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Il “ritorno” di Sons of Anarchy è talmente strano da poter essere geniale

Torna Sons of Anarchy

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Torna Sons of Anarchy, e fin qui niente di particolarmente strano. In un periodo storico dominato da spin-off, revival e franchise di ogni tipo, era solo una questione di tempo prima che qualcuno si inventasse qualcosa per riportare in onda una serie del genere, protagonista di un grande successo televisivo.

Non è manco la prima volta, d’altronde: Sons of Anarchy ha già dato vita a uno spin-off, Mayans M.C., incapace di replicare i fasti della serie madre ma in grado comunque di raccontare una nuova storia con discreti risultati.

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Ora, però, non si parla più di nuovi protagonisti. O meglio, sì: gli attori sono quelli, ma interpreteranno loro stessi.

Sì, loro stessi e non più gli iconici personaggi della serie. E ci saranno tutti, o quasi. Ritroveremo, tra gli altri, Charlie Hunnam (Jax),  Ron Perlman (Clay), Katey Sagal (Gemma), Maggie Siff (Tara), Mark Boone Junior (Bobby), Tommy Flanagan (Chibs), Kim Coates (Tig) e Theo Rossi (Juice).

Non si parla di rumor, suggestioni o speculazioni, come potrebbe suggerire un’idea tanto particolare. FX, già casa madre di Sons of Anarchy, l’ha annunciata ufficialmente.

La sinossi di Legends suggerisce qualcosa di geniale, sulla carta. Come abbiamo riportato in una news recente si tratterà, infatti, di una metanarrazione che trasformerà il nostalgico revival in una nuova storia. Una storia che permetterà agli interpreti di confrontarsi coi rispettivi personaggi e con le conseguenze del loro successo all’interno di una cornice che unirà la realtà alla fantasia. Un thriller dai contorni al momento indefiniti, molto intriganti.

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La riportiamo: “Quando il cast di Sons of Anarchy si riunisce a una convention per i fan dopo oltre un decennio, il confine tra vita e arte si fa labile, mentre questa fratellanza spezzata si ritrova ad affrontare una minaccia reale più pericolosa di qualsiasi cosa abbia mai affrontato nella sua serie”.

Qualcuno potrebbe obiettare subito a proposito dell’originalità totale del progetto: ci sono due film che evocano scenari piuttosto affini, seppure diversi.

Potrebbero parlare, nello specifico, di Galaxy Quest, pellicola del 1999 in cui il cast di una vecchia serie di fantascienza si ritrovò in un’avventura intergalattica dopo aver affrontato una seconda parte di carriera complessa. Fu un’occasione interessante per parodizzare serie come Star Trek, nonché per affrontare il rapporto tra il personaggio e l’attore o tra il personaggio, l’interprete e il fandom, spesso incapace di distinguere fino in fondo la fiction dalla vita di tutti i giorni.

Nicolas Cage, molti anni dopo, interpretò inoltre una versione romanzata di se stesso all’interno di The Unbearable Weight of Massive Talent. Qui l’attore decide di ritirarsi dal cinema e accetta un’offerta per partecipare alla festa di compleanno di un miliardario.

Visto che ci siamo, potremmo anche parlare per un attimo di The Studio, una delle migliori serie tv del 2025: è una serie in cui le star interpretano versioni romanzate di se stesse in gran parte dei casi, all’interno di una cornice satirica.

Quindi sì, è chiaro: il particolare ritorno di Sons of Anarchy affonda le radici in diversi precedenti, ma non c’è niente di sbagliato in tutto ciò. Affatto. Soprattutto perché a fare la differenza sarà il modo in cui tutto ciò verrà affrontato.

I casi presi in esame, oltretutto, sono prettamente comici e parodistici, mentre in Legends i toni saranno molto diversi. Sarà un vero thriller, un vero prodotto di genere. E lo sarà con attori che si rimetteranno in gioco fino in fondo, senza forzare la mano all’interno di un revival canonico che sarebbe stato impossibile.

