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La casa degli spiriti – La Recensione dei primi tre episodi della serie tratta dal romanzo di Isabel Allende

Clara da bambina

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sui primi tre episodi de La casa degli spiriti!!

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La memoria è fragile e il corso della vita così breve che non riusciamo a vedere il legame tra gli avvenimenti e non possiamo comprendere le conseguenze dei nostri gesti. I destini delle persone sono legati da fili sottilissimi che attraversano i decenni e costituiscono la filigrana attraverso la quale leggere la storia a ritroso. La casa degli spiriti non è una serie tv come le altre. Il soggetto è uno dei libri più famosi di Isabel Allende, tradotto in decine e decine di lingue e venduto in milioni di copie. Un classico della letteratura latino-americana che ha attraversato quasi mezzo secolo per ritrovarci ancora ammaliati e stregati dalle sue pagine.

La voce narrante con cui si apre il primo episodio ci riconnette a quella dimensione letteraria che è un elemento imprescindibile della magia del racconto. A parlare è la giovane Alba (Rochi Hernández), l’ultima di una generazione di donne accomunate tutte da un unico destino. È l’anello di congiunzione che mantiene in piedi tutta la storia, colei che ricostruisce le vicende della famiglia attraverso mezzo secolo di storia. Ritrovare il passato per sopravvivere al terrore presente: sembra essere questa la missione della protagonista, che ci conduce per mano nel racconto torbido della sua famiglia, ricostruito un pezzetto alla volta da sua nonna Clara, una donna che “ha sempre avuto un piede in questo mondo e uno nell’altro”.


La giovane Clarita (Nicole Wallace) aveva preso infatti l’abitudine di scrivere dei quaderni in cui annotava la vita. Poiché la memoria umana è labilissima e soggetta a innumerevoli condizionamenti, lasciare una testimonianza scritta di ciò che accade può aiutare a ricostruire racconti passati e percorsi umani.

Una delle immagini "oniriche" de La casa degli spiriti
Amazon Prime Video/Webphoto

La casa degli spiriti è il racconto dei quaderni di Clara Del Valle. La serie tv è appena sbarcata su Amazon Prime Video con i primi tre episodi. La piattaforma ne distribuirà due la prossima settimana e gli ultimi tre il 13 maggio. Una miniserie in otto episodi creata da Francisca Alegría, Fernanda Urrejola e Andrés Wood, con un cast composto quasi esclusivamente da attori sudamericani o spagnoli e una produzione che annovera anche Isabel Allende tra i produttori esecutivi insieme a Eva Longoria (che tutti ricordiamo in Desperate Housewives). Si tratta di una produzione ambiziosa, che però si avventura su un terreno non facile, quello delle trasposizioni televisive di romanzi di grande successo (invece scommettiamo che nessuno sapeva che anche queste serie tv fossero tratte da romanzi).

Portare sul piccolo schermo alcuni capolavori della letteratura moderna in certi casi è sembrato una sorta di tabù invalicabile contro il quale molte produzioni si sono schiantate senza successo. Il caso di Cent’anni di solitudine, diventato una miniserie Netflix, ha aperto a nuovi progetti di questo tipo (ci sono poi dei romanzi che non ci si spiega perché non siano mai diventati una serie tv). Dopo la trasposizione del romanzo di Gabriel Garcia Márquez, un altro pezzetto di realismo magico sudamericano approda sulle piattaforme di streaming. Già si sono alzati gli scudi ed è partita più di qualche critica dai lettori del romanzo. La casa degli spiriti, pur rimanendo abbastanza fedele al soggetto originale, è un’opera diversa dal romanzo, che inevitabilmente andrà incontro a un confronto sempre più spietato con le pagine di Isabel Allende.

Non è l’unico tentativo che è stato fatto di portare la storia della famiglia Trueba sullo schermo.

Nel 1983 fu realizzato un film con Meryl Streep, Winona Ryder, Glenn Close, Jeremy Irons e Antonio Banderas. Uno elenco di grandi nomi per una produzione che però attirò su di sé innumerevoli critiche. È difficile in effetti condensare l’anima de La casa degli spiriti in meno di due ore di visione. Su questo punto, la miniserie di Prime Video dovrebbe avere lo spazio necessario per approfondire i tanti aspetti che meritano di essere trattati con attenzione e dare ai personaggi una concretezza che ce li faccia sentire più vicini e meno distaccati. I primi primi tre episodi de La casa degli spiriti riescono a creare un contesto nel quale ci caliamo a poco a poco, prendendo confidenza con i protagonisti e le dinamiche familiari.


