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8 cose di Sherlock che potevano essere gestite decisamente meglio

5) THE REICHENBACH FALL

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Lo so, lo so, mi state già mandando tutte le bestemmie possibili, ma fatemi spiegare. La questione della caduta e – soprattutto – del ritorno è gestita piuttosto male. La scena della caduta è spettacolare, eh! Scritta, girata e recitata benissimo, ma lascia poco spazio ad altre interpretazioni. Mentre nel canone noi abbiamo solo la ricostruzione ipotetica fatta da Watson (che non è presente) su cosa sia successo alle cascate con Moriarty, qui non solo John è testimone dell’accaduto, ma anche noi spettatori. Noi vediamo Sherlock cadere, lo vediamo schiantarsi al suolo. È un tipo di suicidio veramente difficile da simulare. E ancora più difficile è trovare una spiegazione coerente e precisa a tutto.

I Mofftiss si sono giustificati dicendo che anche la spiegazione data da Doyle era ritenuta troppo semplicistica e faceva acqua da tutte le parti, ma per come la vedo io, il discorso è un po’ diverso. Doyle, infatti, aveva davvero intenzione di uccidere Sherlock Holmes (per il futuro: se si vuole uccidere un personaggio, un bel proiettile nel cervello e passa la paura!) solo che poi le pressioni del pubblico e del suo editore l’hanno costretto a resuscitarlo.

Moffat e Gatiss hanno invece scelto le modalità del ‘suicidio’ ben sapendo che era solo finzione e quindi avrebbero dovuto pensare bene a come salvarlo.

In realtà, la spiegazione che è stata data è pure realistica in alcuni punti. Perché sì, contrariamente a quello che si crede, la spiegazione c’è stata ed è quella che Sherlock dà ad Anderson. Almeno così hanno detto i due autori, anche se poi si sono divertiti a trollarci (“e se non fosse quella?”) e il fandom è andato in panico. Specie perché ci sono cose che non quadrano in quella ricostruzione. In primis: se Mycroft ha convinto i killer che minacciavano John, Lestrade e Mrs. Hudson a ritirarsi, perché Sherlock si è dovuto buttare?

Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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