Nessun prequel, nessun sequel: Legends si poggia sull’eco mediatica di Sons of Anarchy per affrontare nuovi temi e vivere una nuova storia. Si spera, altrettanto adrenalinica.

È una scelta intelligente: rimettere in discussione uno dei migliori finali di tutti i tempi, la perfetta chiusura del cerchio di una serie fantastica, sarebbe stato un rischio enorme.

Francamente, siamo piuttosto fiduciosi. È chiaro che si parli di un’idea piuttosto audace che presenta ampi margini di fallibilità se non dovesse essere gestita nel modo migliore. Si può temere di scivolare nell’autoreferenzialità più esasperata, trasformando Legends in una lunga successione di strizzate d’occhio ai fan di Sons of Anarchy. Il confine tra una brillante decostruzione del revival e un gigantesco esercizio di autocelebrazione sarà, di conseguenza, sottilissimo.

Le premesse, però, sono davvero ottime. Seppure qualcuno abbia storto il naso all’annuncio, ci sono vari elementi positivi che supportano la bontà del progetto.

Si tratta, innanzitutto, di un progetto FX. Potremmo fermarci qui, visto che si parla di un network che ha fatto della qualità un marchio di fabbrica, e che ci regala da decenni serie tv d’altissimo livello con una visione chiara. Ne parlammo in un articolo di qualche tempo fa: FX ha tutto per portare avanti la sua linea nei prossimi anni con ambizioni rinnovate e progetti particolari come questo.

Incuriosisce, inoltre, vedere all’opera Charlie Hunnam, lo storico protagonista di Sons of Anarchy, come sceneggiatore: l’attore, infatti, ha scritto Legends in tandem con Jonathan Groff. Dopo aver parlato tante volte del particolare rapporto che lo lega al suo Jax, sarà interessante vedere come affronterà tutto ciò in Legends.

Il presidente di FX Entertainment, Nick Grad, ha così commentato il progetto Legends in un comunicato: “Quando Charlie ci ha presentato questa idea brillante, siamo rimasti subito colpiti dalla sua visione audace e coinvolgente”. E aggiunge: “Il talento di Charlie emerge in tutta la sua versatilità nei panni di sceneggiatore, interprete e produttore esecutivo, mentre guida la fratellanza nella vita reale in un’avventura che è al tempo stesso una lettera d’amore alla serie e un divertente gioco metanarrativo su ciò che i fan credono di conoscere”.

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L’ultimo elemento di diffidenza riguarda l’assenza di Kurt Sutter dal progetto.

Lo storico autore di Sons of Anarchy, l’uomo che più di ogni altro incarna lo spirito della serie, non è coinvolto. Ma sembra convinto a proposito delle potenzialità di Legends: “Non sono coinvolto in alcun modo in Legends, né dovrei esserlo”, dice Sutter su Instagram.

“Non ha nulla a che fare con i personaggi che ho creato o con la mitologia. Riguarda la serie e la sua eredità, e francamente, ci sono migliaia di persone responsabili di quell’eredità. Voglio solo che la gente sappia che Charlie mi ha contattato fin dall’inizio, quando stava presentando il progetto alla rete, per chiedere la mia benedizione, sapendo che probabilmente non sarebbe stato possibile fare ricorso alla proprietà intellettuale originale per varie questioni legali, e io gli ho dato la mia piena approvazione. Gli auguro tutto il meglio per questo progetto. Mia moglie [Katey Sagal] fa parte del cast”.

Sutter, inoltre, ha detto di aver dato un’occhiata alla sceneggiatura di Legends e di averla apprezzata parecchio: la sua benedizione chiude benissimo il cerchio.

Insomma, Legends potrebbe diventare un thriller capace di decostruire il revival televisivo, il fandom e il rapporto tra interprete e personaggio. E a noi non resta che attendere la sua uscita, carichi di curiosità ed entusiasmo: dopo aver atteso invano per anni l’arrivo del prequel First 9, potremmo avere a che fare con qualcosa di ancora più intrigante.

Torna Sons of Anarchy, ma non torna affatto. Quanto è bello stupirsi ancora di fronte a una nuova idea.

Antonio Casu