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La classifica delle 20 prime puntate più viste nella storia delle Serie Tv

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Oggi il modo di fruire la serialità è molto cambiato. Le piattaforme di streaming, la possibilità di visionare un’intera stagione in blocco senza pause e l’enorme e continua produzione di serie ha reso tutto più veloce, con un turn over tra un prodotto e l’altro fin troppo rapido. Poi c’è il cosiddetto politically correct, che forse massacrerebbe alcune delle più grandi serie degli ultimi anni. Ce ne sono alcune della nostra adolescenza che oggi vedremmo con occhi completamente diversi, mentre altre riescono ad avere dei rate altissimi nonostante siano prodotti molto discutibili. Basta guardare le liste delle serie tv più popolari per notare che, a parte rare eccezioni, si tratta quasi sempre di prodotti degli ultimi vent’anni. Un esempio su tutti è Lost, che è una delle più recenti new entry della classifica nonché una delle poche serie degli ultimi anni ad aver raggiunto cifre di questo tipo. Eppure Lost manteneva ancora un impianto”classico” nella messa in onda, una lentezza nel centellinare le informazioni che alla lunga ha premiato.

Paradossalmente, le serie del passato raggiungevano numeri di viewers da capogiro che oggi anche le serie migliori si sognano. Tutto è dovuto a una polarizzazione di mezzi che oggi non esiste più (l’amata e odiata tv, che deve contendersi lo scettro con tutti gli altri device nati negli ultimi anni) e a una fruizione lenta, televisiva appunto, quasi sociale delle serie del passato. Sperare oggi nella nascita di una community forte e salda come quella di Lost sarebbe quasi impossibile, per esempio, perché il mistero non avrebbe il tempo giusto per intrigare. Stessa cosa per Twin Peaks, che infatti dopo aver rivelato il suo segreto colò a picco. Abbiamo voluto provare a fare quest’esperimento: la classifica dei primi episodi più visti, in termini di telespettatori, della storia. Non solo per la curiosità che ci contraddistingue e scovare gioiellini storici di cui parlare, ma anche per ragionare con voi proprio in termini di fruizione della serialità.

C’è una premessa importante da fare, legata all’impossibilità di trovare dati per ogni singola serie mai prodotta. I mezzi del passato non permettevano di raccogliere molti dati, quindi se di alcune serie moderne come Lost o Twin Peaks riusciamo ad avere molte informazioni e resoconti dettagliati sullo sviluppo del progetto e del pilota, per serie più vecchie questo non è possibile. A netto delle varie difficoltà, i dati sono questi. Alcuni risultati vi stupiranno, altri ci auguriamo vi faranno scoprire nuove cose da vedere. Ecco quindi la classifica dei pilot più visti della storia delle serie tv.

20. West Wing (16,91 milioni)

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Ultima posizione, prima sorpresa. Passata in italiano come Tutti gli uomini del Presidente, West Wing è un gioiello che è andato avanti per ben sette anni dal 1999 al 2006. Creata dallo stesso Sorkin di The Social Network (premio Oscar 2011), la serie fu molto divisiva all’epoca dal punto di vista politico visto che raccontava le vicende della famigerata Ala Ovest della Casa Bianca. West Wing è stata la prima serie a parlare in modo serio e coscienzioso di terrorismo (sviluppò un episodio speciale nel periodo dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001), di sclerosi multipla, di genocidio (quello del Ruanda del 1994, trasformato in Kundu Equatoriale). Questo risulta ancora più importante sapendo l’enorme impatto di pubblico in termini di milioni di visualizzazioni.

