8. The Testaments

Ultimo, ma non per importanza, un altro prodotto televisivo che aveva molto da dimostrare e che si è rivelato decisamente all’altezza delle aspettative. The Testaments aveva un compito difficile: raccogliere l’eredità di The Handmaid’s Tale, del quale è lo spin-off sequel anche letterario.
The Testaments ci proietta quindici anni dopo la conclusione della serie madre e si concentra su tre personaggi: Zia Lydia, la crudele direttrice che lo spettatore già conosce, l’adolescente Agnes, cresciuta nel regime di Gilead, e la sua coetanea Daisy, una “ragazza perla”. Pur collocandosi all’interno dello stesso universo del suo prequel, questa serie presenta delle importanti differenze con esso. Il regime di Gilead inizia a mostrare segni di cedimento, mentre le protagoniste non sono adulte, ma ragazze che sono cresciute secondo i dettami del regime e che sono all’inizio del loro percorso di formazione. Proprio tali differenze, tuttavia, hanno fatto la fortuna della serie tv, una delle migliori della prima parte del 2026.
The Testaments è riuscita a non essere semplicemente l’ombra di The Handmaid’s Tale, ritagliandosi un proprio spazio e propria identità all’interno dell’universo seriale. E questa identità è caratterizzata da un’atmosfera più malinconica, più acerba e ciò, data la giovane età delle protagoniste, funziona benissimo. La serie è riuscita nell’intento di ampliare l’universo della serie madre, offrendo una nuova prospettiva, e è stata un vero successo di pubblico e critica. Non stiamo dicendo che la serie abbia già raggiunto i livelli della migliore The Handmaid’s Tale, ma siamo solo alla prima stagione. E dato che la serie è stata già rinnovata per una seconda stagione, ha tutto il tempo di crescere e stupirci ancora.





