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Stranger Things 2×08 e 2×09 – La crescita dei personaggi giunge al culmine

stranger things eleven mike
stranger things eleven mike

La prima stagione di Stranger Things ha riscosso un clamoroso successo anche perchè, probabilmente, si è palesata in tutta l’innocenza dei suoi personaggi. Espressioni diventate cult come “Friends don’t lie” fanno appunto leva su un modo teneramente infantile di intendere la vita. Attraverso questa stessa concezione pura e una sequela infinita di riferimenti ai film che hanno segnato la nostra infanzia, siamo stati conquistati a tal punto da tornare anche noi bambini.

La seconda stagione ha stravolto totalmente questo approccio. Tutte le regole che hanno sancito l’amicizia di Mike, Dustin, Lucas e Will sono state messe a dura prova: i bambini non hanno soltanto violato il loro credo per eccellenza (la bugia di Dustin su Dart), ma hanno anche trascorso una stagione divisi tra loro, fino a compiere scelte eticamente ambigue. Hanno, sostanzialmente, attraversato una fase di crescita fisica e psicologica.

Di conseguenza, la stessa Stranger Things è dovuta maturare, mettendo da parte quell’innocenza a cui facevamo riferimento poc’anzi. Da qui, il taglio della Serie che si è fatto più cupo, rispetto all’annata precedente, caratterizzato da immagini più crude e mostri che fanno leva sulle paure più recondite dell’individuo e, proprio per questo, più pericolosi rispetto al passato.

E le ultime due puntate sono la perfetta sintesi di questa svolta perpetrata dagli autori.

stranger things morte bob

Ben lungi dal concetto di innocenza è la 2×08, ambientata per buona parte all’interno del laboratorio, seguendo il classico schema di un labyrinth game alla Pac-Man. Troppa la sensazione di claustrofobia che viene trasmessa dai personaggi agli spettatori e che culmina nell’eroica scena con protagonista Bob Newby, nel tentativo di ripristinare la corrente nell’edificio.

Lo stesso iter che porterà alla morte del personaggio interpretato da Sean Astin sancisce il definitivo passaggio di Stranger Things all’età adulta. Mentre nella passata stagione la scomparsa di Barb è stata completamente lasciata all’immaginazione dello spettatore, ecco che a questo giro ci viene mostrato il corpo di Bob completamente straziato dai Demodogs. Sensazione di malessere, peraltro, acuita dal grande affetto che abbiamo imparato a nutrire nei confronti dell’uomo.

Anche la 2×09, il season finale, viaggia sulla stessa lunghezza d’onda. I bambini di Stranger Things non solo hanno imparato a ragionare da adulti, ma fanno “cose da adulti”. A tal proposito come non citare la scorribanda in macchina, orchestrata da (ora sì, MAD) Max? E non è un caso che la stagione si concluda con un ballo, l’evento che più di tutti, nell’immaginario americano, indica l’ultima fase dell’adolescenza.

Non importa cosa trovi alla fine della corsa, l’importante è quello che provi mentre stai correndo

stranger things 2x08

L’immortale massima del velocista Jesse Owens sembra pensata apposta per Stranger Things. Certo, il Mind Flayer è stato solamente rinchiuso nell’Upside Down, certo ora sa dell’esistenza di El e tornerà al contrattacco: non si può negare, tuttavia, che la risoluzione del problema sia stata fin troppo semplice. Per questo, più che il traguardo – e quindi la vittoria – ciò che questo finale ci lascia è il come ci siano arrivati i personaggi.

In primo luogo non si può fare a meno di notare quanto Stranger Things si sia divertita a reinterpretare i clichè: Bob, data la sua vicinanza a Joyce – e quindi a Will – aveva tutti i crismi del villain che si sarebbe svelato nel corso delle puntate. Invece, dietro la sua affabilità, la sua pomposa simpatia non si nasconde altro che una purezza d’animo. Che l’ha sì condotto alla morte, ma non prima di rivelarsi un aiutante prezioso.

stranger things steve dustin

Allo stesso modo, Steve Harrington rifugge lo stereotipo “più popolare della scuola, ergo il bullo della scuola” per calarsi in prima linea nella lotta al nemico. La sua amicizia con Dustin è uno dei risvolti di trama più riusciti della stagione (i due, di fatto, sono complementari) e la sua evoluzione, già intravista nella prima stagione, è quanto di più intrigante Stranger Things possa offrire.