Esteban Trueba
Amazon Prime Video/Webphoto

Clara Del Valle è figlia di un candidato al Senato e di una suffragetta appassionata di diritti civili. Vive in una grande casa affollata, nella quale condivide un’infanzia felice con i fratelli e le sorelle. Clara è particolarmente legata a due membri della sua famiglia: lo zio Marcos, un esploratore bizzarro che è quasi sempre fuori per lunghi viaggi, e la sorella Rosa, una ragazza di grande bellezza e sensibilità. Sembrano personaggi estrapolati da un mondo fantastico del quale conservano intatto il ricordo nello sguardo. Sono eccentrici, stravaganti, incredibilmente empatici e con la testa tra le nuvole. La piccola Clara ha con loro più di qualche affinità ed è una bambina particolare perché dotata di una sorta di potere medianico che le consente di sapere in anticipo quando degli eventi tragici si abbatteranno sulla famiglia.

Senza comprenderne le ragioni, Clara aveva “avvertito“ che qualcosa di terribile stava per accadere alla sua famiglia, non molto tempo dopo la morte dello zio Marcos.

Sua sorella Rosa (Chiara Parravicini) infatti muore dopo aver ingerito un veleno destinato a suo padre e il lutto travolge la famiglia minandone dalle basi la serenità. La piccola Clara, che aveva avvertito il pericolo prima di tutti, sarebbe rimasta in silenzio per i successivi nove anni. Anni nei quali avrebbe annotato su dei quaderni tutto ciò che accadeva alla famiglia. La casa degli spiriti fonde il racconto della realtà quotidiana con elementi soprannaturali, senza bisogno di spiegare i passaggi più surreali. D’altronde è questo il principio alla base di quel realismo magico che tanta fortuna ha avuto nella letteratura latino-americana del secolo scorso.


La vita della giovane Clara cambia quando decide di sposare Esteban Trueba (Alfonso Herrera), un uomo orfano di padre che ha trovato la fortuna nelle miniere e che si è affermato come grande latifondista. È un uomo burbero e autoritario, innamorato della giovane Rosa, che però non ha potuto sposare a causa della sua morte precoce. È un personaggio che ha incanalato tanta rabbia e che spesso la sfoga in modo violento e tracotante nei confronti delle persone che lo circondano. Clara sceglie di sposarlo, convinta che Esteban sia parte del suo destino (e di quello di sua sorella Rosa, che non c’è più).

Esteban e Clara da sposati
Amazon Prime Video/Webphoto

I primi tre episodi de La casa degli spiriti ricostruiscono le tappe iniziali del loro matrimonio, compresa la nascita della figlia Blanca e il rapporto complicato con Férula (Fernanda Castillo), la sorella di Esteban.

La serie tratta tutto con estremo realismo, benché il racconto sia farcito di elementi soprannaturali. Ma la realtà che La casa degli spiriti porta sullo schermo è una realtà cruda, spesso anche violenta. Alcuni tragici eventi incidono in maniera profonda nella psiche dei protagonisti e la visione dispotica di Esteban racconta di un Paese in cui i diritti civili venivano continuamente calpestati. Il romanzo di Allende è radicato nella cornice sociopolitica dell’America latina. Anche se non ci sono riferimenti espliciti all’ambientazione, la storia è ambientata in un Paese che ci riporta al Cile della prima metà del Novecento. La storia grande si intreccia quindi con la storia piccola, già da questi primi episodi.

Le lotte per l’emancipazione femminile e i diritti delle donne, la spinta liberale contro un paese fortemente conservatore, lo sfruttamento delle classi sociali più deboli sono tematiche che questi primi tre episodi de La casa degli spiriti hanno già affrontato. La serie cerca di essere il più possibile fedele alle pagine del romanzo, pur attenuando la carica emotiva di alcuni temi trattati da Isabel Allende. Le puntate riescono a essere allo stesso tempo cupe e luminose, così come lo è la storia che si vuole raccontare, carica di chiaroscuri non sempre spiegabili a parole. I colori saturi dell’ambientazione, la luce sempre radiosa e i paesaggi esterni luminosi ci calano in quel mondo magico che si colloca a metà tra una dimensione soprannaturale e la realtà più terrena.


Una delle scene dei primi tre episodi de La casa degli spiriti
Amazon Prime Video

Gli scatti improvvisi di ira, le nefandezze e i comportamenti più materialisti trascinano invece con sé un’ombra di tristezza sulla scena, che viene trasformata in colori cupi e repentini cambi di tono da fotografia e regia.

La casa degli spiriti è un racconto doloroso, che in queste prime tre puntate ha già dato le sue prime sferzate. Un racconto che tiene legate con un filo invisibile tre protagoniste femminili, le cui azioni hanno influenzato gli eventi successivi in modi che non sono sempre immediatamente comprensibili. Questo mix di soprannaturale, racconto fantastico, crudo ritratto della realtà e ritratto familiare costituisce la sostanza viscosa alla base del grande calderone de La casa degli spiriti. Un prodotto ambizioso che, nelle prossime puntate, potrebbe fallire il tentativo di trasposizione televisiva oppure riuscire nell’impresa di restituirci intatto lo spirito del romanzo di Allende.