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Killing Eve 3×01 – Un inizio sconvolgente

Killing Eve

Killing Eve ha sempre fatto affidamento sui legami che uniscono i suoi personaggi, soprattutto le due protagoniste. Ma che succede quando questa connessione viene meno? Quando quei personaggi sono troppo distratti da quello che è successo nelle loro vite per ricongiungersi? La première della terza stagione di Killing Eve cerca di rispondere a queste domande, finendo per mostrarci come quelle persone siano inevitabilmente attratte l’una dall’altra. Perché i loro destini sono intrecciati, non importa quanto male si siano fatti, in un gioco in cui vince chi non muore o non viene imprigionato.

Ancora però non è arrivato quel momento. Infatti in “Slowly Slowly Catchy Monkey” i personaggi sono sconnessi l’uno dall’altro. Ognuno esiste in uno spazio narrativo separato, intraprende un viaggio che non implica la presenza dell’altro.

Ma piano piano tutti stanno tornando all’ovile. Iniziando da Villanelle.

Killing Eve

L’assassina russa è ancora il cuore pulsante di Killing Eve.

Anche quando prova a essere una persona normale, Villanelle rimane sempre la solita Villanelle. Rovina il suo matrimonio, anche se non le importa così tanto. Si annoiava o stava solo giocando? Sicuramente entrambe. È la ricchezza della sua sposa a interessarle davvero. Perché, anche se desidera sistemarsi, il lusso e il potere prevalgono sempre. Infatti, quando incontra il suo mentore, Dasha, che le propone di rientrare nei Dodici, Villanelle alza la posta: vuole un ruolo di prestigio. Ma deve meritarselo. Come? Con un classico omicidio.

L’incontro con Dasha le fa ripensare alla sua vita.

In questa premiere abbiamo visto come Dasha sia un’aggiunta perfetta in Killing Eve: è perfettamente a suo agio in questo mondo. Tanto che sembra esserci fin dalla prima stagione. Dasha e Villanelle si comprendono a vicenda, parlano la stessa lingua e non solo perché sono entrambe russe. Dasha è quello che Villanelle diventerebbe se continuasse su questa strada. Ed è arrivata proprio mentre l’assassina sta valutando il suo futuro: quanti sopravvivono così a lungo in quel business come Dasha? Che aspetto ha il pensionamento di un assassino? Che succederà quando avrà una posizione più alta della sua?

Sono quesiti che potrebbero viaggiare nella mente di Villanelle. Un personaggio di cui sappiamo ancora poco e di cui, grazie a Dasha, forse scopriremo di più. 

Dalla parte opposta troviamo Eve. È viva, ma non sta realmente vivendo. Ormai mira solo a sopravvivere, passare indenne un’altra giornata, senza rischi o ambizioni, chiusa in un’esistenza incolore. Troppe sono state le delusioni, i passi falsi, le illusioni. Non ci sono più le figure del suo passato, scomparse o avvolte nella nebbia dei suoi ricordi.

Sandra Oh è superba nel mostrare questo lato di Eve. E l’ordinarietà della sua vita è data anche dai colori freddi, spenti e neutri che la circondano.

Eve evita di pensare alla sua vecchia vita. C’è un unico punto di contatto con essa: Kenny. Proprio nel dialogo con il ragazzo scopriamo che lei è stata salvata a Roma da dei turisti. Ma a quel tempo c’erano così tante persone nella capitale che questa sembra l’ipotesi meno probabile. Sarà stata salvata da Carolyn? Konstantin? Una terza figura che ancora non conosciamo? Solo le prossime puntate di Killing Eve chiariranno il dilemma. O forse no.

L’unicità del suo legame con Kenny si vede nel contrasto con quello col marito. Non era un rapporto libero, onesto e veritiero. Era diventato un lavoro, banale routine. Persino la relazione con Villanelle, per quanto tossica (qui la classifica delle coppie più tossiche delle serie tv), era più onesta di quella che aveva con Niko. Kenny riporta nella vita di Eve quella spensieratezza che aveva perso, che Niko non aveva mai portato. Si crea un ambiente confortante e gradevole che ci rassicura, garantendoci che andrà tutto bene. Almeno così pensavamo.

Nessuno immaginava quali piani avesse Killing Eve per Kenny. La sua morte è stata un colpo al cuore.

Era il più innocente, uno di quelli che non si pensa possa morire in uno show del genere: gentile, senza pretese e poco importante per i pezzi grossi. Non solo era uno dei personaggi storici, ma anche l’amico fidato che riportava sempre Eve sulla retta via. Non l’abbiamo mai conosciuto veramente, forse questo ha rubato un po’ d’impatto emotivo alla scena, ma quella morte non l’abbiamo vista arrivare.

È vero, è strano che ancora non abbia scritto niente da quando ha iniziato il suo lavoro di giornalista, che cancelli tutte le sue ricerche o che debba incontrarsi con qualcuno. E non è Eve. Da lei accorre solo perché preoccupato per un suo messaggio. Allora chi doveva incontrare Kenny? Forse la risposta a questa domanda ci dirà chi l’ha ucciso.

La prima cosa a cui pensiamo è i Dodici. O forse sarà stato Konstantin? Anche perché la sua presenza a Londra è alquanto sospetta. È chiaro che anche lui sta tornando all’ovile. Saranno sempre i Dodici a volerlo di nuovo in squadra? Se è così, sarà interessante assistere all’incontro con Villanelle. Ogni volta che avviene, scoppiano scintille.

Tornando a Kenny, il suo omicidio ha una funzione ben precisa: riportare Eve all’ovile. Rimetterla in gioco, farla uscire dalla sua prigione per vendicare una delle poche persone con cui può essere sé stessa. E soprattutto far lavorare di nuovo insieme Eve e Carolyn, dando a quest’ultima un arco narrativo nuovo ed estremamente emotivo. Forse così riusciremo a conoscere qualcosa di più su Carolyn, un personaggio che è stato un mistero fin dall’inizio di Killing Eve.

In generale, la première della terza stagione di Killing Eve è stato il classico episodio introduttivo, almeno fino alla sua conclusione.

Le varie pedine sono state messe in gioco a un ritmo costante ed equilibrato. Si riconferma la bravura delle attrici, in grado di mostrare ogni piccola sfumatura dei loro personaggi. La morte violenta di Kenny mette in discussione ogni cosa. Nessuno è al sicuro. E Killing Eve (già rinnovata per una quarta stagione) così alza l’asticella. Inoltre il finale apre nuovi sviluppi. Eve con tutta probabilità tornerà all’MI6 e solo così Villanelle scoprirà che la sua amante-nemica è viva. E si innescherà nuovamente quel gioco tra guardia e ladri tra Eve e Villanelle che ci ha intrattenuto per due stagioni. Non dimentichiamoci poi che c’è il mistero dei Dodici da risolvere.

Non ci resta quindi che aspettare ansiosi la nuova puntata di una stagione che promette faville.

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Scritto da Chiara Manetti

Amo scrivere; è la mia passione più grande. Datemi due personaggi e vi monto una storia in un baleno. Mi considero da sempre una scrittrice, anche se non ho mai pubblicato niente.
Amo le serie TV. Le ho scoperte quasi per caso ma, da quando l'ho fatto, non le ho più abbandonate. Ne divoro non so quante a settimana, al mese, all'anno.
Quindi che fare con due passioni come queste? La risposta è semplice: le ho unite. Ho fatto bene? Ovviamente. Il risultato? Beh, quello me lo dovete dire voi.

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