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10 cose che hai pensato dopo aver guardato la prima puntata di Una Serie Di Sfortunati Eventi

3- A Neil Patrick Harris piace proprio cantare, forse troppo

Già dalla prima parte del pilot, troviamo il conte Olaf intento a cantare con il suo gruppo teatrale. La canzone è grottesca quanto orecchiabile (almeno nella versione originale, che trovate a fine articolo), ed il fatto che sono personaggi di spettacolo anche nella trama, aiuta a non prenderla come una cosa fuori posto. Ma d’altro canto è una cosa che può piacere o no, insomma è ben amalgamata ma se il genere non è di proprio gusto, allora stona per forza.

Neil, come persona, adora cantare e difficilmente lo si può fermare:

4- La sigla di Una serie di sfortunati eventi è eccezionale

Anche se nel corso delle puntate non gradite l’effetto musical, durante la sigla è d’obbligo un po’ di musica ed accettato anche il cantato.

Neil chiaramente ne approfitta per sfoggiare ancora una volta le sue doti canore:

5- La scenografia è certamente particolare

Non sono ancora sicura che questa scenografia cartonata mi piaccia, ma, mentre inizialmente era solo uno scarabocchio sugli occhi, dopo un po’ inizia ad avere un suo ché.una serie di sfortunati eventi pilot

Questo forse è dato dalla diminuzione quantitativa in cui è usata dall’inizio alla fine del pilot. Certo, qui si tratta di una storia tratta da una serie di libri, quindi probabilmente volevano dare un’idea romanzata (impresa da cui sono usciti vincitori) apprezzabilissimo da chi ha una certa passione per l’intrattenimento alla Tim Burton, ma non di certo per tutti.

Scritto da Sara Fattori

Ho un serio problema di dipendenza dalle serie tv.. come se non bastasse la mia formazione sociologica mi porta ad interpretarle come una chiave di lettura del mondo!
Lo so, non sto bene, ma il primo passo è ammetterlo!

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