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Home » Serie TV » Romanzo Criminale: dieci frasi in dialetto che abbiamo imparato grazie alla Serie Tv

Romanzo Criminale: dieci frasi in dialetto che abbiamo imparato grazie alla Serie Tv

Romanzo Criminale

2) Puma […]: È robba vecchia, a Fre’, de quanno er Libanese era ancora ‘n pischello, ancora puzzava de latte e già faceva er duro…Romanzo Criminale

Altra tipica espressione romanesca già radicata nel primo dopoguerra è quella che associa il latte all’essere immaturi o bambini. “Puzzare de latte” è spesso frase sinonimica per “essere pischello”, nel senso di non avere esperienza di vita, essere inesperto. In questo caso il Puma riferisce al Freddo dell’episodio alla base dell’astio del Libanese con il Terribile e non vuole solo indicare la giovane età del futuro capo della Banda ma anche il fatto che fosse alle prime armi ed esperienze come criminale. Una sottigliezza che non tutti avranno potuto cogliere.

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3) E a me nun me va de fa’ i favori, a chi nun me s’è inculato pe’ na vita, a chi me fa mori’ de fame e se me ribello, me sbatte pure ar gabbio! A me dello Stato nun me ne frega ‘n cazzo, hai capito Libano? (ep. 5, Er Freddo)Romanzo Criminale

L’ostilità per le “guardie” (i poliziotti ma in senso lato anche la Legge) è un tratto dominante dell’esser romani di borgata. In un mondo in cui la giustizia riconosciuta è solo quella di strada che ti forma in un modo tutto suo, lo Stato è percepito come ostile e distante. Un nemico che affama il popolo. Il “gabbio” è invece la galera.

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