Parlare di Migliori Serie Tv crime significa muoversi su un terreno molto più scivoloso di quanto sembri. Il crime, più di ogni altro genere, tende a fondersi con tutto quello che gli sta intorno: diventa dramma familiare, diventa studio psicologico, diventa persino commedia nera quando le circostanze lo permettono. Per questo motivo, costruire una classifica che voglia restare fedele al genere richiede alcune scelte precise, anche a costo di lasciare fuori titoli amatissimi.
I Soprano e Breaking Bad, per fare due esempi che qualcuno si aspetterebbe di trovare qui, non compaiono in questa lista non perché manchino di elemento crime nella propria trama, ma perché l’elemento crime, in quei casi, resta esclusivamente uno strumento narrativo al servizio di qualcos’altro: la crisi di un’identità familiare e sociale nel primo caso, la trasformazione morale di un uomo comune nel secondo. Sono, prima di tutto, grandi drammi umani, non racconti costruiti attorno all’indagine, al mistero o alla caccia al colpevole. In questa classifica troverete invece titoli che fanno del crime la propria spina dorsale narrativa, il motore stesso di ogni episodio, restando fedeli a un’identità di genere ben riconoscibile pur muovendosi tra tonalità diversissime.
E quindi eccoci qui: nuova settimana, nuova classifica e una nuova domanda per Hall of Series – Comunità di Recupero. Dopo essersi dedicata a La Classifica delle 10 Serie Tv cancellate migliori di sempre, la community è adesso pronta per addentrarsi tra le migliori Serie Tv crime d sempre. E la classifica sarà piena di grandi pezzi da novanta.
Da Fargo a tanto altro: ecco La Classifica delle 10 Migliori Serie Tv Crime secondo Hall of Series – Comunità di Recupero
10) Hannibal è una delle migliori Serie Tv crime

Difficile pensare a un crime capace di trasformare la caccia al colpevole in un vero e proprio respingersi e avvicinarsi. Eppure Hannibal riesce a costruire esattamente questo paradosso fin dal primo episodio. Will Graham, interpretato da Hugh Dancy, viene reclutato dall’FBI proprio per la sua capacità fuori dal comune di immedesimarsi nella mente degli assassini che deve catturare. Un dono che lo rende prezioso quanto fragile, tanto da richiedere la supervisione di uno psichiatra di fiducia, il dottor Hannibal Lecter, interpretato da Mads Mikkelsen, senza che nessuno sospetti che quello stesso psichiatra sia in realtà l’assassino più pericoloso mai incontrato dall’agenzia.
Ogni caso affrontato dai due nel corso della serie funziona su un doppio livello. Quello dell’indagine vera e propria, con nuovi killer da profilare episodio dopo episodio, e quello nascosto, silenzioso, del rapporto sempre più morboso tra Will e Hannibal. Un legame che cresce lentamente come un veleno servito a piccole dosi. Bryan Fuller sceglie di raccontare il crimine con un linguaggio quasi da alta cucina, dove ogni delitto diventa una composizione visiva studiata nei minimi dettagli, capace di generare repulsione e ammirazione nello stesso istante. Un un equilibrio che pochissime produzioni crime hanno mai osato cercare con questa radicalità.
Quello che rende la serie ancora oggi memorabile è proprio la lenta manipolazione psicologica che Hannibal esercita su Will, spingendolo pian piano verso la propria stessa oscurità, fino a rendere sempre più incerto il confine tra chi indaga sul crimine e chi, in fondo, comincia a desiderarlo. Hannibal dimostra per questo come il genere possa raccontare in modo sottile, elegante e per certi versi nascosto il rapporto tossico tra un cacciatore e la preda. Un rapporto che, episodio dopo episodio, smette pian piano di volergli sfuggire.
9) Broadchurch

Nona posizione per una delle migliori Serie Tv crime. Un prodotto che vede al suo interno due dei più grandi interpreti del cinema e del piccolo schermo. David Tennant e Olivia Colman interpretano i due detective incaricati di risolvere l’omicidio dell’undicenne Danny Latimer, un caso che costringe l’intera comunità a fare i conti con sospetti reciproci, segreti custoditi per anni e un dolore collettivo che non risparmia nessuno. Quello che rende Broadchurch diverso da tanti altri crime britannici è proprio la scelta di concentrarsi meno sull’enigma puro e più sulle conseguenze emotive di un crimine che smonta pezzo dopo pezzo la fiducia tra vicini di casa, amici di vecchia data, persino membri della stessa famiglia.
Ogni episodio della prima stagione restituisce un sospettato plausibile, ognuno con qualcosa da nascondere, non necessariamente legato all’omicidio ma comunque sufficiente a instillare il dubbio nello spettatore, in un meccanismo capace di mantenere la tensione altissima senza mai ricorrere a colpi di scena gratuiti. Il rapporto tra i due protagonisti, inizialmente segnato da diffidenza reciproca, cresce episodio dopo episodio fino a trasformarsi in una delle coppie investigative più solide del piccolo schermo, capaci di sostenersi a vicenda proprio quando il peso del caso rischia di travolgerli entrambi.
Broadchurch dimostra come il crime possa raccontare non solo chi ha commesso un delitto, ma cosa quel delitto scateni in una comunità intera, restituendo un ritratto della provincia inglese capace di restare impresso ben oltre la risoluzione del caso.





