Vai al contenuto
Home » From

From 4×01 – Stiamo per entrare in una nuova dimensione dell’inquietante gioco

Un'immagine tratta dalla quarta stagione di From

Ogni giorno raccontiamo le serie TV con passione e cura. Se sei qui, probabilmente la condividi anche tu.

Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, DISCOVER è il modo per sostenerci.

Il tuo abbonamento ci aiuta a rimanere indipendenti. In cambio: consigli personalizzati, contenuti esclusivi, zero pubblicità.

Scopri Hall of Series DISCOVER

Grazie, il tuo supporto fa la differenza 💜

Allora, prima di tutto una premessa. In questi giorni precedenti all’uscita dell’attesissima quarta stagione di From ho notato varie manifestazioni di insofferenza, per esempio nei commenti sotto gli articoli preparatori alla nuova stagione, rispetto al fatto che From non ci voglia rivelare la natura di questi benedetti misteri. Come se appunto gli sceneggiatori lo facessero apposta a tenerci in scacco all’infinito per poi lasciarci con niente in mano, pronti a ridersela beatamente del fatto che ci abbiano fregati. Approfitto del fatto che siamo alla recensione della primissima puntata di questa stagione per dire una cosa: il rischio è che approcciandosi così a una serie si perda veramente il gusto di vederla. Ed è un peccato colossale, perchè serie come From sono sempre più rare. Serie che non ci spiegano tutto ma ci lasciano lì a riflettere, a cercare un senso alla storia anche dentro noi stessi. A elucubrare, a ragionare all’infinito. Serie come From servono principalmente a questo, e la mia impressione è che questa insofferenza se a un certo punto le cose non vengono rivelate per filo e per segno non fosse così radicata, ad esempio, 15-20 anni fa (del resto le lamentele relative a Lost sono arrivate dopo, durante la messa in onda il pubblico se la godeva eccome): questa insofferenza è figlia di questi tempi, dove bisogna divorarsi un prodotto in poche ore per poi passare al successivo, e questo prodotto deve restituire anche un senso di completezza totale altrimenti giù di critiche sui social. Così la sfida di From, che tenta di riportarci indietro, che gioca con noi come ai tempi della golden age televisiva tenendoci costantemente nel limbo, non è ben vista da una parte di pubblico. Per quello che può valere, un consiglio: provate a godervela di più, al massimo criticatela alla fine se non vi ha soddisfatto. Oppure, nel peggiore dei casi, mollatela. Ma non vivete ogni episodio con l’ansia che qualcosa debba per forza succedere, essere rivelato, essere spiegato a 360 gradi.

Questa è la cosa peggiore che possiate fare, con un prodotto come questo.


Ora passiamo alla recensione della prima puntata di From 4. Che di cose da dire, anche a ‘sto giro, ce ne sono.

Niente salti temporali, niente scene stranianti che ci confondono, niente tricks per tenerci incollati allo schermo sbattendoci da una parte all’altra della storia, e poi magari tornare al dove eravamo rimasti solo alla fine. From sa che tanto è già forte e inquietante abbastanza così com’è, e decide subito di andare al sodo: ripartiamo quindi dove ci eravamo stoppati, con quell’inquietante incubo con le gambe (come l’ho definito nella recensione e spiegazione del finale della terza stagione, che trovate qui se vi serve schiarirvi un po’ le idee) che conosciamo col nome di Uomo in giallo impegnato a trucidare il povero Jim, con Julie che tenta disperatamente di salvarlo senza però riuscirci. Come ben sappiamo, non è la Julie del presente ma la Julie del futuro: la ragazza ha la possibilità di viaggiare nel tempo, limitatamente a Fromville (almeno a quanto ne sappiamo). Lo sapevamo già, ma ce lo conferma definitivamente l’Uomo in Giallo con una frase che le rivolge:

“Dobbiamo smetterla di incontrarci così. Non te l’ha detto nessuno? Non è possibile cambiare una storia già raccontata”

In realtà, qualcuno gliel’aveva detto. Suo fratello Ethan – elemento da sempre oscuramente connesso con Fromville, partendo dal legame con Victor e proseguendo con le visioni del bambino in bianco – le disse che “non può cambiare una storia una volta che è stata raccontata”, proprio nell’ultima puntata della scorsa stagione. Il che ci fa pensare che in qualche modo il bambino possa saperne di più, solo che non è ancora in grado di decodificare quello che sa.

L’uomo in Giallo si rivolge poi a Jim, e gli dice: “Mi dispiace che non potrai vedere quello che accadrà, è un peccato atroce. Quello che sta per accadere è la mia parte preferita”. Una frase che tornerà, e che rappresenta davvero una promessa senza mezzi termini di scintille narrative in arrivo.


