Cheers (1982-1993), una delle migliori serie comedy di sempre
Sam Malone in Cheers (640×360)
Disponibile su Paramount+
Nel 1983, quando andò in onda il devastante finale di serie di M*A*S*H, era in onda da poco più di un anno un altra serie tv comedy che ottenne un successo incredibile, dalle dimensioni persino associabili: Cheers. Conosciuta in Italia col titolo tradotto Cin Cin, la comedy ha segnato a sua volta l’epoca successiva: gli anni Ottanta della tv statunitense vissero un’esplosione totale del genere, proliferato nelle forme più disparate e riflesso, anche in Italia, dall’esportazione di numerosissimi titoli che hanno segnato l’infanzia di gran parte dei trenta-quarantenni di oggi. Tra questi, è individuabile un re assoluto, seppure abbia avuto un successo in patria ben superiore rispetto a quello che ha avuto da noi: Cheers, per l’appunto.
Giusto un dato, per rendere l’idea di cosa sia stata Cheers nella storia delle serie tv: è stata candidata per la bellezza di 177 volte agli Emmy Awards (seconda solo a E.R.), vincendone 28. Ecco cosa è stata Cheers: la comedy delle comedy, negli anni Ottanta. Con un successo che si è espanso notevolmente anche dopo la sua conclusione, nel 1993: numerosi membri del cast hanno avuto e stanno ancora avendo delle carriere d’altissimo profilo (citiamo Ted Danson, ma potremmo fare vari altri nomi), e ha dato vita a quello che è possibile definire lo spin-off di maggiore successo di sempre. Un titolo che avrebbe potuto occupare tranquillamente un posto in questa lista: Frasier.
A differenza delle prime due serie citate, Cheers, ha saputo quindi generare degli eredi, più o meno diretti.
Tanti sono infatti i figli di una delle migliori comedy di sempre, anche se spesso si ignora la matrice da cui sono tratte tanti degli elementi iconici di comedy a noi più familiari.
Per dire: pensate davvero che le odissee sentimentali del genere siano nate con Ross Geller e Rachel Green? Allora, non avete mai conosciuto Sam Malone e Diane Chambers.
Valore globale: 9/10.
Capacità di segnare la storia delle comedy: 9.5/10.
Ok, qui si entra in un terreno più affine a gran parte di voi: questa la conoscete un po’ tutti, residenti marziani esclusi. E in fondo non servirebbero tante parole per giustificare l’inserimento dei Simpson tra le migliori serie comedy che segnano e segneranno per sempre il genere. Perché I Simpson sono stati protagonisti di una vera e propria rivoluzione: una rivisitazione profonda delle comedy in chiave animata, con la restituzione di nuovi imprescindibili canoni per il genere. Pochi i suoi padri, innumerevoli i figli: I Simpson, sbarcati per la prima volta nel 1989, rappresentano una tormenta che si è abbattuta sulla tv americana, da lì in poi cambiata a fondo grazie alla lezione della serie animata.
Il valore globale non si discute, affatto: I Simpson rivisitano le più classiche comedy familiari degli anni Ottanta con una chiave del tutto innovativa, mirata all’abbattimento degli stereotipi e a una rilettura dell’universo sociopolitico statunitense, attraverso una comicità pungente, diretta e incisiva ma allo stesso tempo rassicurante. Uno spazio sicuro in cui non si rinuncia all’autocritica e a un’analisi profonda, valida anche per i nostri tempi.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: 35 anni di vita, una lista infinita di premi e una storia che si rigenera ancora oggi, pur tra alti e bassi.
Se si parla della tv americana e, più nello specifico, dell’applicazione comica al piccolo schermo, esiste un pre-Simpson e un post-Simpson: un crocevia chiave per capire chi eravamo, chi siamo e pure chi saremo.
Valore globale: 9/10.
Capacità di segnare la storia delle comedy: 10/10.