19. Lost (18,6 milioni)

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Ebbene sì, dopo diciassette anni Lost continua a far parlare di sé. Non solo il suo pilota è passato alla storia come uno dei più costosi, ma anche come uno dei più visti. Nata dalla magica penna di J.J. Abrams e Damon Lindelof, Lost più che una serie è diventato un vero e proprio culto quasi imbattuto. Sei anni hanno prodotto una community enorme e molto solida, dibattiti costanti e un numero infinito di progetti simili che cercavano di riprodurne il successo. Ma la formula segreta di Lost rimane tale, perché anche a distanza di anni non si capisce ancora come questo mix di fantascienza, avventura, psicologia, dramma e thriller sia riuscito ad avere tutto questo successo, riuscendo ad attestarsi sui 16 milioni di telespettatori a puntata e quasi 11 anche nelle stagioni meno fortunate. Lost ha avuto un impatto popolare enorme, al punto che alcuni suoi elementi iconici vengono continuamente citati in opere successive, mentre sceneggiatura di Lost ha fatto scuola. Oggi potremmo dire che Lost ci ha abituati male, perché la velocità di cui si parlava prima non permette più una delivery degli episodi di questo tipo e la tensione narrativa, quell’ansia dell’attesa, non esiste quasi più. Molte piattaforme stanno sviluppando l’idea di fare uscire gli episodi poco per volta, così da riguadagnare la vecchia tensione. Sarà anche merito di Lost? Probabile.

18. FRIENDS (21,5 milioni)

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Come per Lost, anche questa posizione non dovrebbe stupire più di tanto. FRIENDS nasce dalle mani di Marta Kauffman e David Crane in un periodo (1994-2004) in cui non si parlava ancora né di streaming né di piattaforme. Se il suo episodio pilota è solo diciottesimo nella nostra classifica, l’episodio finale è a oggi il quarto series finale più visto della storia delle serie tv con ben 52 milioni di telespettatori e risulta essere anche l’episodio più visto dell’intero decennio. FRIENDS ha sempre avuto un impatto enorme sulla cultura popolare e il suo episodio pilota ha praticamente segnato un’epoca: chi non ricorda il tipico tagli di capelli “alla Rachel”? Nonostante l’idea iniziale si basasse su un concetto semplice, essa ha permesso a FRIENDS di andare avanti per ben 10 stagioni e di attestarsi al ventunesimo posto nella classifica delle migliori serie commedia di tutti i tempi della CBS, subito sopra alla celeberrima E.R. Ancora oggi FRIENDS viene presa a modello per la costruzione di una buona sitcom. Tuttavia non è facile eguagliarne il successo.

17. E.R. (23,8 milioni)

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Ironicamente, in questa lista subito sopra FRIENDS c’è E.R., il cui episodio pilota fu visto da ben 23 milioni di telespettatori. Forse pochi sanno che l’ideatore e produttore esecutivo della serie è stato nientemeno che Michael Crichton, tra le altre cose scrittore del famosissimo Jurassic Park, da cui Spielberg trasse l’omonimo film. Crichton è stato anche un importante sceneggiatore di film, ma la sua unica serie tv resta E.R. Prodotta ininterrottamente per ben 15 anni (1994-2009), è stata il trampolino di lancio per numerosi attori famosi. Spicca ovviamente George Clooney, ma abbiamo anche Julianna Margulies, Alex Kingston, Angela Bassett, Maura Tierney. A oggi E.R. è la terza serie più premiata della storia, dopo solo a Il Trono di Spade e I Simpsons. La serie è stata anche la prima a sdoganare l’ambiente ospedaliero come ambientazione interessante per la serialità, aprendo la strada a tutte le altre successive. Quel primissimo episodio, semplice, realistico ma efficace, è considerato oggi un vero e proprio pezzo di storia.

16. Frasier (28,1 milioni)

Attori più pagati serie tv

Sempre in tempi relativamente recenti abbiamo Frasier. Passato alla storia come uno degli show più iconici della televisione americana, è oggi legato a doppio filo con uno degli eventi della storia americana più tragici: il suo sceneggiatore principale, David Angell, morì nel dirottamento dell’American Airlines 11 durante gli attentati alle Torri Gemelle. Frasier nasce come spin off della famosa Cheers, sitcom di enorme successo del 1982, tuttavia riesce a replicarne il successo diventando la serie con il maggior numero di Emmy Award nella categoria comedy (insieme a Modern Family). In Frasier, il dottore protagonista è uno psichiatra radiofonico che risponde alle telefonate dei telespettatori. Una piccola curiosità: gli ascoltatori furono quasi sempre altri attori famosi, che venivano ringraziati di volta in volta nei titoli di coda. Oggi Frasier viene ricordata soprattutto come un unico grande progetto con Cheers e insieme costituiscono la storia della comedy, nonché il trampolino di lancio del grande Kalsey Grammer che potremmo ricordare in un piccolo cameo proprio in Modern Family nel ruolo del ex fidanzato di Cam, Keifth.

