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#VenerdìVintage – La sinistra maledizione che ha colpito il cast de ‘Il mio amico Arnold’

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Che cavolo stai dicendo, Willis?“. Chi di noi non ricorda questa celeberrima battuta? Per la rubrica “Venerdì Vintage” vogliamo parlarvi di una delle comedy più note e amate di tutti i tempi e della terribile maledizione che sembra aver colpito tutto il cast. Pensate: degli attori che costituivano lo scheletro di Il mio amico Arnold non ne è rimasto che uno soltanto. Proprio quel Willis (Todd Bridges) costantemente tirato in ballo da Arnold. Ma andiamo con ordine.

Siamo negli anni ’80 e in America vede la luce una serie che conquisterà milioni di telespettatori.

Il mio amico Arnold è la storia toccante e divertente di due fratelli adottati da un ricco uomo d’affari in adempienza alle ultime volontà della loro madre, morta prematuramente. Il più piccolo dei due, Arnold, sarà l’irresistibile protagonista di sketch comici e circostanze esilaranti che rallegreranno la vita di tutti i giorni nella ricca Manhattan.

Ma non solo comedy: nella serie si alternano spesso anche momenti più seri e introspettivi in cui perfino l’incredibile carica di simpatia di Arnold si fa più contenuta e riflessiva. Gli amanti della serie ricorderanno senza dubbio alcuni episodi di altissima carica emotiva come quello dell’adozione legale dei due ragazzi. Ma tantissime sono le occasioni in cui la serietà si fa largo e Il mio amico Arnold acquista peso e tridimensionalità.

Il mio amico Arnold

La facciona di Arnold, la sua dolcezza e irriverenza dominano in lungo e largo i nostri ricordi facendoci sorridere e pensare con affetto a quelle scene. Purtroppo la vita dietro al set ha nascosto molti momenti drammatici e pochi sereni. Dietro la comedy, insomma, la verità è quella di una tragedia che nel tempo ha acquistato le connotazioni di maledizione. Non si tratta solo delle morti ma anche delle impressionanti sventure che hanno indistintamente colpito i membri del cast.

Un susseguirsi di tristi casualità davvero assurde.

A partire proprio da quell’Arnold tanto sereno e spensierato. Dietro la maschera del personaggio si nascondeva però un Gary Coleman afflitto da un destino avverso che non ha mai smesso di accanirsi su di lui. Ben nota è la malattia che lo ha colpito fin da piccolo e ne ha impedito la crescita costringendolo progressivamente a interventi chirurgici, crisi violente e portandolo a un passo dalla morte in più circostanze.

Alla fine i suoi giorni si sono conclusi tra la dialisi costante e l’abbandono di tutte le persone care. E già, perché se non fosse bastata la malattia ci hanno pensato i parenti e amici più stretti a infliggergli ulteriore dolore. Il successo clamoroso e la fama negli anni ’80 hanno attirato infatti le mire avide di tante persone. Madre e padre, più volte accusati di aver abusato della potestà genitoriale per disporre dei soldi del figlio, il manager coinvolto in vari processi a suo carico per essersi approfittato della fiducia di Coleman.

Coleman

Poi un matrimonio che sembra poter essere uno spiraglio di luce per l’attore. La fama è in calando ma l’amore sembra potergli garantire un po’ di serenità. Così non è però: si tratta dell’ennesima approfittatrice della sua vita. L’unione non viene mai consumata e si conclude con il divorzio e accertate violenze fisiche della donna. Per Gary non c’è più speranza. Tenta due volte il suicidio con pillole per dormire, nel tentativo di trovare pace a quella vita così piena di sofferenze fisiche ed emotive (qui le incredibili storie di attori che hanno provato a togliersi la vita).

Sopravvive, però.

Nel 2008 e poi nel 2009 viene arrestato: aveva prima investito una persona e poi ricevuto accuse di violenze domestiche. Nessuno si ricorda più di lui, è un fantasma dimenticato. Qualche cameo non lo salva dall’oblio. Prova almeno a riabilitare la sua immagine facendosi intervistare nel 2010 nella trasmissione The Insider. Cede però alle provocazioni dei conduttori, dà in escandescenza e abbandona lo spettacolo tra lo sgomento generale.

A questo punto c’è spazio solo per la sua malattia, per quell’infiammazione renale cronica che lo tormenta da una vita. Viene ricoverato due volte in gravissime condizioni nel 2010, finisce in coma dopo aver battuto violentemente la testa. Non c’è più speranza: si decide di staccare la spina e così la vita di Gary Coleman si spegne per sempre dandogli finalmente quel sollievo che una vita di dolori gli aveva sempre negato.

Il mio amico Arnold

Ricordate poi la signora Garrett? L’attrice che la interpretava, Charlotte Rae, era davvero simile al suo personaggio: una donna solo all’apparenza dura e intransigente, in realtà buona e disponibile. Così la ricorda anche Todd Bridges (Willis) che all’epoca della serie doveva fare i conti con un padre alcolista. Per lui Charlotte fu come una madre, capace di sostenerlo nei momenti più difficili. Eppure, la vita non riservò neanche a lei molte gioie. Già durante la serie fu vittima insieme a Conrad Bain di abusi psicologici a opera di un regista che induceva entrambi gli attori a crisi di ansia e pianto.

Una situazione pesante a cui assistè in prima persona lo stesso Bridges.

Alla fine il regista fu allontanato ma le cose non andarono meglio. La Rae è morta dopo una lunga e dolorsa malattia. Stessa sorte per la governante Adelaide (Nedra Volz) afflitta dall’Alzheimer. Un tumore si è portato via anche Dixie Carter, cioè Maggie, la nuova moglie di Drummond. Lo stesso Sig. Drummond, Conrad Bain, è morto per un infarto.

Una delle sorti peggiori è toccata alla dolce e bellissima Kimberly, sorella adottiva di Arnold. Dana Plato, allontanata dallo show dopo essere rimasta incinta, ha avuto gravi problemi di alcol per sua stessa ammissione. A causa di manager senza scrupoli ha in breve affrontato gravi difficoltà finanziarie, analoghe a quelle che hanno condotto alla bancarotta Gary Coleman. L’attrice si è trovata così costretta a partecipare prima a b-movie e poi a verie e proprie pellicole erotiche prima di trasferirsi a Las Vegas a gestire una lavanderia.

Kimberly

Si rende quindi protagonista di una rapina a mano armata che le costa l’arresto. Iniziano intanto i problemi di droga: una falsa ricetta la porta nuovamente in carcere. I problemi personali nel frattempo si acuiscono: si professa ripulita in un’intervista ma muore poco dopo per un’overdose fatale, nel 1999. Segue il suicidio del figlio a porre fine a un vortice di tragici eventi.

Ora del cast de Il mio amico Arnold non resta in vita altri che Todd Bridges, anche lui protagonista di episodi terribili.

Seri problemi di droga come per la Plato, diversi arresti all’attivo e perfino un processo per il tentato omicidio di uno spacciatore dal quale si riforniva. Ora è rimasto solo, l’ultimo in vita di Il mio amico Arnold e come confessato in una recente intervista “È un peso che fatico a sopportare“. Dovrà farlo, però, magari provando a ribaltare la maledizione, riabilitandosi e provando che siamo noi e solo noi gli artefici del nostro destino.

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Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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