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Home » Romanzo Criminale » Romanzo Criminale vs 1992: 5 motivi per cui la prima ce l’ha fatta e la seconda (purtroppo) non ci ha neanche provato

Romanzo Criminale vs 1992: 5 motivi per cui la prima ce l’ha fatta e la seconda (purtroppo) non ci ha neanche provato

2) Personaggi memorabili e non

Sono entrambe Serie corali, per cui non vi è un protagonista indiscusso delle vicende, le storie personali di diversi personaggi confluiscono nella trama principale costituendo l’intreccio della Serie. Per fare ciò risulta fondamentale dipingere innanzitutto delle singole storie e delle singole fisionomie dei protagonisti convincenti e piacevoli. Nonostante Romanzo criminale, come precedentemente anticipato, prediliga personaggi dalla connotazione negativa, riesce a farci innamorare non solo di loro, ma anche delle loro vicende personali. Paradossalmente però riesce a rendere apprezzabili anche i pochi soggetti positivi, i cosiddetti “buoni” della vicenda, creando nello spettatore un “doppio tifo incrociato”. Speri che qualcuno dei due vinca, ma in fondo ti dispiace per l’altro.

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1992 riesce invece a far perdere progressivamente l’interesse per i suoi protagonisti: prima te ne importa di cinque o sei; poi di due o tre; infine, forse, di uno. Alcune meccaniche narrative si ripetono talmente tante volte (tipo il continuo tira e molla comportamentale dell’aspirante showgirl Veronica Castello, interpretata dalla seducente Miriam Leone, una delle poche note positive soprattutto da un punto di vista recitativo) da portare lo spettatore alla nausea e alla noia. No buono. Il personaggio di Pietro Bosco, interpretato da un ottimo e credibilissimo Guido Caprino, riesce quasi ad emergere e a coinvolgere, facendo uscire con il suo comportamento, assolutamente consequenziale e razionale, lo spettatore dallo stato soporifero di alcune scene. Buono.                                                                                                                                                                  

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