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#Venerdì Vintage – 10 cose a cui ho pensato dopo aver rivisto l prima puntata di Ally McBeal a distanza di anni

Ally McBeal è una Serie Tv di cui adesso non si parla più spesso ma che in realtà negli anni ’90 (per gli Stati Uniti) e 2000 per l’Italia aveva rimosso un grande successo. Lavoro, emancipazione, amore e rapporti personali: questi sono gli ingredienti principali dell’essenza di questo prodotto che – come forse mai era ancora successo – voleva raccontare la vita di una donna senza focalizzarsi troppo su un solo aspetto. Non era solo lavoro, ma neanche solo vita privata. Era un misto di attimi, questo era Ally McBeal. Nulla escludeva l’intrattenimento o la comicità, ma nulla escludeva neanche i drammi e la profondità di una serie che vuole sviscerare la sua protagonista in tutti i modi possibili.

Era il 26 aprile del 2000 e Ally McBeal arrivava in Italia con la sua prima puntata. Sono passati ventuno anni, e noi abbiamo rivisto il pilot. Il risultato di questo esperimento lo trovate qui sotto.

1) Anche tu conosci un Billy, e mi dispiace per te

Se hai guardato il pilot in un’età abbastanza grande rispetto a quella della prima visione, adesso sai che anche tu – come Ally – hai il tuo Billy. Il primo episodio concentra tutta la sua intensità dentro l’incontro tra la protagonista e il suo fantomatico amore dell’infanzia, dell’adolescenza, della vita. Se nel duemila eri solo un’adolescente, forse empatizzavi ma non comprendevi a pieno la potenza delle sensazioni che Ally stesse vedendo; se eri una bambina, guardavi sognante gli occhi dei due immaginando un ipotetico lieto fine, ma se eri grande sapevi perfettamente cosa stesse succedendo: era il Billy che c’è per tutti, e ti bastava questo per non tollerarlo. Poveri noi.

2) Amore & Soldi

La prima puntata di Ally McBeal si sviluppa su due fronti: amore e soldi. I secondi sono visti come la medicina a tutto, il fazzoletto che ti asciuga le lacrime se le cose vanno male. Lavorare, lavorare, lavorare ma solo per loro. Nessuno, eccetto Ally, parla del suo impiego con trasporto, passione. L’unico obiettivo di tutti è racimolare lo stipendio per asciugarsi le lacrime causate dalla loro perdizione.

“Guadagna abbastanza, il resto verrà da sé”.

Ma questa lezione, scopriremo, Ally non la imparerà mai. E forse, va bene così.

3) Il finale del primo episodio di Ally McBeal

Se sei fortunata, il finale del primo episodio di Ally McBeal non ti fa una grinza. Lo guardi apaticamente, non sviluppi empatia, ti sembra solo un viaggio mentale della protagonista. Ma se nella tua vita hai accumulato un misto di incertezze, turbamenti, tristezze, se non sai chi sei, allora fai parte della seconda categoria. Capisci cosa voglia dire Ally quando racconta la sua tristezza, quando si propone l’obiettivo di conviverle accanto, quando capisce che – forse – anche con lei potrebbe divertirsi.

4) Le prime stagioni di Ally McBeal

Chiunque abbia seguito il viaggio all’interno delle cinque stagioni di Ally McBeal sa che a un certo punto la serie perde il proprio smalto diventando ripetitiva e sottotono. La gioia delle primissime stagioni non sarà più tangibile facendo spazio all’inerzia, a voler capire come vada a finire la storia per il bene del bel ricordo che abbiamo dell’inizio. Riguardare il pilot è un colpo al cuore: sappiamo che tutto il resto sarà in discesa. A me un po’ da piangere è venuto.

5) Ally McBeal e quella strana somiglianza con…

Io non voglio dire che Ally McBeal e Sarah Michelle Gellar siano la stessa persona. Dico solo che, effettivamente, non le abbiamo mai viste nella stessa stanza.

6) Lo Spin off?

Visto il successo della serie, nel 1999 Ally McBeal ha dato vita a uno spin off incentrato sulla vita privata della protagonista. La brutta notizia? Andato in onda solo negli Stati Uniti. Coerentemente alla serie ho deciso che procederò per vie legali. Non si fa mica così.

7) Breve tutorial da seguire nel caso in cui dovesse verificarsi ciò che è successo nel pilot di Ally McBeal

Ally McBeal

Come dicevamo nel primo punto, tutti abbiamo un Billy nella nostra vita. Bene, se anche il nostro Billy – per cui proviamo la stessa simpatia che abbiamo verso le zanzare, gli scarafaggi, i ritardatari e le due del pomeriggio passate sotto il sole senza acqua ad aspettare un autobus che non passa – dovesse dirci “ma certo che ti amo, solo che amo anche lei!” andiamo via lontano, facciamo un biglietto per il Burundi e non pensiamoci più. Tanto un altro svitato lo troviamo anche lì.

8) Sano e reale cinismo

Ally McBeal

Ovunque ci giriamo, il politicamente corretto ci viene a bussare alla porta. Ally è una protagonista politicamente corretta, intendiamoci, ma non le persone che le stanno attorno. Per tutto il pilot i suoi collaboratori non fanno altro che andare contro questa opzione massacrandola con cinismo e zero moralità. Che sollievo che sono stati.

9) “Oddio, ma che è, come Ted Mosby?”

Ally McBeal

Ally McBeal, durante il pilot, quasi dimentica tutto il contorno, il contesto lavorativo, esiste solo Billy e la sua ossessione per l’amore. Più volte, durante il susseguirsi delle scene, l’ho vista sdoppiarsi e diventare un uomo che, nel futuro degli anni 2000, rincorrerà morbosamente ogni persona predisposta all’accoppiamento e alla famiglia. E tutti sappiamo di chi sto parlando.

10) Magari fosse così facile

Prima puntata, primissimo dialogo, primissima difficoltà che si risolve immediatamente. Ad Ally viene proposto di lavorare per un ottimo studio legale letteralmente dal nulla, le cade praticamente il lavoro dal cielo. Posso sapere il segreto?

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