ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul film Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria e sulla serie tv Avatar: la leggenda di Aang
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →A pochissima distanza dall’uscita della seconda stagione dell’adattamento in live action – di cui qui trovate la recensione – l’universo di Avatar: la leggenda di Aang si espande con un film sequel disponibile su Paramount+. Cominciamo col contestualizzare questo lungometraggio. Il racconto si posiziona anni dopo la fine degli eventi narrati nella serie tv principale. Chi sta seguendo l’adattamento di Netflix non è ancora a conoscenza del finale – quindi forse non è una grande idea vedere questo film per ora – ma chi ha invece visto la serie animata sa com’è andata a finire la lotta di Aang contro il regno del fuoco.
In Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria troviamo quindi un nuovo status quo. Tra le nazioni vige la pace e il mondo è tornato a intravedere un’era di pace e prosperità. Permane però la grande mancanza nella vita di Aang: l’assenza di altri dominatori dell’aria. E il film gioca proprio su questo aspetto. Mostra al protagonista una chiave per recuperare quel passato, a un costo che però – come prevedibile – viene giudicato eccessivo. Allo stesso tempo Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria ci mostra i protagonisti della serie ormai cresciuti, con uno sguardo quindi differente sul mondo e su ciò che accade.
Da queste premesse si sviluppa un sequel abbastanza solido, pure se non indimenticabile. Il film di per sé non aggiunge chissà cosa all’epica del racconto. Mette in scena una trama abbastanza prevedibile che sposta di pochissimo lo status quo di inizio film. Tuttavia ci sono alcuni elementi interessanti, cari soprattutto ai fan della serie animata. A ben vedere Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria è più che altro un regalo agli spettatori che un approfondimento del materiale narrativo.

I punti di forza di Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria
Iniziamo dai pregi di questo film. Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria recupera gran parte dei temi della serie originale, calandoli in un contesto nuovo dove – in teoria – sarebbero potuti apparire meno efficaci. Il team Avatar è ormai composto da adulti, i quali però non hanno perso la leggerezza e la voglia di affrontare insieme le difficoltà. Il tono del film rispecchia quello della serie, nonostante – per forza di cose – debba farsi un minimo più maturo considerando l’età dei protagonisti. In questo però la pellicola di Paramount+ funziona.
Il tono viene coniugato da tematiche che – come dicevamo – ci riportano all’opera madre. Il peso della solitudine di Aang e la ricerca delle proprie radici, tema principale in fondo di questo film. Anche però la violenza capace di generare solo altra violenza. La guerra e il male a cui dà vita. Aang si ritrova nuovamente davanti agli stessi bivi del passato e anche stavolta compie la scelta giusta, quella che gli abbiamo sempre visto fare. A costo di sacrificare i propri interessi.
C’è un filo solidissimo che lega la serie originale a questo film sequel. Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria riesce a non snaturare affatto il materiale di partenza, anzi lo omaggia e lo celebra. I fan di lunga data dell’opera non possono che trovare tutto questo lavoro molto piacevole, però il film di Paramount+ possiede anche limiti evidenti, sempre più palesi man mano che si va oltre il legame con l’amatissima serie madre.
I lati meno riusciti di Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria
Dal punto di vista narrativo e contestuale, Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria aggiunge davvero poco al mondo già narrato in precedenza. C’è qualche spunto interessante qua e là. I protagonisti ormai adulti, un lato più oscuro dei dominatori dell’aria. Troppo poco però. La sensazione è che il formato cinematografico abbia un po’ strozzato la narrazione. Mancano spessore e profondità. Si percepisce l’assenza di un vero e proprio contributo da parte di questo film, se non quell’effetto nostalgia/ammirazione che però – più che valorizzare quest’opera – celebra ulteriormente la serie madre.
Si poteva fare molto meglio sotto il versante narrativo. La storia è ampiamente prevedibile sin dalle sue prime battute e termina senza sorprese. Il racconto intrattiene – grazie anche un ottimo comparto tecnico – ma non sorprende e nemmeno appassiona più di tanto. Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria è un film che sta in piedi grazie soprattutto a quanto fatto in passato. Come dicevamo, se si va oltre il legame con la serie madre resta ben poco di questa pellicola. Ed è un vero peccato.

Un film abbastanza solido, che però tradisce una preoccupante deriva dei nostri tempi
A ben vedere, Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria si fa testimonianza di una tendenza – abbastanza preoccupante – che sta ormai dominando i nostri tempi. Possiamo tranquillamente ascrivere questo film a tutta quella lunga lista di opere derivate che in sostanza non aggiungono quasi nulla al materiale di partenza, ma che rappresentano dei porti sicuri perché già in possesso dell’apprezzamento del pubblico. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un proliferare quasi incontrollato di spin-off, prequel, sequel e più ne ha più ne metta. Molti dei quali sono parsi più un’operazione nostalgia per gli spettatori e un cuscinetto per le case di produzione.
Si punta – in sostanza – su prodotti dall’impatto abbastanza sicuro, così da correre meno rischi possibili. Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria è esattamente questo. Un film abbastanza solido che però non brilla in nessuna sua componente. Godendo di un fandom già esistente otterrà comunque i suoi risultati, ma dopo il suo passaggio lascia poco o niente. Dopo questo film di Paramount+ il ricordo che avevamo di Avatar: la leggenda di Aang rimane sostanzialmente invariato. Per un’ora e mezzo è stato piacevole tornare in quel mondo, ma l’esperienza poi finisce senza lasciare strascichi. Come una rimpatriata del liceo.
Su questa tendenza si può- e anzi si dovrebbe – discutere, ma è sicuramente una questione lunga e che merita un contesto ben più ampio. Per ora ci limitiamo a dire che – se avete visto e amato la serie originale animata – Avatar Aang: l’ultimo dominatore dell’aria è un film che vi farà passare un piacevolissimo pomeriggio. Non vi aspettate nulla di più, perché il film di Paramount+ non va oltre. Non corre rischi, così non delude, ma nemmeno ottiene chissà che risultati. Si assicura una sufficienza tranquilla, il più classico massimo risultato col minimo sforzo.





