7. Il revival di Malcolm

Riportando in vita serie molto amate, che hanno avuto un grande successo e sono scolpite nella memoria dei fan, si rischia nel migliore dei casi di dar vita ad un prodotto mediocre. Nel peggiore, di stravolgere le dinamiche a cui il pubblico è abituato, rovinando il bel ricordo di un finale già soddisfacente. Il revival di Malcom, dunque, sarebbe potuto essere un vero disastro, ma si è rivelato una delle più grandi sorprese televisive dell’anno.
Nella nuova miniserie da quattro puntate ritroviamo un Malcom adulto, che ha deciso di distaccarsi dalla sua caotica famiglia e sembra aver avuto successo nella vita. Ha un lavoro rispettabile, una fidanzata e una figlia adolescente. L’equilibrio, però, si rivela estremamente precario non appena l’uomo decide di partecipare al quarantesimo anniversario di matrimonio dei genitori, Hal e Lois. Ritroviamo così quasi tutti i personaggi della sitcom originale vent’anni dopo averli lasciati, più alcune new entry.
Questo ritorno funziona benissimo perché riesce a non perdere la caratteristica principale della serie, così rara al giorno d’oggi: la semplicità. Malcom: Che vita! non cede alle dinamiche televisive odierne e non cerca di impressionare a tutti costi lo spettatore. Tutto procede in maniera estremamente spontanea e le reazioni dello spettatore, dalla risata più fragorosa alla commozione, scaturiscono naturalmente dagli eventi mostrati. Ogni singolo personaggio, inclusi quelli nuovi, mantiene la sua verve e il suo posto specifico nella storia, mentre Bryan Cranston ci regala una delle sue migliori interpretazioni. Il revival di Malcom non ha cercato di riportare in vita il passato, ma è riuscito a mostrare un presente che ne è la perfetta evoluzione. Lasciando anche una porta aperta per un eventuale futuro.





