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Snowpiercer 3×04 – La Recensione: fantasmi del passato e stratagemmi narrativi

ATTENZIONE: questo articolo contiene SPOILER sulla quarta puntata di Snowpiercer 3.

Dopo aver riunito i treni e aver fatto convergere di nuovo le fila narrative nella scorsa puntata, riportandole tutte a bordo delle 1029 carrozze dello Snowpiercer, i personaggi devono ora creare un equilibrio che gli permetta di mantenere la situazione sotto controllo, almeno fino all’arrivo nel presunto nuovo Eden. Tutti sono ancora una volta Uniti in un unico binario, come suggerisce il titolo dell’episodio. In realtà, però, questo si riferisce a qualcos’altro. Tre carrozze della Big Alice, sganciate da Wilford anni prima, ostruiscono i binari e impediscono alla locomotiva eterna di proseguire il proprio cammino verso il tanto atteso paradiso terrestre. Ciò riporta Alex indietro nel tempo, mettendole di fronte fantasmi di un passato che non può più relegare in un angolo remoto della propria mente.

La vera protagonista di una puntata che si presenta fin dall’inizio come una lunga parentesi, è la psicologia dei personaggi. Snowpiercer 3 x04 si concentra sul modo con cui i cittadini della locomotiva eterna reagiscono ai cambiamenti, la difficoltà con cui elaborano i traumi di un trascorso inevitabilmente carico di dolore. Roche è uscito dai cassetti e deve affrontare un grave lutto, Bess cerca di rendersi utile e rimettere insieme i frammenti delle vite altrui pur di non pensare alla propria, Javi è terrorizzato dal ricordo dell’aggressione subita, Asha cerca di trovare il proprio posto in un mondo che però non le appartiene più. Ma, più di ogni altra, è la mente di Alex (la piacevole scoperta Rowan Blanchard) a conquistarsi un posto d’onore.

Finalmente gli spettatori hanno la possibilità di sapere qualcosa in più sulla vita che la giovanissima macchinista ha vissuto con Wilford prima di riunirsi al resto del treno. E finalmente viene dato un po’ di spazio a un personaggio intrigante e dal grande potenziale.

melanie snowpiercer

Peccato che la puntata di Snowpiercer 3 utilizzi un abile stratagemma narrativo per ingannare il pubblico e forse prepararlo a ciò che avverrà solo con l’avanzare delle puntate.

È l’ombra di Melanie Cavill, una raggiante Jennifer Connelly, a condurre le fila dei pensieri di Alex, a indirizzarla nel labirinto delle sue incertezze, a ricordarle che lei è altro da Wilford. Impossibile dire quanto il volto e la personalità di Melanie ci siano mancate in questi episodi, ma avremmo voluto rivederla abbracciare sua figlia di persona, piuttosto che osservarla mentre le sorride attraverso un velo di ricordi. Che questo sia un abile palliativo per convincere lo spettatore scettico, convinto (e non a torto) che fosse Melanie il vero meccanismo portante della serie, a non abbandonare la visione? L’impressione è proprio quella di una distrazione momentanea, seppure piacevole. Eppure, a vedere Melanie e a dialogare con lei non è solo Alex. Anche Joseph Wilford, chiuso in una cella, diventa un tutt’uno con la donna che ne ha preso il posto per anni. Anche lui è ossessionato dal ricordo dell’unica persona che sia mai riuscita a tenergli testa davvero.

A ogni modo, quello di Snowpiercer 3×04 è il sapore di una puntata filler lenta ma necessaria, perché manca l’azione che aveva caratterizzato la precedente, ma scopriamo qualcosa di più sul carattere riservato di Alex. Ne capiamo le contraddizioni e il bisogno di tornare indietro per riuscire ad avanzare senza inciampare. La figlia di Melanie doveva assolutamente vedere con i propri occhi le atrocità commesse da Wilford, doveva trovare un valido motivo per ricordare a se stessa che tipo di uomo è e sia sempre stato. Ma questo non basta. È stato il padre che non ha mai avuto, l’ha fatta sentire scelta e speciale, le ha insegnato tutto ciò che sa sulla locomotiva e il suo funzionamento. La decisione di Alex di andare incontro alla scia di cadaveri lasciata da Joseph sulle carrozze abbandonate ha a che fare con i suoi dubbi.

Asha snowpiercer

A tenerla con i piedi per terra, però, non c’è solo Melanie, ma anche Ben.

Un uomo dall’immenso coraggio, un personaggio davvero pieno di qualità e che per lei sembra in qualche modo raffigurare una nuova immagine paterna, quella non guasta, quella priva di malvagità che avrebbe dovuto conoscere prima di finire tra le braccia di Wilford. In nome di Melanie, Ben sceglie di proteggere Alex e, nel farlo, sceglie di proteggere anche il ricordo della donna che ama e la speranza di vederla ancora, prima o poi.

Un dolce ritratto familiare che si va a contrapporre a quello, altrettanto imperfetto, formato da Layton e Zarah, tenuti insieme solo dall’amore nei confronti di una bambina non ancora nata. Il loro rapporto è un’illusione, testimoniata anche dalla testardaggine con cui Andre reagisce alla decisione della donna di fare qualsiasi cosa pur di proteggere la creatura che porta in grembo. È di Zarah il corpo e, quindi, anche la scelta di sottoporsi a una terapia genica prenatale, per assicurare a sua figlia le migliori possibilità di sopravvivere, qualsiasi mondo si troveranno di fronte una volta arrivati al Corno d’Africa. Solo alla fine, Layton sembra comprenderlo, troppo impegnato a credere di essere responsabile per le vite di tutti e consapevole di non provare per Zarah gli stessi sentimenti che prova per Josie (che in questa puntata sembra essere scomparsa nel nulla).

E un piccolo nucleo familiare è anche quello che dolcemente cercano di ricostruire anche Pike e Ruth. Il momento tanto atteso dagli spettatori è arrivato. I due hanno finalmente la possibilità di dedicarsi del vero tempo, di assaggiare una normalità che ha il sapore di un Banana Foster. Pike prova qualcosa per lei, eppure, non crede abbastanza in se stesso per poterle dare ciò di cui ha bisogno. Non crede di meritare l’amore o un ruolo importante nel nuovo assetto politico della locomotiva, successivo alla riuscita della rivoluzione.

Snowpiercer 3

Nel complesso, Snowpiercer 3 x04 viaggia lentamente rispetto agli episodi precedenti, persino l’impedimento costituito dalle carrozze bloccate della Big Alice si risolve senza particolari imprevisti, ed è quasi evidente che si tratti di un episodio il cui scopo è allungare la strada che porta alla scoperta del nuovo Eden. L’unico colpo di scena è il gesto inaspettato di Roche, la sua aggressione dai danni del Signor Wilford che, comunque, non ha conseguenze negative. Non c’è dubbio che fosse necessario un approfondimento psicologico dei personaggi principali, ma forse questo elemento poteva essere meglio amalgamato allo sviluppo lineare della trama.

In una stagione che sembra procedere con molta (forse troppa) calma verso un obiettivo, rappresentato dall’Eden sognato da Layton, Melanie Cavill continua a portare avanti la serie, anche sottoforma di ricordo. Forse gli altri personaggi non sono abbastanza solidi da reggere il carico dello Snowpiercer da soli? Nelle prossime puntate avremmo modo di capire se la serie prodotta da TNT può funzionare anche senza di lei. Per il momento, però, l’ago della bilancia pende di più verso il “no”.

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