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Una dura recensione di Oceania, un live action praticamente inutile

Vaiana nel live action di Oceania

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul film Oceania

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È un po’ complicato parlare di Oceania, live action del classico Disney di appena dieci anni fa – e sottolineiamo appena – arrivato nelle sale in un’estate finora decisamente positiva per il grande schermo. È complicato perché siamo davanti a qualcosa che non porta niente di nuovo al cartone animato. Il nuovo adattamento non corre rischi e propone una versione oltremisura fedele di quanto visto dieci anni fa. Sorge spontanea la domanda, dunque, su che utilità possa avere un progetto del genere.

Il film chiaramente regge. La storia è quella che ha conquistato milioni di spettatori dieci anni fa, riproposta con attori tutto sommato sufficienti e calata in un contesto a tratti mozzafiato. Tuttavia è impossibile scrollarsi di dosso quella sensazione di piattezza data proprio dall’estrema familiarità del materiale narrativo. Questo Oceania può avere senso per chi non ha mai visto il cartone animato, ma di che fetta di pubblico parliamo? Solo i bambini probabilmente – perché gli adulti che sono andati al cinema a vedere Oceania lo avranno fatto spinti dal ricordo del cartone – ma l’ormai estrema disponibilità dell’originale, visto che basta un abbonamento a Disney+ – rende superfluo anche questo tipo di pubblico.


Oceania è un film semplicemente superfluo. Avrebbe potuto avere un minimo di senso magari con un refresh della storia – ma qui ci si sarebbe spostati su un altro terreno altrettanto spinoso. Così, però, è veramente difficile caprine l’efficacia immaginata. Anche perché a causa di alcuni fattori questo live action finisce per perdere nel confronto con l’originale: ci sono elementi che ne determinano una debolezza intrinseca nonostante l’estrema uguaglianza col cartone animato. E questi elementi erano – a ben vedere – individuabili anche alla vigilia, senza andare in sala a vedere il film.

Credits: Disney

La riproposizione di Oceania ci restituisce una versione sbiadita dell’originale

Bastano pochissimi minuti per accorgersi che la Disney ha voluto eliminare qualsiasi rischio con questo progetto. L’idea probabilmente è stata quella di cavalcare uno dei migliori successi degli ultimi anni, così da poter ridare un po’ di credibilità allo scricchiolante universo dei live action. L’effetto però è stato completamente opposto. Il problema maggiore è proprio la pochissima distanza tra l’originale e questo adattamento. Dieci anni sono troppo pochi perché il film si carichi di quell’effetto nostalgia che gioca un ruolo sempre più importante nella produzione odierna. Specialmente in campo Disney. Oceania non è il cartone con cui gli adulti di oggi sono cresciuti. Nessuno ne sentiva – ragionevolmente – così tanto la mancanza da desiderarne una nuova versione.

Questa minima distanza fa sì – inoltre – che l’opera originale sia ben strutturata e assolutamente in linea con le produzioni odierne.

Capita che magari classici amatissimi oggi risentano del peso del tempo, e in quel caso un live action può anche avere senso, ma di certo questo discorso non attecchisce con un film di appena dieci anni fa. E infatti non si riscontra alcuna differenza d’adattamento. Il ricordo del primo Oceania è davvero troppo vivido. E il risultato è oltremisura prevedibile. Si esce dalla sala con la sensazione di avere – sostanzialmente – perso tempo.


C’è da aggiungere poi che la resa in live action è risultata molto meno emozionante di quella animata. Gli attori sono stati decisamente azzeccati fisicamente, ma non hanno trasmesso quella profondità che invece si evince nell’originale, sia nelle storie personali di Vaiana e di Maui che nel rapporto tra i due. E allora parliamoci chiaro: se tra un anno a qualcuno venisse la voglia di rivedere Oceania, quasi sicuramente rivedrà il cartone animato, non questo live action.

In quest’ultima parte c’è la condensazione dell’inconsistenza di tutto il progetto.


Un altro live action non convincente: ha senso proseguire?

Le perplessità intorno a Oceania riaprono un discorso che ormai ciclicamente viene fuori. È ormai appurato che – al netto di alcune versioni riuscite come l’ultimo Lilo & Stitch – l’intera operazione “live action” della Disney sia globalmente un fallimento. Sono stati troppi i film che non hanno funzionato – in un periodo inoltre di generale appannamento della casa di Topolino – e davvero poche invece le pellicole convincenti. E quasi sempre sui generis. Lilo & Stitch aveva fatto intravedere un raggio di sole, ma prima c’era stato il catastrofico Biancaneve. Se torniamo indietro nel tempo – quantomeno fino al periodo del Covid – gli unici progetti che tutto sommato hanno convinto sono stati Mufasa e Crudelia, opere inedite e non live action diretti di classici. Per il resto tanti flop, da La Sirenetta a Mulan, passando per Pinocchio e Peter Pan & Wendy.

Insomma, questi live action non hanno mai ingranato. Eppure la Disney non ha intenzione di fermarsi.

In futuro vedremo sicuramente Rapunzel e il sequel di Lilo & Stitch, e tra gli annunci senza ancora programmazione troviamo pure Hercules e Gli Aristogatti. Tuttavia è difficile capire perché la Disney stia andando avanti a testa bassa per una strada che finora ha regalato più delusioni che gioie. Profonda mancanza di idee? È difficile dirlo, ma è chiaro che Oceania segna un punto di svolta abbastanza preoccupante per l’intero progetto.

Già, perché se Lilo & Stitch aveva un po’ risollevato gli animi, Oceania li affossa completamente. E non – ripetiamolo – perché sia un film brutto – cosa che non è affatto – ma perché è un’opera profondamente inutile. Questo è il problema più grande della pellicola e di riflesso è l’ombra gettata sull’intero progetto. I live action finora non hanno funzionato perché o sono stati oggettivamente brutti – Biancaneve è davvero tremendo – o perché sono stati inutili. Lo sfruttamento degli asset è importante, ma così si finisce anche per svalutare i propri risultati.


Alla luce di tutto ciò, dare un giudizio su Oceania è complicato. Il film è anche godibile, ma la valutazione globale non può che essere negativa perché un domani scegliere di vedere questo live action invece del cartone animato originale non ha minimamente senso. Oceania ci ha dimostrato – ancora una volta – che è ora che la Disney inizi a guardare verso altri lidi, ma a giudicare dal futuro prossimo questa non sembra essere l’intenzione della sempre più affaticata casa di Topolino.

Potete leggere qui la recensione di Oceania 2, sequel animato dell’amato classico riadattato in questo live action