15. Radici 1977 (28,8 milioni)

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E qui si fa un passo nella storia. Miniserie del 1977, Radici deriva dal celebre libro omonimo scritto da Alex Haley e racconta la storia dell’altrettanto celebre Kunta Kinte, un giovane gambiano rapito da una famiglia schiavista nel 1767 e portato prima in Maryland e poi in Virginia per lavorare nei campi di cotone. Kunta è un ragazzo istruito e intelligente, tenta più volte la fuga e porta avanti le sue istanze di libertà attraverso la sua famiglia. Una saga familiare, quindi, un’epopea di razzismo, violenza, libertà e affrancamento della schiavitù. Se si pensa al numero di telespettatori per un episodio pilota con queste tematiche in un’epoca ancora difficil, il 1977 appunto, risulta ancora più sconvolgente questa posizione. Eppure la miniserie ebbe anche dei seguiti e un Golden Globe, cosa che ci dovrebbe far ripensare a quanto il concetto di progresso sia spesso relativo. Il primo episodio fu diretto da David Greene, celebre per Che fine ha fatto Baby Jane?, mentre Kunta Kinte da adulto fu interpretato da quel mostro sacro di John Amos che possiamo ricordare ne Il principe cerca moglie o in Die Harder. Un pezzo di storia che non può mancare nel vostro repertorio di classici.

14. The Single Guy (29,1 milioni)

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Ci sono poi quei casi assurdi, quelle fortune che capitano una volta e non si replicano più. Senza dubbio è il caso di The Single Guy, sitcom andata in onda tra il 1995 e il 1997. Creata da Brad Hall, marito della ben più famosa Julie Louis-Dreyfus, fu una serie che al suo esordio con l’episodio pilota ebbe un boom pazzesco, largamente dovuto alla sua somiglianza con comedy dal concept simile come Seinfeld e FRIENDS. La serie si basava sulla storia di un single e i suoi amici a New York, che si vedevano costantemente in un bar chiamato il Bagel Cafe. Vi ricorda qualcosa? FRIENDS, nato solo un anno prima era già una hit della stessa casa di produzione e The Single Guy non riuscì a resistere. La particolarità di questa serie sta nel fatto che fu la serie con il rating più alto di sempre a essere cancellata, mantenendo la quarta posizione per gran parte delle sue due stagioni nella classifica Nielsen. Altro legame con la “cugina” FRIENDS è che Ross Geller appare in una puntata della serie.

13. Caro John (30 milioni)

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Facendo qualche passo indietro, dal 1988 al 1992 andava in onda Caro John che ebbe la bellezza di 30 milioni di telespettatori per il suo episodio pilota. Rifacimento dell’omonima serie britannica, la versione americana andò in onda per quattro stagioni con un buon successo. Il primo episodio racconta di un insegnante, John, che tornato a casa trova la lettera di sua moglie in cui quest’ultima lo lascia e scappa con il suo migliore amico. Dopo il divorzio, John decide di unirsi a un gruppo di supporto per divorziati e iniziare una nuova vita. Idea molto originale all’epoca, colpì molto l’immaginario pubblico per il modo in cui trattava il divorzio. Il protagonista era interpretato dal mitico Judd Hirsch conosciuto come Alan Eppers in Numbers e Julius Levinson, il padre di Jeff Goldblum in Indipendence Day. La serie mantenne ottimi ascolti durante le prime due stagioni, grazie anche al palinsesto che la poneva subito dopo l’acclamata Cheers. Ancora una volta, sembra che il cambio di palinsesto contribuì al crollo del rating.

