ATTENZIONE! L’articolo contiene potenziali spoiler degli anime e dei personaggi citati.
A volte c’è bisogno di un buon villain perché una storia funzioni, e gli anime più famosi della storia lo sanno fin troppo bene. Ci troviamo spesso di fronte a storie ricche di azione, fantasia e magia in cui la lotta tra il bene e il male non ha per forza confini sempre netti e definiti. Contrariamente alle storie occidentali, infatti, quelle orientali viaggiano spesso su binari grigi in cui la moralità è un concetto tanto mutevole quanto rilevante. Non gli eroi e tantomeno i cattivi rientrano sempre all’interno di categorie chiare e distinte le une dalle altre. Un esempio è sicuramente Eren Jaeger, che lungi dall’essere il protagonista incorruttibile dei romanzi d’avventura di matrice europea. Anche i villain, nella maggior parte dei casi, sono più complessi di quello che possono sembrare, soprattutto quando le loro motivazioni sono di natura personale.
I più terribili e affascinanti tra loro sono senza dubbio i grandi manipolatori degli anime. Si tratta di quei villain che non hanno bisogno per forza di poteri sovrannaturali per raggiungere i propri scopi. Quelli che sanno destreggiarsi nel mondo che li circonda, un’astuzia dietro l’altra. Sono personaggi dal passato traumatico, dal cuore glaciale e dagli occhi magnetici. Sono cattivi dal fascino narrativo irresistibile che ci hanno incantato e catturato nella loro rete.
Ecco quindi 9 villain degli anime maestri nell’arte della manipolazione
1) Sousuke Aizen – Bleach

Aizen è un ex-capitano della Soul Society ed è inizialmente introdotto come come un leader rispettato e un alleato fedele. Nel corso dell’anime, però, emerge la vera natura del villain caratterizzato da un’intelligenza sopra la media e da un’ambizione ancora più grande. Con il progredire della storia, infatti, Aizen rivela di aver manipolato gli eventi dietro le quinte per raggiungere i propri obiettivi. Un antagonista con un piano complesso che coinvolge il raggiungimento di un potere supremo. Ma qual è la motivazione alla base delle scelte di Aizen? Il villain desidera superare le limitazioni imposte dalla Soul Society e diventare una divinità. Per fare ciò, cerca di ottenere il potere supremo, il “Hōgyoku”, un oggetto magico che può amplificare le abilità di chi lo possiede.
Per questo motivo tradisce la Soul Society, manipolando eventi e persone per raggiungere i suoi scopi e mantenendo le sue vere intenzioni nascoste fino al momento opportuno. Oltre a essere dotato di un’intelligenza straordinaria e di una notevole abilità tattica, Aizen si impossessa anche di nuovi poteri che gli permettono di manipolare illusioni. Ma anche di controllare gli altri e persino assorbire le abilità altrui. Insomma, parliamo di un personaggio che utilizza le sue nuove abilità per ottenere ciò che vuole, fregandosene di chi incrocia il suo cammino.
2) Naraku – Inuyasha

Naraku è uno dei personaggi più complessi e stratificati nella storia dei villain degli anime. A cominciare dalle origini oscure e complesse. Il personaggio, infatti, era inizialmente umano e noto con il nome di Onigumo, ma la ricerca del potere demoniaco per i suoi oscuri desideri l’ha messo su un tracciato oscuro. La sua fusione con il demone delle tenebre ha creato Naraku, una figura malvagia e manipolatrice. Sotto questa nuova veste, gioca con le emozioni e le relazioni dei protagonisti, cercando di seminare discordia tra di loro. Il suo coinvolgimento nelle vite dei personaggi principali è una delle sue armi più potenti, rendendolo un avversario insidioso. Anche in questo caso è l’ambizione a muovere le azioni di Naraku, che cerca costantemente di aumentare la sua forza e acquisire abilità sempre più potenti.
Eppure, nonostante la sua malvagità, Naraku mostra anche una complessità emotiva. Non sono poche le occasioni in cui il personaggio sembra interiormente scisso, tormentato dai suoi stessi dubbi e da conflitti interiori. Questi momenti di vulnerabilità contribuiscono a rendere il personaggio ancora più intrigante. Nutre sentimenti di vendetta nei confronti di protagonisti, ma capita di vederlo anche in conflitto con se stesso in più di un’occasione. La sua presenza costante nella storia aggiunge suspense e tensione, contribuendo al successo dell’opera.





