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5 cose che ho pensato dopo aver visto le ultime due puntate di Noi

Noi

Il viaggio di Noi è giunto alla sua fine, per ora. Ebbene sì, per i tanti che hanno apprezzato il remake italiano delle serie tv di Dan Fogelman, non sarà facile dire addio alla famiglia Peirò. Noi è stata senza ombra di dubbio la serie tv italiana più chiacchierata dell’ultimo mese. Divisiva fin dai primissimi minuti, il pubblico di Noi si è inizialmente spaccato nettamente nelle uniche due possibili fazioni, scindendosi in chi l’ha amata e chi le si è strenuamente opposto. Poi, qualcosa è cambiato. Merito dell’abitudine di quel caloroso appuntamento fisso la domenica sera, dove si sa, è il giorno in cui più di tutti abbiamo bisogno di essere cullati. Vuoi che alla fine, pure a essere sempre in contrasto ci si stanca molto di più, Noi è entrata in punta di piedi nelle case degli italiani regalandoci un apprezzato prodotto originale, non originale. La storia di Noi è la storia di This Is Us, ma il taglio della serie tv diretta da Luca Ribuoli è tutto italiano. I mondiali dell’82, Torino, Milano, Roma e Napoli, le canzoni di Mina e quelle di Pino Daniele, molto di Noi ha saputo raccontarci conquistando un passo alla volta anche chi fino a qualche puntata prima giurava che di un remake non si sarebbe mai fidato. Ma eccoci giunti alle ultime due puntate di questa prima stagione: due puntate che, nell’attesa di sapere cosa ne sarà della serie, anche questa volta ci hanno dato da pensare.

1) Mimmo… 💔

Partiamo dal punto dolente, dolentissimo. Chi This Is Us l’ha visto sapeva che questo giorno sarebbe arrivato prima o poi, ma tutti abbiamo desiderato di poter scegliere di affrontare nuovamente questa perdita il più lontano possibile. La realtà però è un’altra, e il finale di Noi ce la schiaffa dritto in faccia, non prima di averci fatto commuovere con una bellissima interpretazione di Napulè di Mimmo – Domenico detto ‘Mimmo’ – sax e voce nel club dove un tempo passava tutte le sue notti. Con voce calda e confortante il canto di Mimmo si spegne in un ospedale napoletano facendo ritorno un’ultima e tristissima volta nella città a cui più si sentì legato nella sua tortuosa vita. Orfano di padre per la seconda volta, Daniele dovrà fare i conti con il suo di passato, mentre a noi non rimane che respirare il rimpianto di un personaggio che purtroppo non potrà più farci ridere, riflettere e commuovere ancora una volta sullo schermo di Noi.

2) ‘Sarò un cane maledetto’

Noi

Ditemi che l’avete pensato anche voi. Nell’esatto istante in cui Claudio pronuncia con solennità la frase ‘Sarò un cane maledetto’, ogni fan di Boris ha avuto un piccolo sussulto sperando che quell’affermazione sia stata tutto fuorché casuale. In onore di Corinna, la c***a maledetta per eccellenza, non possiamo che inchinarci di fronte a una così alta e accurata citazione. E se così non fosse? E se Claudio non sapesse nemmeno chi sia Corinna, o se peggio, non vivessero nemmeno nello stesso multiuniverso, come per un attimo ho voluto immaginare? Ebbene, se così non fosse non diteci niente e per favore, lasciatecelo credere. Lasciateci vivere, ignoranti ma felici in questa metanarrazione della fiction italiana che si spoglia di ogni suo orpello per farsi racconto di se stessa nella più brillante rappresentazione che Boris ha saputo dare all’Italia e alla serialità nostrana. Grazie.

3) Leave Michele alone!

Finalmente! Se per scorgere un briciolo di affetto da parte degli altri personaggi nei confronti di Michele/Miguel, in This Is Us abbiamo dovuto attendere almeno la terza stagione, in Noi ci sono bastate 12 puntate per dare a Michele quel che è di Michele: un po’ di comprensione. Scansato, subissato di critiche al minimo respiro, respinto con livore nella sua proposta di interpretare babbo natale per fare felici le nipotine, Michele dopo 12 episodi vede finalmente la luce. ‘Non è vero che non mi piaci’, non sarà molto ma di certo è già qualcosa. Abituato a passare inosservato preferendo l’indifferenza allo scontro, per la prima volta Michele viene visto, concepito come essere umano in grado di provare emozioni. Come nel 2007 si diceva di Britney: Leave Michele Alone!

4) Alfonso! Tanti auguri ma non ti conosco

Noi

Mamma mia che due c******i sto Alfonso! A sentirne parlare non sembrava neanche male, d’altronde gli intenti di Rebecca erano chiari e arrivisti q.b. da portarla a uscire di casa solo in nome del buon partito a cui Alfonso era fieramente appartenente. Insomma, se la carriera da cantante sta naufragando non rimane che buttarsi tra le braccia del primo ricco che capita: quando il patriarcato chiama, Rebecca non lascia trascorrere nemmeno il tempo di uno squillo che ha già prontamente la cornetta in mano. In un sottofondo sempre più ovattato intanto sentiamo Alfonso parlare di macchine, pistoni e altre cose che la mente ha voluto farmi dimenticare pur di preservare intatti i testi delle canzoni de Il Mondo di Patty, quello sì che è interessante. Arriva però la chiamata giusta e Rebecca può rinsavirsi e tornare alla sua vita cancellando la noiosissima parentesi Alfonso. Torna a cantare, finalmente, e il resto è storia.

5) La nostra storia è appena cominciata

Arrivati a questo punto non possiamo negare che in fondo lo speriamo. Con Daniele e Betta che vogliono adottare un bambino, Kevin che ha ritrovato la sua Sofia e Cate e Teo che dovrebbero convolare a nozze tutto non può che spingerci a domandarci cosa ne sarà dei protagonisti di Noi. Che poi com’è che è morto Pietro? La seconda stagione di Noi ha molto, moltissimo da raccontarci, e potendo attingere al patrimonio di This Is Us di certo non avrà difficoltà a farlo. A rompere il climax di serenità e buoni propositi però ci si mette il passato, quello di Rebecca e Pietro con cui la prima stagione di Noi si è conclusa. Grida, lacrime e una gara a chi la rinfaccia più grossa, Pietro e Rebecca da sempre rappresentati come l’emblema della coppia perfetta, ci mostrano le loro più ruvide crepe, i più profondi e tetri solchi che anche una relazione così piena è riuscita a nascondersi per molti anni prima di esplodere in un impeto che con l’amore non sembra avere molto a che fare. ‘La nostra storia è appena cominciata’ e noi vogliamo proprio sapere come andrà a finire.

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