12. Delta (30 milioni)

Altra enorme sorpresa per la nostra classifica, Delta è una serie commedia trasmessa per una sola stagione nel 1992. Con un concept simile alla moderna La fantastica signora Maisel, racconta le vicende di Delta Burke che da cameriera di Nashville decide di rischiare tutto per diventare una cantante country. Lascia casa, marito, lavoro e amici per trasferirsi a vivere da una cugina e iniziare l’avventura. Anche se la serie fu nominata addirittura ai Golden Globe nel 1992 ed ebbe, come visto, un inizio scoppiettante non durò molto e non lasciò il segno negli anni successivi. A riprova di quanto le serie dell’epoca dipendessero dal palinsesto, anche Delta soffrì del passaggio da post-Pappa e Ciccia (l’incredibilmente popolare sitcom) al post-Simpson, dedicato a un target differente. La stessa protagonista, Delta Burke, diventerà famosissima in un’altra serie: Quattro donne in carriera, andata in onda per sette stagioni.

11. Caroline in the city (30 milioni)

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Andata in onda per quattro stagioni dal 1995 al 1999, aveva come protagonista la oggi celeberrima Lea Thompson. La serie sdoganava un po’ di idee interessanti, come l’idea che anche una figura lavorativo un po’ borderline come una fumettista potesse essere protagonista di una serie tv. Caroline è infatti una cartoonist, creatrice della popolare striscia a fumetti “Caroline in the City”, che vive con il suo gatto ed è innamorata di un suo collega. La serie ebbe un ottimo successo per le prime due stagioni, ebbe il merito di lanciare Lea Thompson e di presentare come cameo altri personaggi. Pochi sanno che Chandler Bing di FRIENDS appare nella serie, come anche Shia LeBeouf, John Landis e Julie Andrews. Nulla però che giustificasse i 30 milioni di telespettatori del primo episodio.

10. Suddenly Susan (30,1 milioni)

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Qualcuno sicuramente si ricorderà di quest’altra sitcom, andata in onda dal 1996 al 2000. Suddenly Susan ebbe come protagonista la arcinota Brooke Shields, oltre che Nestor Cabonell e Kathy Griffin. Racconta le vicende di Susan Keane, che lascia il marito sull’altare e inizia la sua vita da single, mentre lavora in una redazione alle dipendenze del fratello del suo ex quasi-marito. L’episodio pilota ebbe enorme successo anche grazie alla Shields che era già molto nota al pubblico e che ne divenne anche produttrice esecutiva. Anche questa serie è segnata dalla tragedia in quanto uno degli attori principali, David Strickland, si suicidò. La serie decise di riproporre l’evento nella terza stagione come tributo all’attore. La serie verrà chiusa la stagione successiva, nonostante il notevole ricambio di cast e storylines.

9. Chicken Soup (30,2 milioni)

Chicken soup

Sitcom dal titolo discutibile, Chicken Soup andò in onda per una sola stagione nel 1989 e raccontava le vicende attorno a una coppia interreligiosa: lui ebreo di mezza età e lei cattolica irlandese. Il protagonista era l’attore Jackie Mason, ancora oggi considerato uno dei più grandi comici stand-up della storia americana e vincitore di numerosi premi. Proprio grazie alla sua fama la serie iniziò con un botto di 30 milioni di telespettatori, ma fu soggetta a numerose controversie proprio per l’atteggiamento satirico e politically incorrect del suo protagonista. Infatti la serie fallì non solo perché si trovava a competere contro a un mostro sacro come Pappa e Ciccia, ma anche perché le ripetute frasi scorrette di Mason convinsero l’ABC a chiudere. Resta la soddisfazione di aver quasi battuto il rivale di sempre al pilot.

8. Pappa e Ciccia (30,8 milioni)

pappa e ciccia

Quasi, perché per pochissimo troviamo in una posizione superiore proprio Pappa e Ciccia. La serie fu creata da Matt Williams (co-creatore de I Robinson) e andò in onda per dieci anni dal 1988 al 1998. Pappa e Ciccia è famosa soprattutto per aver fatto conoscere al grande pubblico sia John Goodman che la piccola Sarah Chalke, anche se la protagonista era la moglie Roseanne. La serie ebbe un impatto enorme perché parlava al pubblico generalista di argomenti ancora un po’ tabù, come l’omosessualità, l’obesità, povertà e femminismo. Purtroppo fu cancellata per un commento razzista della stessa protagonista. Il primissimo episodio presenta la famiglia Conner, adorata dal pubblico perché fu una delle prime a mostrare il realismo di una famiglia americana di estrazione medio-bassa. Ancora oggi la serie fa parte della storia della serialità anche grazie a uno dei finali più sconvolgenti di sempre.

