in

The Walking Dead mi faceva schifo. Ma poi un giorno me ne innamorai follemente

The walking dead

Storia di una fan seriale che credeva di essere stata vaccinata per il virus di The Walking Dead. Ma che poi ne fu contagiata.

Era il lontano 2005 e tutti i miei amici non facevano altro che consigliarmi di vedere il film che secondo loro poteva essere considerato non solo il capolavoro dell’anno, ma uno dei migliori di sempre. Un po’ scettica a causa di tale premesse seguii il consiglio e vidi questo film in streaming. Trovai il film a mio avviso troppo farcito di dialoghi pomposi e i personaggi troppo stereotipati. Non un pessimo prodotto, ma definirlo un capolavoro mi sembrava esagerato.

La pellicola in questione era V per Vendetta.

Prima di essere linciata e che vi prenda un colpo apoplettico per una simile affermazione, lasciatemi spiegare. Solo due mesi dopo, del tutto casualmente ebbi occasione di rivedere il film. Il risultato fu amore a seconda vista. Non solo compresi finalmente i pregi di cui tutti parlavano, ma fu come vederlo e ammirarlo per la prima volta. Divenne uno dei miei preferiti in assoluto e tuttora ridacchio nel ricordare come non lo apprezzai durante quella prima visione. Dandomi anche della stupida. Assurdo vero? Forse non così tanto.

Questa premessa è d’obbligo per chiarire cosa mi è accaduto con The Walking Dead.

The Walking Dead

Anche se da sempre sono stata affascinata dal genere distopico/post-apocalittico, la tematica legata agli zombie l’ho sempre trovata noiosa. Quindi The Walking Dead mi sembrava l’apoteosi della noia assoluta, ancor prima di vederlo. C’erano zombie, tanti zombie, troppi zombie e tanto mi bastava per avere un pregiudizio di fondo. Come molti fan seriali però ero ostinata! Complice il fatto che tutti stavano parlando di questa stra-discussa settima stagione, compresi i miei colleghi di Hall of Series, decisi di intraprendere questa avventura seriale. O forse ero semplicemente stufa di sentirmi tagliata fuori, di non capire le battute ricorrenti, le immagini, di cadere completamente tra le nuvole non comprendendo perché potesse piacere così tanto.

Quattro mesi fa quindi iniziai la Serie in streaming. Nonostante fossi armata di buoni propositi, la freccia di Cupido non scoccò.

Subito delle cose iniziarono a procurarmi qualche smorfia. Quindi come è iniziata questa epidemia di zombie? Ma come cavolo è possibile che Rick, in coma e indifeso, sia sopravvissuto? Ma che razza di… persona è quella Lori, per aver abbandonato il marito, tradendolo con il suo migliore amico? Domande come queste mi rimbalzavano, con parecchio fastidio, nella mente. Cercavo più azione, la spiegazione di come si fosse giunti a quello scenario post-apocalittico, ma nulla. Risi per la scena splatter in cui Rick e Glenn si sporcano di sangue degli Avventori per mimetizzarsi tra di loro.

Dov’era l’angoscia, l’ansia che pensavo quegli zombie mi avrebbero procurato? Insomma ecco sopraggiungere quella noia che temevo mi avrebbe colpita. Alla faccia dell’iniezione di adrenalina che aspettavo.

The Walking Dead

Certo, non si può avere tutto e subito, sarebbe bastata un po’ più di pazienza, cosa che io di solito possiedo. Sinceramente però sentii a pelle che quella Serie non valeva il mio tempo e la mia attesa. La etichettai molto velocemente come ‘stupida’ e ‘sopravvalutata’. Sì, non ci andai affatto leggera. Così con un ‘bah‘ e una scrollata di spalle accantonai del tutto la Serie quella stessa sera, al secondo episodio della prima stagione. Compresi che i gusti sono gusti e che se probabilmente TWD raccoglie tanti consensi, un motivo sicuramente c’era. Ma pareva che io sarei rimasta all’oscuro di tale motivazione.

Nei mesi successivi tornai a pensare spesso alla Serie e qui e lì mi limitavo ad alzare gli occhi al cielo quando qualcuno ne parlava entusiasta, sbuffando. Ero forte della mia convinzione e della sensazione a pelle che mi aveva trasmesso. Come non fidarsi del proprio sesto senso seriale?

Ancora non lo sapevo, ma un tarlo latente stava scavando nel mio cervello, senza che me ne accorgessi. E se avessi sbagliato anche questa volta nell’aver troppo precipitosamente deciso di detestare The Walking Dead? Memore del mio grande abbaglio con V per Vendetta, feci una cosa per me molto rara: diedi una seconda occasione a una Serie che non avevo apprezzato affatto.

Quel dubbio mi diede la spinta necessaria e rividi nuovamente i primi due episodi.

Scritto da Barbara Curti

Ho 31 anni e studio Lettere. Spero che prima o poi questa mia passione per le Serie Tv mi torni utile per il futuro: lasciate solo che alle prossime Olimpiadi venga riconosciuto il binge-watching come disciplina e per me sarà la svolta!!!

Per il resto, visto che non so cos'altro aggiungere.... AMMACCABANANE!

lea michele

Lea Michele: il teaser di Love is Alive ci ricorda di quando era Rachel Berry

suburra

Suburra: ecco le immagini della prima Serie italiana targata Netflix