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10 Serie Tv che ripagano chi non si arrende dopo le prime due puntate

Una scena di The Wire, tra le Serie Tv da vedere che ripagano chi non si ferma dopo le prime puntate

Diciamolo senza girarci intorno: quando sappiamo quale Serie Tv iniziare a guardare, per molti il primo scoglio sono le prime due puntate. Se queste non catturano subito la nostra attenzione, allora cominciano i problemi, e questi rischiano presto di trasformarsi in un addio. Ci abbiamo provato, ma i primi due episodi si sono rivelati troppo lenti, poco incisivi e hanno introdotto la serie con fatica. Anche se vanta le migliori recensioni del mondo, probabilmente non fa per noi.

Questo è ciò che accade nella mente di molti spettatori: ci si arrende al pilot o al secondo episodio e poi si passa ad altro. Ma non è così che funziona. Una Serie Tv da vedere non può essere giudicata solo sulla base delle prime due puntate: bisogna lasciarle il tempo necessario per svilupparsi. E questo vale anche per alcune delle più grandi produzioni: il fatto che siano acclamate non significa che inizino subito a ritmi frenetici. Anche queste hanno bisogno di tempo, di una fase di rodaggio. E una volta superata vi ricompenseranno, perché non vi sarete arresi. A quel punto, entrerete del tutto nel vivo della grande storia che stavate cercando e che finalmente avete trovato.

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Ma quali sono, esattamente, le 10 Serie Tv che ripagano chi non si arrende dopo le prime due puntate? Scopriamolo insieme!

1) The Wire (su HBO Max)

una scena di The Wire, una delle Serie Tv da vedere
Credits: HBO

Cominciamo subito con un titolo importantissimo per la televisione, anche se in Italia conosciuto solo a metà. Stiamo parlando di The Wire, una delle Serie Tv più importanti di casa HBO, una di quelle opere che hanno definito l’emittente e che hanno contribuito a rendere la sua Golden Age ciò che oggi conosciamo. Con un curriculum così, la curiosità nei confronti di The Wire è sempre stata altissima. Chi non l’aveva vista sentiva chiaramente il desiderio di cominciarla e scoprire la storia di una delle più grandi Serie Tv di sempre. Ma per molti il problema è sempre lo stesso: superare lo scoglio delle prime puntate, che possono essere oggettivamente disorientanti.

The Wire racconta infatti la storia delle periferie dimenticate di Baltimora. Lo fa in modo documentaristico, diretto, assumendo toni spesso durissimi. Dalla corruzione alla povertà, passando per il ruolo dei media e il sistema educativo americano, il capolavoro HBO mette in atto una narrazione diretta della realtà baltimorese senza fare sconti. Tutto questo, nelle prime puntate, viene però introdotto in modo volutamente spiazzante, senza spiegazioni dirette o presentazioni dei personaggi. David Simon ha infatti rifiutato l’approccio tradizionale, gettando direttamente il telespettatore in una Baltimora caotica in cui deve riuscire a orientarsi da solo.

Per questo, nel corso dei primi episodi si incontrano decine di personaggi, si scopre come funzionino le cose a Baltimora e si osserva il lavoro procedurale da un punto di vista burocratico, tra appostamenti, intercettazioni ed errori. L’obiettivo di Simon è infatti diverso da quello che molte Serie Tv del genere raccontano: meno spettacolare, più freddo e apparentemente piatto all’inizio. E questa scelta si sposa perfettamente con il tratto documentaristico che The Wire porterà avanti nel corso delle stagioni, un elemento che saprà tenervi incollati allo schermo. Il primo clic dovreste sentirlo nel corso del quarto episodio, quando la storia entrerà davvero nel vivo e avrete finalmente un primo quadro chiaro della Baltimora di The Wire.

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Ma ricordate: nessuna paura. Tutti gli sforzi verranno ripagati, a patto che – ovviamente – The Wire corrisponda al genere di Serie Tv che state cercando. In caso contrario, le cose non cambieranno neanche più avanti. Seppur di altissimo livello, The Wire è un prodotto che nella maggior parte dei casi richiede un amore profondo per il genere, e che non lo trascende in alcun modo.

2) Scissione (su Apple Tv)

Una scena di Scissione, una delle Serie Tv da vedere
Credits: Apple TV+

Saremo onesti: le prime puntate di Scissione non sono divertenti. Mostrano subito la raffinatezza del prodotto e promettono fin da subito grandezza, ma superarle può essere complesso. Quei 57 minuti danno l’idea di durare molto di più: molte scene godono di una luce soffusa, i dialoghi sono rarefatti e spesso si parla a bassa voce. Ma ognuna di queste scelte risponde a un intento molto più ampio, perfettamente in linea con la natura della Serie Tv. La lentezza nelle prime due puntate è infatti soprattutto psicologica e percettiva: Scissione ci fa provare ciò che provano gli innie, tra giornate ripetitive, silenzi, ritmi dilatati e momenti di estenuante attesa. La noia che vediamo sullo schermo esiste realmente ed è una vera e propria performance da parte degli attori, chiamati a raccontare questa sensazione costante.

Al centro di Scissione troviamo infatti la controversa storia di un’azienda che utilizza una procedura medica di scissione per separare i ricordi della vita personale da quelli lavorativi. Già nel corso della prima puntata sorgono i primi interrogativi da parte del protagonista, ma ogni informazione è parziale e puramente introduttiva. L’intento sembra essere quello di far sentire intrappolato il telespettatore stesso, che potrebbe però sentirsi sopraffatto dalle stesse sensazioni che attraversano i protagonisti. Il silenzio è costante, i dialoghi sono misurati e sussurrati, e l’atmosfera resta sospesa.

Ma una volta superato lo scoglio delle prime puntate, Scissione entrerà nel vivo, raccontando una storia che metterà al centro il tema della memoria come identità, un argomento che non abbiamo mai visto affrontato in questo modo. E a quel punto, tutto quel silenzio, la mancanza di adrenalina o qualsiasi altro elemento inizialmente percepito come un limite diventeranno i veri punti di forza di una delle Serie Tv più grandi degli ultimi anni. Un prodotto fedele solo a se stesso, capace di ripagare la pazienza episodio dopo episodio.

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