7. Gli amici di papà (31,3 milioni)

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Celeberrima sitcom creata da Jeff Franklin, andò in onda in Italia dal 1987 al 1995. Rimasto solo alla morte della moglie, Danny recluta cognato e migliore amico per crescere le tre figlie femmine. Il concept della serie tanto semplice quanto efficace, piacque tanto da essere replicato in varie salse negli anni successivi. Gli amici di papà è stato il trampolino di lancio di John Stamos, che poi raggiungerà la piena notorietà con E.R., e delle gemelle Olsen, che interpretavano alternate la terza figlia del protagonista. La serie ebbe enorme successo per tutti gli otto anni di produzione e ha generato un seguito nel 2015 per Netflix: Le amiche della mamma, durato per altre cinque stagioni. La serie è stata un enorme successo di pubblico, sebbene il suo impatto storico rimanga meno forte.

6. Brothers and Sisters (31,72 milioni)

Se qualcuno si aspettava questa serie in lista, sicuramente non se la immaginava così in alto. Brothers&Sisters – Segreti di Famiglia fu creata da Robin Baitz che è da sempre grande scrittore proprio di pilot (ha scritto i primi episodi di Alias e West Wing) e andò in onda dal 2006 al 2011. Il pilota narra dei Walker che, dopo la morte del patriarca, devono imparare a gestire le relazioni tra i vari membri della famiglia. Altra serie piena di attori famosi, vede la due volte premio Oscar Sally Field come matriarca, poi Calista Flockhart, Emily VanCamp, Rob Lowe, Luke Grimes è molti altri. La serie ebbe numeroso successo proprio perché il ritorno di un gran numero di star della tv la rendeva familiare e perché le vicende erano intriganti. Il concept sarà alla base di un gran numero di saghe familiari, da Modern Family (lato comedy), a Parenthood e molte altre. Nonostante sia spesso molto sottovalutata nonostante le sue cinque stagioni, il suo pilota rimane in un’ottima posizione tra i primi episodi più visti della storia.

5. Twin Peaks (34,6 milioni)

Lost e Twin Peaks

Al contrario, visto l’impatto che Twin Peaks ha avuto in seguito sembra assurdo ritrovare il suo pilota solo in quinta posizione. Creata da David Lynch e andata in onda per sole due stagioni (1990-1991), Twin Peaks è riuscita a diventare essa stessa LA storia: trasformatosi un vero e proprio cult, oggi Twin Peaks è considerata insieme proprio a Lost una delle serie più influenti della storia nonché spartiacque tra una serialità classica e quella moderna. Questo perché sia Twin Peaks che Lost sono state in grado di sviluppare una vera e propria mitologia, ancora oggi in gran parte indecifrabile. L’episodio pilota di Twin Peaks fu girato molti mesi prima del restante della stagione, perché il regista incontrò non poche resistenze da parte dell’emittente che non sapeva bene dove collocare la serie. Si dice che l’episodio fosse costato 3.800.000 dollari e le prime reazioni del pubblico all’anteprima non furono travolgenti. L’episodio pilota fu quello che lanciò per primo l’iconica battuta: “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, che diventerà il tormentone dell’intera serie nonché una vera e propria frase cult per la storia delle serie tv. E facile notare quindi come, insieme alla sitcom, l’altro importante elemento di questa classifica sia il mistero, l’intrigo che porta una Twin Peaks o una Lost a essere ancora enormemente discusse.

