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Riverdale 5×07 – Incontri ravvicinati del terzo tipo

Riverdale

ATTENZIONE: questa recensione contiene spoiler sull’episodio 5×07 di Riverdale.

Dopo due settimane di pausa, Riverdale è tornata sui nostri schermi, dissipando alcuni dei dubbi che il finale della 5×06 ci aveva lasciato. Come avevo ipotizzato, la ragazza ritrovata da Alice, Betty e Kevin nelle paludi non era Polly, ma il rinvenimento di un cadavere non identificato ha aperto le porte a un’indagine che sta prendendo una piega piuttosto interessante.

Certo, i serial killer non sono una novità a Riverdale – come testimoniato anche dallo sguardo di Alice quando Betty ha suggerito che potrebbe essercene un altro in circolazione, uno sguardo che urlava “Oh no, non di nuovo”però questo caso potrebbe essere più interessante di quello di Black Hood (personaggio ispirato a un caso di cronaca reale). Se con Black Hood abbiamo potuto fin da subito avanzare ipotesi circa l’identità dell’assassino che voleva purificare Riverdale e siamo arrivati abbastanza presto a ipotizzare che si trattasse di Hal Cooper, in questo caso non ci sono indizi sulla persona che ha ucciso le ragazze ritrovate nella palude, che potrebbe essere letteralmente chiunque.

Parallelamente, anche il caso dei Moth Men si fa sempre più interessante, soprattutto dopo il presunto rapimento alieno di Jughead.

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Continua a essere plausibile che i Moth Men e il killer misterioso siano due casi collegati, dato che in entrambi sembrano essere coinvolti i camionisti che per lavoro passano per Riverdale. C’è da dire tuttavia che è bello vedere Jughead e Betty indagare separatamente. Uno degli aspetti positivi degli ultimi episodi, infatti, è che ognuno dei protagonisti è impegnato in missioni individuali. Anche se sicuramente si riformeranno le vecchie alleanze, è molto interessante che a ognuno di loro sia dato un proprio spazio, scelta che dà modo di inquadrare le persone che sono diventate. Inoltre, spero che nei prossimi episodi verranno approfonditi sia il passato di Betty con il Killer della spazzatura, che i problemi di Jughead con l’alcol.

Un altro aspetto positivo, anche se a tratti trash, sono i richiami alla prima stagione di Riverdale.

Nelle puntate precedenti abbiamo assistito all’incontro clandestino in macchina tra Archie e Betty, che alludeva alla tresca tra Archie e la signorina Grundy. Anche la sparizione di Polly traccia un parallelismo con gli esordi di Riverdale. In questa puntata, invece, la sfida di ballo tra Cheryl e Toni per il titolo di allenatrice delle Vixen ha ricordato molto quella tra Cheryl e Veronica per il titolo di caposquadra delle cheerleader. Anche se i dance-off di Riverdale sono sempre stati dei momenti un po’ trash, rivedere Cheryl in pista, agguerrita come ai tempi del liceo, è stato bellissimo.

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Confermato invece l’odio per Hiram e il disinteresse per la sua storyline. Anche se gli autori hanno provato a incuriosirci rivelando che la realizzazione dell’autostrada è solo una copertura per chissà quale losco affare, l’effetto non è stato quello sperato (anche se il fatto che l’uomo non fosse coinvolto nell’inflazione che ha colpito i Riverdollars è stata una sorpresa). Hiram ormai è un personaggio stantio, uno di quei cattivi che hanno finto talmente tante volte di essersi messi sulla buona strada che ormai non ci crede più nessuno. Il rischio, con questo tipo di personaggi, è che finiscano con l’annoiare.

Con il signor Lodge il disinteresse ha ormai colpito noi spettatori, tanto che gli altri misteri che avvolgono Riverdale (i Moth Men, il serial killer e l’attività di Cheryl come falsaria) sono assai più interessanti delle manovre dell’ex mafioso e finiscono con il rubargli completamente la scena. L’unica utilità che sta avendo Hiram al momento è aver fatto riavvicinare Archie e Veronica, tra i quali – soprattutto dopo l’aiuto economico dato da Ronnie all’ex ragazzo – sta indubbiamente rinascendo del tenero.

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E ora che Betty si è rimessa in contatto con il suo capo all’FBI – nonché il ragazzo che frequentava quando si trovava a Quantico – c’è da aspettarsi che l’agente federale faccia una capatina a Riverdale. Ma, in generale, ci si può aspettare che il riavvicinamento tra Archie e Veronica, la frequentazione tra Archie e Betty, e i trascorsi poco chiari di quest’ultima con il suo superiore, porteranno presto scompiglio: saranno anche passati sette anni, ma Riverdale è pur sempre un teen drama.

Ipotesi sull’identità del killer e sui Moth Men ancora non se ne possono fare, avendo per la mani pochissimi indizi. Quello che è certo è che gli alieni a Riverdale non ci sono arrivati, così come non ci era arrivato il vero Gargoyle King. Roberto Aguirre-Sacasa ha più volte cercato di farci credere che qualche scintilla di magia fosse scappata da Greendale, approdando a Riverdale, ma dietro a ogni apparente manifestazione soprannaturale si è sempre celata una spiegazione logica. L’unica cosa da augurarsi con tutto il cuore è che il marionettista dietro a queste nuove minacce non sia nuovamente Hiram Lodge.

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Written by Elisa Frassinelli

Vivo in bilico tra libri, università e serie tv. Nel tempo libero cerco di avere una vita sociale e non diventare schiava del mio gatto (fallendo, ovviamente). Un altro dei miei passatempi preferiti è cercare di non implodere quando ho appena finito una stagione ma ho solo me stessa con cui parlarne.

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