10. La sua morte
Non so perché -se si tratta di una maledizione o cos’altro- ma, puntualmente, i miei personaggi preferiti sono quelli che muoiono. La morte di Chris nella penultima puntata della seconda stagione (per la stessa malattia del fratello) è uno dei momenti più tristi dell’intera serie. Se prima potevamo amarlo, ora lo amiamo e lo rimpiangiamo.
Jal: “Ho pensato a quello che Chris avrebbe voluto che dicessi oggi. Il consiglio che mi avrebbe dato, sarebbe stato all’incirca “Sai una cosa, baby? Fanculo. Questi tipi mi conoscono benissimo, parlagli di qualcun altro”. Perciò ho pensato di parlare di un eroe che Chris ammirava, era un capitano, si chiama Joe Kittinger. Nel 1960, volando su un aerostato, il capitano Joe salì per 32 km nella stratosfera, e poi, armato solo di un paracadute, si lanciò nel vuoto. Precipitò per 4 minuti e 36 secondi, raggiungendo la velocità di 987 km/h prima di aprire il paracadute a soli 5 km da terra. Un’impresa mai compiuta prima d’allora, e che d’allora non fu mai più ripetuta. La compì solo perché era in grado di farlo. È per questo che Chris gli voleva bene, perché Chris era entusiasta della vita, lui diceva si, Chris diceva si ad ogni cosa, e voleva bene a tutti. Era il ragazzo, anzi l’uomo, più coraggioso che abbia mai conosciuto, e questo perché… Chris si lanciava nel vuoto da un aerostato tutti i giorni, perché poteva farlo, perché era fatto così, ed è per questo motivo… ed è per questo motivo… che gli volevamo bene.”
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