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The Good Place: perché dovreste iniziare la serie tv

Quando si pensa alle comedy, è inevitabile che il nostro pensiero corra subito a Friends, Scrubs, How I Met Your Mother e The Office. Tuttavia, c’è una serie tv che, nonostante non goda di una simile popolarità, meriterebbe di ascendere tra i prodotti di tipologia comica più noti e apprezzati di tutti i tempi: stiamo parlando di The Good Place, serie NBC creata dal fantastico Michael Schur (mente geniale dietro a The Office, Parks and Recreation, Brooklyn Nine-Nine) andata in onda tra il 2016 e il 2020 con le sue quattro ottime stagioni e che potete reperire comodamente e integralmente su Netflix. Ma che cosa c’è di così interessante e straordinario in The Good Place e perché dovreste seriamente considerare di recuperarla, se ancora non lo avete fatto? Oggi siamo qui per darvi tutti i motivi di inserirla all’interno della vostra personale lista di prodotti seriali da visionare, in maniera tale da incuriosirvi senza per fare spoiler.

Eleanor Shellstrop (640×360)

Iniziamo con il ribadire per bene questo concetto: non troverete un’altra serie come The Good Place.

Serie comica di stampo fantasy e incentrata sulle vicende post-mortem di un variegato gruppo di individui che si ritrovano a passare il resto della loro esistenza nella Parte Buona, un Aldilà che prescinde dalle comuni rappresentazioni del Paradiso cristiano o di qualsiasi altra religione, The Good Place è una serie in cui, letteralmente tutto è possibile. Seguendo le vicende della fantastica Eleanor Shellstrop, che si ritrova per errore in questo regno idilliaco dato che in vita si era comportata in maniera tutt’altro che buona e onesta, veniamo a contatto con un mondo dalle infinite potenzialità che aprono strada all’immaginazione e alla fantasia degli autori in grado di permettersi davvero di tutto. Visivamente iconica e impattante, la serie può arrivare a mostrarci elementi e situazioni che mai avremmo sognato di poter vedere su schermo, tra ambientazioni assurde ed esilaranti e personaggi a cui tutto è concesso.

The Good Place 1×01 (640×360)

Perché a fare da comprimari alla nostra Eleanor troviamo anche altri carismatici e imprevedibili personaggi capaci di catalizzare sin da subito l’attenzione dello spettatore: da Chidi Anagonye, un professore di filosofia incapace di prendere alcuna decisione, passando per Tahani Al-Jamil ricca filantropa dalle manie narcisistiche fino al monaco tibetano che ha fatto il voto di silenzio Jianyu. Completano il quadro l’architetto della parte buona Michael e Janet, l’interfaccia tecnologica dalle sembianze umane che il primo impiega per gestire il proprio distretto.

Date queste premesse, capite anche voi che con The Good Place la noia è solo un brutto ricordo che viene scacciato via da soluzioni creative innovative e spassose, ma soprattutto da personaggi esilaranti.

Essi, infatti, risultano perfetti per portare avanti la narrazione che, lontana dal fissarsi in episodi verticali che non impattano la trama generale, presenta un’orizzontalità di fondo che ben si adatta a sviluppare i suoi protagonisti. Essi, infatti, pur partendo da una caratterizzazione stereotipata rivelano man mano con il procedere della storia una grandissima profondità che porta lo spettatore a provare empatia nei loro confronti e a interessarsi alle loro sorti. Questo perché The Good Place è tutto fuorché una serie che si adagia su di una narrazione placida e standardizzata: quello che i personaggi della serie vivono è un vero e proprio viaggio alla ricerca di sé ma che passa per tante avventure che li temprano e fanno vivere loro situazioni in cui mettersi alla prova.

Introducendo una varietà di situazioni ed elementi che vanno a modificare nel profondo la psicologia dei protagonisti e la loro interiorità, la serie va infatti a presentare una serie di incredibili colpi di scena e verità inizialmente celate che portano lo spettatore a entusiasmarsi per il dipanarsi della trama come solo pochissime altre comedy riescono a fare: senza entrare troppo nel dettaglio per non fare spoiler, infatti, il plot twist che chiude la prima stagione dello show con un clamoroso cliffhanger va a costituire non solo uno dei colpi di scena migliori della serialità di stampo comedy, ma, in generale, della storia della televisione tutta!

The Good Place, infatti, non è solo una serie comica, ma si pone anche l’obiettivo di spingere lo spettatore a riflettere, a partire da spunti leggeri e divertenti ma mai banali, su temi filosofico-esistenziali come le domande sulla ricerca del senso della vita e su cosa ci aspetta dopo la morte, nonché a interrogarci sulla morale che regola le nostre azioni e quelle degli altri e su cosa voglia davvero dire “essere o diventare una brava persona“. Insomma, lezioni di filosofia pratica che non solo non corrono il rischio di farci addormentare su libroni polverosi ma che colpiscono e rimangono impresse non solo grazie a sequenze immaginifiche che riescono farci visualizzare concetti che rischierebbero di rimanere astratti e indistinti, ma anche grazie a dialoghi e monologhi di rara bellezza. Se temete poi di trovarvi di fronte a una serie tv che rimane incompleta o che si chiude in maniera poco soddisfacente, non temete: The Good Place, oltre a essere composta da quattro stagioni della durata non eccessiva, che scorrono benissimo senza mai calare di qualità, presenta uno dei finali più belli, commoventi e profondi degli ultimi anni .Una conclusione che non vi farà affatto pentire di aver visionato lo show, ma che, anzi, vi lascerà con il cuore carico di mille emozioni.

The Good Place
Chidi Anagoye (640×360)

Se ancora aveste delle remore, vi vogliamo ricordare che oltre a raccontare una storia divertente, coinvolgente e commovente, The Good Place può contare su una fotografia di altissimo livello, di fantastiche scenografie e costumi nonché di performance attoriali di livello. A guidare il fantastico gruppo dei protagonisti della storia troviamo infatti, la meravigliosa Kristen Bell, la nostra amata Veronica Mars, nonché il fenomenale Ted Danson, veterano della televisione americana e noto nel panorama delle comedy soprattutto per aver vestito i panni di Sam Malone all’interno dell’intramontabile Cin Cin (Cheers).

Ma non finisce qui: perché, tra meravigliose guest star e insospettabili cameo, la serie non smette mai di sorprenderci!

Detto questo, speriamo di avervi ingolositi a tal punto da farvi incominciare questa spettacolare serie tv che, per quanto apprezzata e amata, a parer nostro non ha ancora raggiunto tutto il successo che meriterebbe. Noi per ora non possiamo fare altro che augurarvi una buona visione. Al prossimo consiglio seriale!

The Good Place: le citazioni più iconiche della serie