Senza dubbio un percorso più interessante della storyline riguardante Jonathan e Nancy, probabilmente l’anello debole di tutta la seconda stagione. Il loro appiattimento è stato tale da far passare in sordina anche un personaggio particolare come Murray e anche queste ultime due puntate sono prive di guizzi. Nancy, se non altro, si “redime” nel finale invitando a ballare Dustin, in una riuscitissima citazione di Bella In Rosa. Nella commedia cult degli anni ’80 è appunto la protagonista a invitare a ballare il corrispettivo maschile.

Quanto ai ragazzini, per loro vale un po’ il discorso generale sulla maturità, raggiunta a suon di scelte ambigue o, comunque, non sempre ortodosse.

stranger things max

Dustin e Will hanno sicuramente brillato maggiormente, forti di una caratterizzazione più originale e sfaccettata. Lucas ha avuto i suoi spazi, anche se la tresca amorosa, per forza di cose, non poteva essere la storyline più interessante. Mike ha invece “pagato” la maggiore coralità della seconda stagione, risultando leggermente più anonimo rispetto agli altri.

Chi invece dà il meglio di sè proprio nell’atto finale è Max, che trascina letteralmente i ragazzi nell’Upside Down. Il suo personaggio sembra promettente, anche in virtù di un quadro familiare ancora tutto da delineare. Oltre al fratellastro Billy, cattivo fatto e finito, desta parecchia curiosità il patrigno, il cui background verrà sicuramente approfondito nella terza stagione (ma l’esordio ha suscitato l’effetto sperato).

stranger things bacio eleven mike

E poi Eleven, per la quale è stato già detto tutto nella puntata a lei dedicata, e che in questo finale diventa il principale espediente teso a innescare la componente emotiva dello spettatore. Il suo ritorno è stato costruito esattamente come ci si attendeva, compresa la freddezza nei confronti di Max; allo stesso modo, la scena del ballo con Mike è uno sprazzo di fan service, piacevole e non fuori luogo.

stranger things hopper joyce

Infine concludiamo con Hopper e Joyce, il cui ultimo dialogo è un chiaro omaggio alla scena finale di Footlose – . Il percorso di crescita non poteva risparmiare anche loro due, con il primo pronto, finalmente, ad essere padre (si noti anche l’elastico appartenente alla figlia e ora indossato da Eleven) e la seconda protagonista della scena più forte del season finale: Will lasciato straziare al calore, allo scopo di liberarlo dal Mind Flayer.

Due straordinari interpreti come David Harpour e Wynona Ryder sono forse il simbolo di una maturazione formale e tematica che abbraccia tutti gli aspetti di questa seconda stagione. Difficile dire se la Serie ne abbia beneficiato: da un lato ha volutamente cambiato volto o identità, dall’altro ha dimostrato di saper percorrere più sentieri, per quanto tortuosi essi siano.

stranger things nancy dustin

Tuttavia, probabilmente, hanno avuto ragione gli autori. La crescita è una fase perpetua e inevitabile per ognuno di noi che, sul suo cammino, troverà ostacoli sempre più insidiosi. E questo aspetto, semplicistico ma necessario, è stato messo in evidenza in tutte le salse in queste due stagioni. Pertanto, piaccia o no, Stranger Things è diventata grande. Proprio come i suoi personaggi, proprio come noi.

Leggi anche -Stranger Things: la recensione degli episodi 2×01 e 2×02

Written by Vincenzo Di Somma

Il mio primo incontro con le serie TV avviene in tenera età quando scopro X-Files. Da lì nascono le mie tre domande esistenziali: siamo soli nell'universo? Diventerò mai figo come Duchovny? Smetterò di avere paura della sigla? Oggi come allora le risposte sono no, no e no.

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