7) James Sawyer Ford (Lost)

Esistono due tipi di persone tra i fan internazionali di Lost: chi ha amato Sawyer alla follia e chi mente. Con i suoi occhi azzurri magnetici e il fare perennemente strafottente, James è l’incarnazione dell’antagonista egoista ed egocentrico. Per noi spettatori quindi è stata durissima trovare in questo personaggio anche solo un piccolissimo pregio in mezzo a un milione di difetti e di comportamenti cinici e offensivi. Ma anche questa volta – tra colpi di scena continui – gli autori di Lost ci rivelano l’uomo dietro al truffatore oltre al James bambino, distrutto da un trauma infantile devastante.
In Lost Sawyer compie un viaggio imprevedibile e noi con lui. Prima di tutto impara a fidarsi degli altri e a farsi carico delle loro vite. Diventa persino il capo carismatico, saggio e protettivo della comunità rimasta negli anni Settanta con il Progetto DHARMA. Un antieroe dal cuore d’oro, imperfetto e adorabile, ben lontano dal più stereotipato Jack Shepard, ossessionato dal dover fare sempre la cosa giusta in ogni situazione.
Inoltre, La sua struggente storia d’amore con Juliet, ci mostra un James inedito, capace di una dolcezza e di una vulnerabilità disarmanti. Ma più di ogni altra cosa ci piace ricordarlo così: con la sigaretta in bocca, gli occhiali da vista, un libro in mano e la fantasia incontenibile di inventare soprannomi taglienti e ironici. Perché Lost non sarebbe stata la stessa senza Sawyer.






