico o di neanche lontanamente avventuroso.

La giornata dell’hater solitamente prosegue senza grossi scossoni o eventi in particolare che rievochino momenti legati allo show. Di solito un momento di debolezza rischia di coglierlo in fallo al rincasare di un familiare. Non sia mai che lui o chicchessia decidano di bussare alla sua porta anziché suonare al campanello. Al solo pensiero, un brivido gelido corre veloce  lungo la sua schiena e ne pervade il corpo.

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No, questo l’hater non lo accetterà mai. Come può una frase insulsa e senza significato come “I am the one who knocks”  diventare la citazione più abusata dai fan di Breaking Bad?

Vederla stampata su tazze e magliette è sempre un colpo al cuore.

Winter is coming, questo è un motto ad effetto e soprattutto di senso compiuto! Dove sta l’epicità in “IO SONO QUELLO CHE BUSSA”? È una frase che si addice più a un postino o a un corriere di Amazon che a un signore della droga. Tra l’altro nella versione italiana non esiste proprio questa frase, quindi perché non esistono poster con su scritto “A ME NON POSSONO SPARARE!”?

Mentre a questo proposito il dubbio su quale fosse la precisa sostanza assunta dal responsabile dell’adattamento italiano continua ad assillarlo, il nostro hater si appresta a scegliere il film o la Serie leggera della serata. Peccato, a tal proposito, che Bryan Cranston abbia di fatto abbandonato la commedia per dedicarsi a tempo pieno al dramma. Dannato Breaking Bad, la colpa è ancora una volta solo tua! L’hater si lascia così andare alla nostalgia, ripensando alla spensieratezza e ai bei momenti della propria fanciullezza, legati indissolubilmente alle gag di Hal e a Malcolm in the Middle.

Basta un attimo però perchè la gioia del ricordo si trasformi in triste disappunto. Il solo pensiero che Cranston sarà ricordato sempre prima come Heisenberg piuttosto che come padre imbranato che insegna al figlioletto a pattinare sulle note di Funky Town dei Lipps Inc, è un’ingiustizia che non fa altro che alimentare il suo odio sconfinato.

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La giornata volge al termine, e con essa il nostro studio. Non ci resta dunque che trarre le dovute conclusioni.

Non importa quale sia il reale motivo dietro l’odio del nostro hater verso Breaking Bad. Che sia arrivato ad odiare Walter White a seguito di una visione insoddisfacente su Rai 4 o altre piattaforme, o che sia stato anche solo per mero pregiudizio, ciò non deve interessarvi. Il compito di noi divulgatori seriali ricordate non è giudicare, ma comprendere. E, ovviamente, divulgare la buona serialità.

Perciò qualora in futuro accada che un vostro parente, amico o fidanzato si dichiari appartenente a tale categoria, non canzonatelo immediatamente o mandatelo a quel paese. Dimostratevi superiori e cercate di persuaderlo ad un rewatch, magari accompagnandolo nella visione, condividendo con lui/lei il vostro account di Netflix o regalandogli un mese gratuito. Se si dimostrerà irremovibile anche dopo una completa visione del prodotto, almeno avrete tentato. Come si conviene a un vero divulgatore seriale.

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Written by Andrea Scoppetta

Di solito quando scrivo non faccio che usare parole come pasghetti e mopodori, faccio continui riferimenti minacciosi e immotivati all'ONU e alla fine non faccio che ripetere vaffaflanders e altre cose che non posso dire.
Anche simpaticamente.

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