La comunità, intanto, è in subbuglio per tutto quanto accaduto di recente: si prova a ricucire Elgin dopo che Sarah gli aveva cavato un occhio nella scorsa puntata, mentre Boyd spiega a Fatima come l’orribile creatura da lei partorita sia proprio il raccapricciante Smiley Creature. La stessa Fatima racconta a sua volta a Boyd e agli altri una cosa molto importante rispetto alla nascita delle creature mostruose che popolano Fromville:

“Credo di aver visto come sono diventati così. Hanno fatto un patto con qualcosa che ha promesso loro che sarebbero vissuti per sempre”

Il riferimento, per chi se lo fosse perso, è a qualcosa che abbiamo già raccontato nella recensione e spiegazione del finale della terza stagione, di cui qui riportiamo un estratto: “In un tempo lontano, un’entità propose a un gruppo di persone presenti a Fromville uno scambio: avrebbero ottenuto la vita eterna in cambio del sacrificio dei loro bambini. Tutti accettarono, tranne Jade e Tabitha che rifiutarono di sacrificare la loro prole. Il fatto che non ci sia stata una totale unanimità in questo accordo tra il gruppo di umani e l’entità che governava il posto, ha portato coloro che decisero di sacrificare i bambini a ottenere sì la vita eterna, ma sottoforma di mostri che possono uscire solo di notte. Un’operazione riuscita a metà, quindi, per ‘colpa’ del rifiuto di Jade e Tabitha. I mostri però sono appunto immortali, dato l’accordo di cui sopra: anche qualora venissero uccisi – come nel caso di Boyd con ‘Smiley Creature’ – sarebbero destinati a rinascere” (qui, se volete, trovate anche la recensione e spiegazione completa).


Il fatto che gli abitanti umani dell’inquietante cittadina si avvicinino in modo sempre più chiaro alla verità può essere molto, molto interessante

Tutti i personaggi comunicano l’uno con l’altro – un passo avanti sempre più deciso a livello narrativo, cominciato nelle puntate finali della scorsa stagione dopo che per molto tempo le mancate comunicazioni avevano rappresentato un blocco al procedere degli eventi – con alcune eccezioni: Jade e Tabitha, ad esempio, decidono di non affrontare in modo concreto e profondo quanto accaduto nel finale della terza stagione. Tutto lascia però presagire che lo faranno presto.

La parte più interessante di questa puntata, però, riguarda senza dubbio l’introduzione dell’Uomo in Giallo nella comunità di abitanti di Fromville. Non nella sua versione più inquietante, ma sottoforma di giovane donna arrivata a Fromville assieme a suo padre: il momento della trasformazione di Yellow Man nella giovane si candida già a essere una delle immagini più raccapriccianti dell’intera serie, ma sicuramente quanto accadrà a breve potrebbe essere molto più raccapricciante. La “”ragazza”” si inserisce infatti nel devastato tessuto sociale di Fromville con l’obiettivo di scompaginare le carte dall’interno, in modi ancora oscuri ma che sicuramente avranno conseguenze terrificanti su quel che resta della popolazione.

La finta ragazza si rivolge al suo finto padre, il malcapitato uomo da lei posseduto e usato solo per introdursi nella comunità dando meno nell’occhio, e gli dice una cosa che Yellow Man aveva già detto a Jim:


“Mi dispiace che non vedrai quello che accadrà dopo. Perchè quello che sta per succedere è la mia parte preferita”

Questa frase, ripetuta per ben due volte da Yellow Man in entrambe le sue forme, suona come una sentenza: stiamo per entrare in una nuova dimensione dell’inquietante gioco. Sembra sempre più evidente che i personaggi siano destinati a vivere un loop senza fine, con scarse possibilità di essere interrotto, e il fatto che l’uomo in giallo pregusti quello che sta per succedere e che lo definisca ‘la sua parte preferita’ significa che lo ha vissuto più e più volte, come ha vissuto più e più volte l’uccisione di Jim e il tentativo inutile di salvarlo da parte della Julie del futuro.

Anche gli abitanti di Fromville sembrano pian piano avvicinarsi alla verità, molto di più di quanto abbiano fatto nelle prime tre stagioni in cui sostanzialmente navigavano tutti a vista. From è come un gioco interattivo, e prepariamoci perchè stiamo per accedere a un nuovo livello. Sarà divertente, e allo stesso tempo sarà terrificante.

Vincenzo Galdieri