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#VenerdìVintage – 7 curiosità sull’intramontabile Baywatch

baywatch

Amanti delle spiagge assolate, del caldo sole californiano e di corpi scultorei e sensuali, battete un colpo. Sappiamo che ci siete, non vi nascondete e non fate i furbi, non fate finta di niente. Voi, uomini, che avete ammirato le curve di Erika Eleniak, Pamela Anderson, Alexandra Paul e Yasmine Bleeth, ricordate quei body rossi superaderenti. Voi, donne, che siete andate in fibrillazione per i tasti telefonici stampati sugli addominali di David Hasselhof, ricordate quelle corse di quella statua umana sulla spiaggia di Los Angeles. Baywatch è stata una di quelle produzioni che hanno in qualche modo rivoluzionato la fine del secolo scorso.

Questo articolo è per tutti voi, per voi che avete passato intere serate a seguire le avventure di quegli eroici bagnini che, tra problemi sociali, emergenze dei bagnanti e amori californiani, hanno segnato gli anni ’90. In questo articolo vogliamo raccontarvi 7 cose che forse non sapevate su una delle serie tv più conosciute di quegli anni: l’intramontabile Baywatch. Curiosità che per i fan più appassionati possono essere scontate, ma che per molti amanti occasionali della produzione con protagonisti Pamela Anderson e David Hasselhoff potrebbero non essere così scontate. Preparatevi quindi a ricordare oppure a scoprire 7 curiosità sulla serie tv dei bagnini più famosi del piccolo schermo.

1) Buona la seconda

All’inizio il telefilm ottenne ascolti molto deludenti e la NBC decise di cancellare il programma. L’attore David Hasselhoff però continuò a credere nel progetto e insieme ad altri fondò una propria piccola società di produzione indipendente. E proprio per questioni di denaro, quelli che diventarono i famosi slow motion di Baywatch non erano altro che un escamotage per guadagnare a ogni puntata qualche secondo in più e così risparmiare sul budget. L’idea venne ripresa dalle Olimpiadi del 1988 dove venne utilizzata per le riprese delle gare dei velocisti.

Baywatch Grey's Anatomy

2) Baywatch, tra Los Angeles e le Hawaii

Nel 1999, a causa di costi sempre più elevati per girare a Los Angeles e la diminuzione del mercato della Syndication, fu deciso di spostare l’azione della serie altrove. Inizialmente fu suggerita l’Australia come destinazione ideale, e fu girato un pilot per questa nuova incarnazione dello show. La produzione dovette essere però sospesa in seguito a lamentele sui danni che questa avrebbe recato all’ecosistema locale. L’episodio pilota fu quindi trasmesso come episodio speciale in due parti della serie normale, e come nuovo centro nevralgico del programma si decise per le Hawaii, con tanto di nuovo titolo, Baywatch Hawaii appunto, per le ultime due stagioni.

3) Non solo bagnini su piccolo schermo

L’attore Michael Newman era un vero bagnino ed è stato utile sia per la produzione sia per le acrobazie sul set, sia perché ha istruito il cast sui protocolli di salvataggio sia perché ha dato una serie di spunti per l’originalità di molte storie di salvataggio. Oltre alla precisione sulle azioni di salvataggio, c’è una ulteriore curiosità riguardo al cast. Nel contratto degli attori (sia uomini che donne) era previsto che nessuno potesse prendere peso durante le riprese e secondo la truccatrice dello show la produzione consumava 40 bottiglie di crema solare al mese per salvare il cast dalle scottature. Una vera Odissea.

pamela anderson Breaking Bad

4) Sottotitoli? No, grazie

In molti paesi del mondo alcuni telespettatori si lamentarono per l’invadenza dei sottotitoli poiché questi andavano a coprire troppo e troppo a lungo le curve delle bagnine. Nel cast ci sono state più modelle di Playboy che in qualsiasi altro programma della storia: Erika Eleniack, Brande Roderick, Pamela Anderson, Carmen Electra, Gina Lee Nolin e tante altre. Ha fatto parte del cast anche il giovanissimo Jason Momoa, futuro Aquaman, ma soprattutto futuro Khal Drogo di Game of Thorones.

5) Gli attori – Autoironici, bocciati e promossi

David Hasselhoff non è mai stato allergico a prendersi in giro da solo, arrivando persino a concedersi un ruolo secondario al fianco di Adam Sandler in Cambia la tua vita con un click. Si è inoltre prestato in più di un’occasione ad apparizioni speciali che prendono in giro il suo personaggio in Baywatch. Tra queste ricordiamo il suo cameo in Palle al balzo, dove interpreta un allenatore tedesco che, in preda ad un attacco d’ira, fa a pezzi una foto che lo ritrae all’epoca dello show, e la sua ospitata in SpongeBob il film, ruolo di cui è particolarmente soddisfatto poiché gli ha permesso di conquistare nuovi fan più giovani.

Ma l’apparizione più esilarante rimane quella in Piranha 3D, dove reagisce alle richieste d’aiuto dei bagnanti con una battuta davvero ironica: “Prima di tutto, non sono un vero bagnino. Non lo sono mai stato. Ed è così che funziona la selezione naturale”. Sempre riguardo al protagonista c’è un’altra curiosità. Leonardo Di Caprio avrebbe dovuto interpretare il figlio di David Hasselhoff, ma fu scartato per non fare apparire troppo vecchio l’attore protagonista della serie. Anche Sandra Bullock venne scartata dopo un provino: le sarebbero state fatali alcune misure sbagliate.

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6) Non solo successi, anche fallimenti

Dal 1995 al 1997, in concomitanza con la messa in onda della sesta e settima stagione di Baywatch, fu trasmesso anche uno spin-off, Baywatch Nights, anche questo con Hasselhoff nel ruolo principale. A differenza della serie principale, incentrata sulle vicende della spiaggia, Baywatch Nights aveva un taglio poliziesco, al quale si aggiunse nella seconda stagione un elemento fantascientifico, sulla falsariga di X-Files, nel tentativo di migliorare gli ascolti. Un’operazione fallimentare, poiché la serie chiuse i battenti dopo appena 44 episodi. L’unica ripercussione significativa sulla serie principale fu l’aggiunta al cast di Donna D’Errico nel ruolo di Donna Marco.

7) Baywatch: un successo mondiale, ma “zero tituli”

La serie è andata in onda per 11 stagioni e nel suo momento di maggiore successo, nel 1996, vantava un’audience di 1 miliardo di telespettatori a settimana nel mondo. Sono 242 gli episodi tradotti in 48 lingue e trasmessi in 200 paesi diversi. Baywatch è però la serie più longeva a non aver mai vinto nemmeno un Emmy, gli Oscar della televisione. Tanti numeri, ma nessun riconoscimento da parte dello star system hollywoodiano.

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Scritto da Giacomo Simoncini

“Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose. Ad un mondo di numeri ne preferisco uno di lettere. Scrivo per coinvolgere gli altri, per far appassionare le persone a ciò che amo. ”

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