4. L’atelier di Veronica (34,6 milioni)

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Ebbene sì, sembra incredibile che Twin Peaks o Lost vengano superate, in termini di telespettatori, da una serie così tanto diversa per stile e target. L’atelier di Veronica è andata in onda dal 1997 a 2000 e fu scritta dagli stessi David Crane e Marta Kauffman di FRIENDS. Protagonista una splendida Kristie Alley, diventata poi celebre in Senti chi parla. La trama racconta delle vicende di Veronica e il suo atelier di lingerie. L’episodio pilota arrivò quasi a 35 milioni di telespettatori grazie in verità anche alla sua posizione subito nel palinsesto: essere posizionata tra Seinfeld e E.R. la porterà a essere una hit per gli anni successivi. Come è capitato ad altre serie della lista, quando fu cambiata di palinsesto il rating e le visualizzazioni cominciarono a calare e la serie fu cancellata dopo tre stagioni proprio insieme a Suddenly Susan. A riprova che non sempre la qualità è elemento imprescindibile per il successo.

3. Tutti al college (38,9 milioni)

Figlia (in tutti i sensi) de I Robinson, A Different World (in italiano Tutti al college) narra le vicende di Denise, la figlia maggiore di Heat e Claire. O almeno così avrebbe dovuto, perché la verità è che Lisa Bonet rientrerà nel cast originale de I Robinson, lasciando Tutti al college a muoversi da solo nel mondo. La cosa non ferì la serie come sembrava avrebbe dovuto, perché essa continuò con alti e bassi per altre sei stagioni, anche senza mai raggiungere i picchi di telespettatori del primo episodi,o che naturalmente la univa direttamente alla famosissima serie madre. Il pubblico però è abbastanza concorde con l’affermare che la serie è decisamente migliorata dopo la partenza di Denise, focalizzandosi su personaggi più interessanti. Nel variopinto cast spiccano Jada Pinkett Smith, moglie di Will Smith e una delle attrici più di successo del cast, e Marisa Tomei.

2. I Robinson (39 milioni)

Friends - I Robinson

A riprova ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di quanto I Robinson abbiano segnato la storia della televisione, abbiamo l’episodio pilota in seconda posizione con 39 milioni di telespettatori. Ovviamente non è il luogo giusto per parlare di tutte le vicende che hanno segnato il suo protagonista principale, ma se si guarda alla sola serie, è impossibile non ammettere quanto I Robinson abbiano smosso un’intera epoca. È stata la prima serie a dipingere una famiglia afro-americana di ceto alto, perfettamente integrata anche se orgogliosa della propria etnia e cultura. Oggi è al 28esimo posto nella classifica delle serie tv più importanti di tutti i tempi. La serie andò avanti per otto stagioni, dal 1984 al 1992, e non solo fu ideata e scritta in prima persona da Bill Cosby, ma ricalcava anche molte vicende personali della sua famiglia, cosa che rende il privato della persona e la serie troppo pericolosamente legati. Oggi la serie ha visto sfumare un po’ il suo ricordo, ma questo non preclude la gloria a tutti i membri del cast, gli sceneggiatori, i registi e i tecnici che ci hanno lavorato, nonché tutti gli attori che nel frattempo sono passati anche solo per un cameo.

Stazione di polizia (39,7 milioni)

Lost

E per la serie “assurde combinazioni” al primo posto, con ben quasi 40 milioni di telespettatori al suo esordio nel 1986, abbiamo Stazione di Polizia, una serie andata in onda per soli due mesi e una stagione, cancellata dopo soli otto episodi. La verità è che gran parte del boom del pilota è dovuto al fatto che la serie andò in onda dopo il Super Bowl XX, beandosi degli ascolti monumentali che questo genera da sempre. Eppure i presupposti c’erano tutti: la sitcom raccontava le storie all’interno di una stazione di polizia che riuniva tutti i poliziotti più bizzarri. La serie era molto avanti per l’epoca e fu una delle prime a parlare di transessualità addirittura inserendo la prima donna transgender nei corpi di polizia (anche se con i dovuti limiti dell’epoca, in quanto il personaggio era comunque ritratto da una donna di nascita). La serie consolidò la carriera di Ernie Hudson, apparso qualche anno prima in Ghostbusters.

Questa classifica ci ha permesso di scavare nella storia recente della serialità, tirando fuori delle perle da rispolverare e facendoci capire che il progresso non è sempre una linea diritta. I casi di Lost e Twin Peaks ci hanno dimostrato che spesso l’unica cosa da fare è lasciare da parte i dati e divertirsi.

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Scritto da Concetta Sorvillo

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