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7 film contemporanei in bianco e nero

6. Belfast

Credits: Northern Ireland Screen, TKBC

Belfast, diretto da Kenneth Branagh, è un racconto autobiografico che guarda all’infanzia del regista durante uno dei periodi più turbolenti della storia nordirlandese. Ambientato alla fine degli anni ’60, nel pieno dei Troubles. La storia segue Buddy, un bambino che vive a Belfast con la sua famiglia. La sua quotidianità è fatta di scuola e giochi, ma viene improvvisamente sconvolta dall’esplosione della violenza settaria nel quartiere. Le tensioni tra protestanti e cattolici si trasformano in scontri, minacce e divisioni sempre più marcate. Parallelamente, la famiglia di Buddy affronta difficoltà economiche e il dilemma se restare nella propria terra o trasferirsi altrove per cercare una vita più sicura. Attraverso gli occhi del protagonista, il film racconta la perdita dell’innocenza, il passaggio dall’infanzia a una consapevolezza più adulta, senza mai perdere uno sguardo affettuoso verso i legami familiari.

La scelta di girare il film in bianco e nero è centrale. Branagh lo utilizza per evocare il passato, come se stesse sfogliando un album di ricordi. Il bianco e nero dona al film una dimensione quasi fiabesca, filtrando la violenza e rendendola meno esplicita, ma non per questo meno significativa. Allo stesso tempo, mette in risalto i volti, le espressioni e i dettagli della vita quotidiana. Interessante è anche l’uso del colore in alcune sequenze legate al cinema e al teatro. Dal punto di vista critico, è stato apprezzato per la sua sincerità e per la capacità di raccontare un periodo storico complesso attraverso una prospettiva intima. In definitiva, Belfast è un’opera che riesce a trasformare un’esperienza personale in un racconto universale. Il bianco e nero diventa il mezzo attraverso cui il regista rielabora il proprio passato, restituendolo allo spettatore con uno sguardo pieno di affetto e umanità.


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