3. Widow’s Bay

Altra serie rivelazione della prima metà del 2026 è Widow’s Bay, prodotta da Apple TV. La particolarità di questa serie si intuisce già dalla trama. Il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) tenta disperatamente di modernizzare e portare turisti sulla sperduta isola del New England che dà il nome alla serie. Quest’ultima appare infatti come un luogo fuori dal tempo, al contempo accogliente e perturbante: il Wi-Fi sembra una tecnologia futuristica, gli abitanti si conoscono tutti, e l’isola è oggetto di oscure e bizzarre superstizioni. Il problema è che a Tom, convinto negazionista di queste superstizioni, iniziano ad accadere cose decisamente difficili da spiegare razionalmente. Di episodio in episodi lo spettatore si trova davanti a una minaccia diversa, che sembra l’avverarsi delle leggende che gli abitanti dell’isola si tramandano. Ciò non significa che gli episodi siano slegati tra loro: tutto è parte dell’architettura generale della serie, del mistero che circonda l’isola. Mentre durante tutta la visione lo spettatore è assalito dal dubbio: il mistero sarà risolto o rimarrà tale?
Il punto forza di Widow’s Bay è però il suo essere quasi tragicomica, la sua capacità di bilanciare perfettamente l’horror e l’umorismo, l’inquietudine e il sorriso. Nulla è eccessivo, tutto è perfettamente bilanciato. Senza contare che ai drammi soprannaturali si uniscono anche i drammi umani dei personaggi, in primis quello di Tom, sostenuto dalla grande interpretazione di Matthew Rhys. Insomma, Widow’s Bay ha tutte le carte in regola per diventare una delle migliori serie tv del 2026, almeno una delle più originali e sorprendenti. E è già stata rinnovata per una seconda stagione.
4. DTF St. Louis

Dopo Widow’s Bay arriviamo a un altro prodotto, questa volta targato HBO, decisamente sui generis. DTF St. Louis è bizzarra, caotica, difficile da circoscrivere in un genere preciso. Questo è sicuramente parte del motivo per cui questa miniserie del 2026 è stata davvero una grande sorpresa. Essa ha come protagonisti il meteorologo Clark Forrest (Jason Bateman), conduttore di una trasmissione meteo sul canale locale, e Floyd Smernitch (David Harbour), un interprete della lingua dei segni che affianca Clark nelle sue trasmissioni quotidiane e in crisi con la moglie Carol (Linda Cardellini). A prima vista tutto, dai personaggi alle ambientazioni, sembra estremamente grigio, ordinario, monotono. Finché Clark non spinge Floyd a trasgredire e a iscriversi su un’app di incontri per relazioni extraconiugali. Questo, dunque, sembra essere il motore dell’azione. Eppure, già alla fine del primo episodio capiamo che nulla è come sembra, soprattutto le motivazioni dei personaggi.
Oltre che nel genere, che mescola elementi della dark comedy, del dramma, del crime, DTF St. Louis non è lineare neppure nella narrazione, per cui in più occasioni lo spettatore ci mette un po’ a capire qual è l’ordine cronologico delle scene. Il risultato è un prodotto frammentato, in cui la verità emerge poco alla volta e con esiti inattesi, e che porta il marchio di fabbrica dell’autore Steven Conrad. Questa miniserie richiede l’attenzione costante dello spettatore per essere compresa e, se si ha la pazienza di concedergliela, si rivela davvero un piccolo gioiellino televisivo.





