ATTENZIONE! L’articolo contiene SPOILERS del primo episodio della nona stagione di Rick & Morty.
Torna Rick & Morty con una nuova stagione (per la prima volta in contemporanea con l’uscita americana grazie a HBO Max) e torna così anche la serie tv animata più eccentrica dei tempi moderni. Dopo nove stagioni e alcuni scivoloni, lo show Adult Swim ci regala una prima puntata eccellente. Azione, avventura, sentimenti e introspezione. Reduce di alcune due annate sorprendentemente positive, anche per la sua nona stagione Rick & Morty sembra voler confermare il trend riprendendo il meglio della stagione sette e otto.
Dove eravamo rimasti?
Alla sua ottava stagione (qui la nostra recensione), la serie riesce a ritrovare equilibrio e identità, nonostante un contesto produttivo complesso e un hype ormai molto diverso rispetto agli anni d’oro. Il punto di svolta più evidente riguarda Rick. Dopo la conclusione della sua ossessione per Rick Prime nella stagione precedente, il personaggio si ritrova in una condizione nuova ma tutt’altro che risolta: la vendetta non porta alcuna catarsi, ma solo vuoto. È proprio su questo vuoto che la stagione costruisce la sua evoluzione. Rick appare progressivamente più disarmato, meno centrato sull’autodistruzione e più costretto a confrontarsi con ciò che resta quando l’ossessione finisce. Il risultato è un personaggio ancora instabile, ma finalmente attraversabile, meno chiuso nella sua armatura emotiva.
Accanto a questo percorso, la stagione riporta in primo piano una struttura narrativa più solida.
La trama verticale, quasi assente nella stagione precedente, torna a incidere soprattutto nel finale, dove si intravede una possibile nuova direzione dopo otto stagioni. Non è solo un elemento di contorno, ma un asse che riattiva la memoria della serie e il suo mondo interno.
Parallelamente, la stagione continua a funzionare molto bene sul piano episodico. Ogni puntata mantiene una forte identità autonoma e sperimenta con generi diversi: dall’episodio in stile “matrix” iniziale, fino ai riferimenti ai supereroi, all’horror, al western e agli heist movie. Questa varietà non è solo esercizio di stile, ma il modo in cui la serie torna a fare ciò che le riesce meglio: usare la cultura pop come materiale narrativo vivo e rielaborabile.
Un altro elemento importante è il ritorno di una certa centralità della famiglia Smith. Personaggi come Summer, Morty, Beth, Jerry e figure come Space Beth o Persuccello non sono più semplici presenze di contorno, ma veri punti di ancoraggio emotivo e narrativo. La famiglia smette di essere solo un dispositivo comico o conflittuale e diventa uno spazio più complesso, in cui emergono fragilità, identità e relazioni meno statiche del passato.

“Stagione nove belli! Solo una delle innumerevoli altre”
Il ritorno di Evil Morty
Evil Morty is back! Erano diverse stagioni che uno dei personaggi secondari più apprezzati dello show mancava da questi schermi. Curioso considerata l’importanza all’interno della storia generale e il suo apprezzamento da parte del pubblico. La puntata si apre con Morty che si gusta uno slushy dal 7-Eleven mentre il resto della famiglia si gode un sabato estivo. I Sanchez adesso hanno una piscina in giardino, anche se le tombe dell’altra famiglia rimane ben visibile sullo sfondo ricordandoci quindi che questa nella puntata è la famiglia Sanchez originale.
Rick è in garage, alle prese con una delle sue invenzioni quando una chiamata da Evil Morty genera della tensione tra lui e il nipote. Rick è costretto ad ammettere di stare collaborando da un po’ di tempo con la loro arcinemesi, probabilmente dall’ultima volta che si sono visti. Lo stesso Evil Morty passa la maggior parte della puntata cercando far ingelosire Morty. Mettendo zizzania tra lui e Rick e comportandosi in maniera piuttosto cringe e ossessiva nei confronti dello scienziato. Ammettendo persino di volerlo tutto per sé.
Lui e Rick partono dunque per una delle loro avventure settimanali. E, come ci tiene a precisare Evil Morty, sono di gran lunga più divertenti di quelle classiche che noi spettatori siamo “costretti” a guardare. Il riferimento del titolo in originale a “Tutti pazzi per Mary” strizza ovviamente l’occhiolino alla comedy con Ben Stiller e Cameron Diaz, dove tre uomini diversi si contendono le attenzioni della bella bionda. Qui è Rick la bella bionda.
Tenendo in ostaggio una perfetta versione della famiglia Sanchez attraverso il dispositivo Omega, Evil Morty ha in pugno Rick.
L’unico ostacolo che gli impedisce di averlo tutto per sé è Morty. Solo che non può eliminarlo perché significherebbe eliminare se stesso dalla linea temporale. Evil Morty mostra loro la curva centrale finita e rivale il prossimo villain di questo particolare episodio. Si tratta del Collettivo, doppiato in originale da Tilda Swinton, un inequivocabile riferimento al Galactus dell’MCU e al Borg di Star Trek. Solo un’altra avventura per salvare l’universo, mica quelle sciocche mini avventure da quattro soldi che coinvolgono il Morty più stupido. Tra le continue allusioni, i velati insulti, la mortificazione di dover mettere una tuta per proteggersi e una rocambolesca scena animata che lo vede tagliato fuori, Morty diventa sempre più geloso del rapporto segreto che il nonno ha a sua insaputa con il piccolo psicopatico.
Tornati dalla missione, Rick inganna Evil Morty riuscendo a distruggere il sistema Omega, liberare la famiglia ostaggio e bloccare il suo numero come ciliegina sulla torta. L’ultima parte dell’episodio è quindi sostanzialmente lo scontro tra Rick ed Evil Morty all’interno della bunker dimension. Dove lo scienziato rinchiude la sua famiglia per tenerla al sicuro. Lo scontro si fa agguerrito e l’animazione raggiunge davvero dei picchi molto notevoli. Sconfitto, Evil Morty viene portato via dai Time Cops, ma sappiamo benissimo che non finisce qui.

Rick & Morty torna con una nona stagione che mette (forse) già in chiaro che direzione vuole prendere.
Continuando il trend delle due passate ultime stagioni, anche la nona, infatti, sembra ricercare l’equilibrio perfetto tra nostalgia e novità. Il primo episodio apre le danze con un’avventura elettrizzante, ma riporta anche la lore sulla scena. Evil Morty non si vedeva dai tempi della settima stagione, in particolare nel quinto episodio, e qui è praticamente co protagonista assoluto. La puntata porge palesemente il fianco a quella fetta di pubblico che della lore di Rick & Morty è stata sempre molto ossessionata.
A fronte poi di stagioni molto piatte, la nona riparte catturandoci immediatamente. Ci sono i siparietti dei Sanchez, c’è l’estro animato, un sguardo privato al rapporto nonno-nipote. E ci sono richiami pop culture oltre che, appunto, quello al passato. Il capitolo Evil Morty è stato solo momentaneamente messo da parte. Così come presumibilmente quello della Curva centrale che rappresenta uno spunto infinito di storie e avventure.
Rick & Morty durerà altri 100 anni? Forse si visto che dopo ben nove stagioni siamo ancora qui e non sembra esserci nessuna intenzione di smettere. Noi siamo davvero molto entusiasti di avere l’opportunità di vedere in Italia, per la prima volta, le puntate in contemporanea con la messa in onda americana. Quindi anche noi di Hall of Series vi salutiamo solo momentaneamente. Si riparte prossima settimana!







