Questa puntata di From ci mette un po’ in difficoltà. E non perché sia chissà quanto più difficile di altre puntate – del resto nessuna puntata di From è ‘facile’, e va benissimo così – ma perché è proprio una di quelle puntate difficili da giudicare. Ci siamo trovati già di fronte a puntate del genere, più o meno a metà della scorsa stagione: puntate che non sembrano aggiungere nulla di clamoroso alla narrazione, ma che poi ci siamo trovati a rivalutare all’interno di un contesto più ampio, dopo lo spettacolare season finale. E quindi la domanda è: ci troveremo a dover rivalutare anche questa, tra un mese e mezzo? Perché in From 4×03 non è che non succeda niente: succedono tante cose. Solo che non è una puntata in cui la narrazione avanza granché, almeno apparentemente.
Chiariamo: puntate del genere all’interno di una stagione ci stanno. Abituati come siamo a divorare le serie tv con stagioni intere inghiottite nell’arco di una giornata, nemmeno ci rendiamo conto che qualsiasi serie tv ha al suo interno puntate di mera costruzione, dove non succede niente di che ma che poi saranno fondamentali quando, alla fine, si faranno i conti: non ce ne rendiamo conto perché anche se quella specifica puntata non ci ha travolti, premiamo play e passiamo alla successiva senza nemmeno accorgercene. Con From, che esce settimanalmente, questo non lo possiamo fare e quindi una puntata dove non avanza in maniera considerevole nemmeno una sottotrama ci sembra quasi follia. Ma non è così.
Come detto, è un episodio che potremmo rivalutare tra qualche settimana. Ma mettiamo un po’ di ordine a quello che è successo in questa quarta puntata di From 3
Un ordine sparso ovviamente, senza seguire pedissequamente la cronologia degli eventi. Sono successe un po’ di cose in questa puntata. Visto che gli abbiamo dedicato la copertina, partiamo dal Bambino in Bianco: entità misteriosa che esiste sin dall’inizio della serie, in questa puntata ritorna a sorpresa e lo vediamo cresciuto, preoccupato e in un certo senso anche molto infastidito. Nonostante il bambino in bianco sia un’entità positiva, è sempre inquietante trovarselo davanti. Tabitha e il padre di Victor lo vedono davanti all‘Albero delle bottiglie – altro tema che ritorna in questa puntata – e in modo perentorio l’ormai ex bambino (perché praticamente adesso è un preadolescente) dice loro che il tempo sta per finire. Un’affermazione forte, che spiazza e intimorisce i due abitanti di Fromville, ma su cui il bambino in bianco non dà alcuna informazione extra: starà a loro (e a noi) scoprire cosa bisognerà fare per evitare il peggio (sempre che esista ancora un peggio umanamente definibile come peggiore di ciò che già i nostri amici stanno vivendo).
Insomma, il Bambino in Bianco torna, ci inquieta un po’, dice una frase a effetto ma non ci dà alcun indizio su come andare avanti nel gioco interattivo. Male
Comunque Tabitha e il padre di Victor non sono gli unici due a vivere un’esperienza davvero inquietante nella mai tranquilla giornata di Fromville. Boyd, infatti, decide di andare a trovare sua moglie che covava per lui un sorpresone: mentre lui le chiede aiuto (un aiuto spirituale, si intendeva) lei o chi per lei decide di terrorizzarlo facendo sbucare una mano da sotto-terra, una mano che prova a trascinare Boyd con lei. Classico momento jumpscare tipico della vecchia From – ultimamente se ne vedono molto meno ed è tutto prettamente psicologico – ma anche qui per adesso è difficile fare ulteriori ipotesi: potrebbe essere un’allucinazione di un Boyd ormai sempre più comprensibilmente in preda al delirio, oppure potrebbe essere l’inizio di un nuovo tema (zombie? O comunque la possibilità che i morti ritornino, magari in altra forma, diversa dalla forma dei mostri notturni visto che il misfatto accade di giorno?). Certo, potrebbe essere anche l’ennesimo scherzane del Man in Yellow o di qualche altra entità, ma per ora appunto non abbiamo nemmeno idea di cosa possa comportare.

Visto che in questa puntata è successo comunque di tutto, per quanto non sia stato un tutto in nessun modo risolutivo, ci sono altri micro-temi da affrontare: per esempio Sophia – ovvero la ragazza con gli occhiali che in realtà è il Man in Yellow – ci tiene moltissimo ad andare a vivere con Sarah. E questa cosa ovviamente non è casuale: Sarah vive isolata dal resto del gruppo, che la teme come un mostro, e in passato ha avuto già a che fare con le entità del luogo. Sicuramente qualcosa succederà: Sophia potrebbe uccidere Sarah, dicendo che è stata lei la prima ad aggredirla, oppure potrebbe accusarla di qualcosa, così da metterla di nuovo contro al gruppo (si sa che il suo obiettivo è metterli tutti contro, come si vede anche in una scena con Julie in questa puntata) o peggio ancora potrebbe in qualche modo convertirla al suo gioco. Stiamo a vedere.
Ci sarebbe poi la passeggiata di Ethan, Victor e Jade in mezzo al bosco, che finisce con un Victor terrorizzato che si fa la pipì addosso alla sola vista dell’abito del Man in Yellow: una scena che apre dei varchi interessanti, ma su cui per ora c’è poco altro da dire.
Infine ci sono i corvi, che appaiono in due situazioni distinte: al funerale di Jim Matthews e il pastore portato da Sophia, e poi quando Victor reagisce sgomento e terrorizzato alla visione della giacca del Man in Yellow nel bosco. E qui la questione si fa più interessante, perché i corvi potrebbero essere apparsi in modo così prepotente allo scopo di comunicare con la comunità. Ma di questo parliamo più approfonditamente qui, nel nostro consueto contenuto settimanale dedicato al tema più interessante della puntata di From.







