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5 cose che (forse) non sai sulla fine di Breaking Bad

Sono passati anni, eppure Breaking Bad è ancora presente nei nostri pensieri. Non possiamo dimenticare soprattutto la fine di una delle serie migliori di tutti i tempi. Vi abbiamo già raccontato innumerevoli curiosità su Breaking Bad, ma forse queste ci erano sfuggite fino a oggi. Scopriamo qualche curiosità sulla fine della serie creata da quel genio di Vince Gilligan.

1) Perché Gretchen ed Elliott sono presenti nell’ultima puntata

Breaking Bad

Nel corso delle riprese della serie, Vince Gilligan venne contattato dalla famiglia di un ragazzo malato di cancro e grande fan di Breaking Bad, Kevin Cordasco. Il ragazzo fu molto felice di poter incontrare di persona tutti i suoi idoli e, alla domanda di Gilligan su cosa avrebbe voluto vedere approfondito nella serie, rispose che gli interessavano particolarmente i personaggi di Gretchen ed Elliott, ex soci di Walter White. Per questo motivo i due sono presenti nelle ultime puntate e soprattutto nel series finale, Felina. Kevin però non riuscì mai a vedere il finale: morì poco tempo dopo e non volle mai farselo rivelare da Gilligan in anteprima. A lui è dedicato il nono episodio della quinta stagione.

2) Walt esaudisce un desiderio di Jesse… Tre stagioni dopo

Breaking Bad

Vi ricordate l’episodio 2×09, Quattro giorni fuori? Walt e Jesse fanno una full immersion di preparazione della metanfetamina nel deserto, con il camper, ma per colpa di una dimenticanza di Jesse, al momento di ripartire si scopre che la batteria è a terra. La puntata racconta i disperati tentativi di far ripartire il motore, grazie alle conoscenze scientifiche di Walt. Jesse chiede al professore se sarebbe possibile costruire un robot che li salvi da quella situazione. Walt naturalmente liquida tutto come una fantasia del ragazzo… Salvo costruire proprio un robot nel corso della puntata finale. Un braccio meccanico azionabile a distanza, attaccato a un fucile mitragliatore. Un robot che salva Jesse, liberandolo dalla prigionia della banda di Jack.

3) Walt non ha giocato alla lotteria quei numeri

walter lotteria

Quando Walt seppellisce i suoi soldi nel deserto, utilizza uno stratagemma per ricordare le coordinate esatte: gioca quei numeri alla lotteria del New Mexico, appendendo la ricevuta in bella mostra in casa. Successivamente, quei numeri diventano qualcos’altro: il luogo di sepoltura di Hank e Gomez, dopo la resa dei conti raccontata in Ozymandias. Nell’ultima puntata di Breaking Bad, Walt darà quel biglietto alla moglie, cosicché la sua famiglia possa riavere il corpo di Hank. Nella realtà quelle coordinate non indicano nulla di così macabro: sono le coordinate reali che portano agli studi in cui è stata girata la serie. Pare che anche i numeri telefonici mostrati nel corso di Breaking Bad siano veri e funzionanti.

4) Altro che Game of Thrones… Parola di George Martin

George R.R. Martin

Breaking Bad è stata seguita da milioni di persone e naturalmente tra loro ci sono anche molti “addetti ai lavori”. Di sicuro sarete già a conoscenza della lettera di complimenti che nientemeno che Sir Anthony Hopkins scrisse a Bryan Cranston al termine di una sessione di binge watching della serie (e se non lo sapete, sappiatelo), ma forse non sapevate che anche lo scrittore George Martin è un fan della serie. Pare che abbia espresso la sua opinione positiva sulla performance di Cranston e sulla caratterizzazione del suo personaggio, aggiungendo che la figura di Walter White è molto più spietata e malvagia di qualsiasi villain che si possa trovare nei suoi libri.

Dal momento che questa opinione proviene da uno degli scrittori più sadici (e pigri) della storia, non può che valere doppio per celebrare la bellezza di Breaking Bad.

5) Breaking Bad ha saputo quando fermarsi. Per questo è la più grande

Breaking Bad

La curiosità più importante sulla fine di Breaking Bad non è una vera e propria curiosità: è più che altro un merito del suo creatore Vince Gilligan, che ha sempre saputo cosa fosse più giusto per la sua creatura. In questo caso, fermarsi quando era il momento. Intervistato sulla ragione dello stop a Breaking Bad dopo “solo” 5 stagioni, Gilligan – già regista e sceneggiatore di vari episodi di X-Files – ha dichiarato che proprio la sua esperienza con la serie sci-fi gli aveva fatto maturare la convinzione che bisognava capire quando smettere.

Ho l’ansia di andare avanti e che la gente poi dica “oh, ma lo danno ancora quello show? Lo guardavo, una volta era bello”. Vorrei che dicessero “non farla finire ora!”. Questo volevamo e questo abbiamo ottenuto, per fortuna. Perciò io come tutti gli altri ci siamo detti “meglio lasciare al nostro punto più alto, che oltrepassare quel punto”.

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Scritto da Giulia Vanda Zennaro

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