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The Boys 5×03 – Le due facce della luna

The Boys
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C’è una carezza d’amore e un abbraccio di perversione nel finale di questa 5×03 di The Boys. Due mondi a confronto, due nature destinate irrimediabilmente a entrare in collisione nella season 5. Butcher e Patriota, l’uno contro l’altro, ancora una volta, l’ennesima volta. Ma ora più che mai. Due facce opposte, mai così lontane eppure, assurdamente, due facce della stessa medaglia.

Questo terzo episodio dall’eloquente titolo di “Tutti voi figli di p**tana” mostra i due volti della luna. Il lato illuminato, il lato apparentemente “buono”, quello che lotta con tutte le sue forze per l’affermazione della luce e quello oscuro, il dark side of the moon che si adombra di connotati messianici. Le ultime immagini della 5×03 sono tutte nella carezza d’amore di Butcher per Ryan, in fin di vita, e nella stretta malata di Patriota a Stan Edgar.


Homelander in the Boys è ormai fuori controllo.

I suoi demoni lo hanno gettato definitivamente nel lato oscuro della luna, là dove sono i lunatici, i folli. La sua disperata ricerca di approvazione continua a essere frustrata. Rifiutato da suo padre, Soldatino, da suo figlio, da ogni persona che seppur perversamente ha provato ad amare. Ogni figura paterna (e non) gli ha ribadito il suo fallimento come persona e come eroe. Un rifiuto che in questo episodio di The Boys culmina nella follia, nel delirio messianico di chi ha una ridicola visione pseudo-mistica.

La Stillwell in The Boys
Credits: Amazon Prime Video

La materna, Madonna-Madelyn Stillwell gli appare come una salvifica donna-angelo per predirgli il destino di gloria. Il lato oscuro della luna si impadronisce di lui, il delirio di onnipotenza raggiunge il suo culmine. Non c’è più lucidità, calcolo, ricerca di approvazione. Ora per Patriota c’è solo ricerca disperata di divinizzazione. Ricerca del composto V1 che gli darebbe immortalità ed eterna giovinezza. Così da essere davvero un nuovo e più grande Messia.

Ancora una volta i due universi, quello di finzione di The Boys e di realtà della nostra epoca si trovano a scorrere paralleli e speculari mostrando e rimostrando i cortocircuiti di una stessa società. Così Soldatino, fatto passare come disertore della Russia, è ora pienamente riabilitato. “La Russia”, afferma Abisso, “Non è il nemico. È una nazione forte, fondata sulla famiglia che non accetta i bagni transgender“. E Soldatino torna così ad essere un vero americano contro l’ideologia woke degli Starlighter.


Ma se ruotiamo la faccia, se dal lato oscuro della mente di Patriota, andiamo al chiaro di luna, troviamo un Butcher non meno compromesso.

Anche in questa stagione il capo di The Boys non riesce a sottrarsi agli errori paterni, preferendo come sempre il fine alla scelta dei mezzi. Indottrina Ryan, gli fa credere di poter sconfiggere Patriota, lo getta nelle sue mani condannandolo alla rovina. Il tutto, naturalmente, come sempre, per perseguire l’unico vero scopo della sua vita: la vendetta. È la stessa luna, seppur di una faccia completamente opposta a Patriota. «Nessuno è al sicuro».

Butcher in The Boys
Credits: Amazon Prime Video

Di contro, però, i satelliti di Butcher stanno iniziando a orbitare in nuove traiettorie. Kimiko rifiuta la violenza verso un padre e sua figlia (Todd e Zoe) opponendo il valore morale e gli affetti all’ennesimo atto di brutalità. Così fa, sulla sua scia Frenchie, mentre Hughie stringendosi a Annie finalmente realizza: “Quante altre persone uccideremo e i loro figli ci daranno la caccia e noi uccideremo loro in un circolo vizioso senza fine? Forse non lo spezzeremo mai ma dobbiamo provarci“. È tutta qui la differenza tra Butcher e il resto di The Boys. Tra chi agisce per vendetta in una spirale senza fine e chi prova a migliorare le cose agendo nel modo giusto.


Forse quando il fine è quello della salvezza collettiva ci verrebbe da pensare che anche i mezzi di Butcher siano corretti. Eppure non è così. Non si può giustificare il male per il fine del bene. Perché inevitabilmente dal male nascerà altro male. Per la prima volta, allora in The Boys usciamo dalla luna, dalle sue due facce. Ci lasciamo lì sopra soltanto Butcher e Patriota. Del cambiamento si rende conto anche Annie: “Era molto tempo che non vedevo qualcuno che provasse davvero a migliorare le cose invece di impedire che peggiorino“.

Non è provando a eliminare la conseguenza (Patriota) che si migliora la situazione e si risolve il problema.

Homelander non è che l’esito di un sistema marcio. The Boys ce lo dice chiaramente. Mette in bocca la realtà al suo più smaliziato e politico interprete della sua storia, Stan Edgar. “Quando i Super saranno fuori moda, qualcos’altro prenderà il loro posto perché le società per azioni devono crescere ancora, bisogna fare soldi, la macchina deve essere alimentata. È così che va il mondo“.

Edgar
Credits: Amazon Prime Video

Non è impedendo che le cose peggiorino (cioè eliminando i Super) che si migliora il mondo ma agendo per un cambiamento reale. Per una lotta contro qualcosa che “È più potente della Vought o di Patriota, più potente della natura o della vita stessa. Sono profitti e perdite, domande e offerta: gli eleganti flussi monetari intorno al globo“. Dietro politici, Super, propagande, ridicole lotte al woke, deliri di onnipotenza, morti e guerre non c’è altro che questo. «Il nuovo mondo e la nuova America di Patriota»: un sistema di interessi che ruota eternamente strascinando nella propria orbita ogni altra cosa, compresi noi stessi.


Un “nemico imbattibile” secondo Edgar ma che per The Boys vale comunque la pena affrontare. Lottando non per ucciderne l’incarnazione fisica, il Patriota generato in provetta per diventare re di un mondo capitalista, ma l’idea, il sistema. Serve un nuovo pianeta attorno a cui gravitare, un nuovo mondo fondato su valori autentici. Su quella carezza d’amore di un padre adottivo per un figlio morente, di Butcher per Ryan. Così che la vecchia luna e i lunatici restino isolate e oscure facce di un satellite alla deriva. Di un “sistema di flussi monetari attorno al globo” che nessuno asseconda più. Corpi celesti morenti di deliranti uomini senza più alcun seguito.

Emanuele Di Eugenio

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