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Romanzo Criminale vs 1992: 5 motivi per cui la prima ce l’ha fatta e la seconda (purtroppo) non ci ha neanche provato

4) L’importanza del linguaggio e della sua intensità

Il linguaggio che una Serie Televisiva utilizza, al giorno d’oggi, è fondamentale. Se si decide di ambientare il tutto in una periferia non si può prescindere dal fatto di utilizzare un approccio linguistico differente rispetto, per esempio, a una Serie ambientata in una corte. Ciò facilita il realismo e l’immedesimazione dello spettatore. Tuttavia, riuscire ad unire un corretto approccio linguistico a una recitazione e soprattutto a una dizione all’altezza non è affatto semplice, la difficoltà risiede nel sembrare estremamente naturali, recitando.

In Romanzo criminale questa è una delle armi più vincenti, la recitazione di tutti gli attori, principali e non, è estremamente naturale, intensa e precisa in ogni suo aspetto. Anche il fatto di mangiarsi qualche parola ogni tanto e parlare con un forte accento romano è assolutamente accettabile, perché è tutto ciò che ti aspetteresti di sentire da quelle persone in quel momento e in quel luogo nella realtà. In 1992, a parte gli attori precedentemente elogiati, cade quella che doveva essere la certezza della Serie: Stefano Accorsi. Risulta finto, troppo impostato e il suo personaggio galleggia tra lo scaturire scarso interesse e l’anelare una speranza di salvezza, cosa che fortunatamente alla fine della prima e finora unica stagione si presenta.

Infine Tea Falco, tralasciando l’inverosimilissima evoluzione del suo personaggio, già accennata qualche riga fa, è stata oggetto di grande discussione durante e dopo la messa in onda della Serie, con critiche e attacchi per la sua effettivamente precaria dizione e per le sue, almeno secondo il web, discutibili capacità recitative. Non è intenzione di questa parte dell’articolo fare un processo a quest’attrice, anche perché nel complesso la sua prestazione è stata comunque sufficiente.

Ciò che un critico potrebbe contestare, oltre la dizione che volendo trovare il lato positivo potrebbe rappresentare un modo naturale di parlare per una persona comune, aiutando il realismo della Serie, è sicuramente l’intonazione di certe battute e la loro intensità, rispetto a quello che dovrebbero, secondo lo sceneggiatore, trasmettere. Si assiste durante la stagione a scene, tipo quelle all’interno del settimo episodio, in cui Bibi (Tea Falco) e il suo avvocato si recano a Montecarlo per incontrare un importante banchiere. Alla fine dell’incontro, però, Bibi minaccia il suddetto banchiere con uno scambio di battute stile “padrino” ma con un’intonazione da robot venuto dal futuro per ucciderci. Tensione zero, vedere per credere.

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