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Perché Modern Family non invecchia mai

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Phil Dunphy

Per una sitcom familiare non esiste peggior nemico del tempo. Oltre alla fisiologica stanchezza che qualsiasi Serie Tv accusa dopo un tot di stagioni, per questo tipo di show sorge un problema in più. Di natura strutturale. Solo poche Serie riescono a trovare correttivi per sopperire a tale rogna temporale, mantenendo intatta la propria identità. Una tra queste è Modern Family. Per capire meglio a cosa ci riferiamo, partiamo da un esempio.

Venite a conoscenza di un ristorante, ci andate e trovate un menù completamente a base di pesce. La cucina è di vostro gradimento, passate un’ottima serata e da lì in poi tornate sistematicamente a mangiarci.

Anno dopo anno però il menù subisce delle variazioni: a poco a poco diminuisce il pesce e aumenta la carne, fino ad arrivare al punto che la bistecca predomina sulla spigola. Del ristorante di cui vi siete innamorati la prima volta sono rimasti il locale e il personale, ma i piatti serviti, se escludiamo qualche specialità rimasta, sono quasi completamente diversi.

La domanda dunque è la seguente: continuerete a frequentare lo stesso posto o andrete alla ricerca di altri lidi che soddisfino il vostro palato come in passato?

Per le sitcom familiari più longeve succede più o meno lo stesso. Crescendo i personaggi, in modo particolare i pargoli che diventano piccoli adulti, finiscono per cambiare gli ingredienti dell’intero show.

I piatti della precedente metafora sono dunque le storie, che dovranno adeguarsi all’età dei protagonisti più che ai gusti dello spettatore. E questo cambio di rotta non è affatto semplice da gestire come può sembrare. Innanzitutto, è necessario partire da un presupposto fondamentale: la maggior parte del pubblico di sitcom ama lo status quo. La maggioranza ama i tormentoni, conosce nel dettaglio tutto ciò che è lecito aspettarsi nei 20 minuti di messa in onda. Vuole insomma una sola cosa: che la Serie non si snaturi, che non si addentri in territori insidiosi che non le competono, per i quali altre Serie sono deputate a farlo. Uno dei motivi per i quali ne I Simpson, e in generale nelle Serie animate, Lisa e Bart non crescono mai.

Restando sul live action e su Modern Family, provate a pensarci un attimo. Cosa ne sarebbe dello show se perdesse parte della sua spensieratezza?

Modern Family

Se si inserisse ad esempio un elemento di contrasto permanente tra due personaggi? O peggio, se una delle coppie storiche tra Phil e Claire, Jay e Gloria, Mitch e Cam decidesse di divorziare? Tutto equivarrebbe a minare le fondamenta dello stesso show, rischiando di farlo sgretolare come un castello di carta. I fan in primis si rivolterebbero in massa e questo perché nelle sitcom nessuno ci tiene più di tanto a rimanere spiazzato. Non si cerca afflizione troppo a lungo, si vuole prima di tutto ridere e stare bene. Entro la fine dell’episodio tutto deve tendere all’equilibrio, magari con una morale esplicita per mettere i puntini sulle i. Curare la storia orizzontale va bene, ma quest’ultima non può essere troppo ardita in determinati prodotti. È quella verticale ad avere la precedenza.

Tutto ciò, badate bene, non è un limite del genere, è un suo punto di forza. Il fatto che non possano succedere colpi di scena che vadano oltre la durata di un episodio, non sminuisce la sitcom rispetto al drama. È semplicemente un suo elemento ontologico. Sarebbe come chiedere a una soap di dare un taglio agli intrecci amorosi.

Come fare dunque a costruire storie basate sul nuovo range di età dei protagonisti, senza rischiare di contaminare la personalità stessa della Serie? Modern Family ha dimostrato di saperlo fare. Di di saper invecchiare.

Siamo giunti alla nona stagione di questo autentico capolavoro, e anche se la prossima stagione potrebbe essere l’ultima, lo smalto sembra ancora quello dei tempi migliori. Già questo di per sé è incredibile, non solo per la freschezza delle gag di parola che ancora abbondano e divertono gli affezionati, ma soprattutto per la qualità delle storie. Le storie appunto, i piatti del menù che per causa di forza maggiore devono cedere il passo ai nuovi.

Ripensate un attimo alle prime puntate e alle prime stagioni di Modern Family. A oggi, con gli attori di Manny, Alex, Luke e Haley giunti chi prima chi dopo al ventesimo anno di età, sarebbe impossibile riproporre le stesse pietanze.

Il pranzo delle prime annate solitamente era più o meno questo. Antipasto leggero per illustrare le tre storyline dei tre rami della famiglia, spaghettata di intrecci multipli tra di esse e, per finire, gran frittura mista di tutti i personaggi riuniti sotto lo stesso tetto.

Capite bene quanto sia più difficile adesso trovare delle motivazioni plausibili che spingano dei ventenni a trascorrere gran parte del loro tempo con gli zii e con i nonni.

A differenza di altre sitcom familiari, in cui le storyline viaggiano ognuna per il proprio binario, in questi anni la forza di Modern Family è stata proprio la coralità di quest’ultime. L’unità di questa folle, apparentemente incompatibile, famiglia allargata.

Nelle prime stagioni, anche se per tutto l’arco della puntata ognuno si faceva i fatti propri, alla fine con una serata da Jay tutti i nodi venivano al pettine. Finché si è avuto a che fare con dei bambini, il problema non si è posto. Una volta cresciuti tutti, con i soli Lily e Joe rimasti pargoli, come si può fare a riunire la famiglia coniugando gli interessi e gli impegni di ognuno?

Gli autori di Modern Family ce l’hanno fatta. Sono stati capaci di gestire al meglio le nuove vicende dei loro giovani protagonisti e di rinnovare e rinverdire quelle dei loro vecchi. Mantenendo alcune amate tradizioni.

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Per quanto riguarda i ragazzi, nonostante abbiano tutti terminato il liceo, le loro vite proseguono ugualmente a stretto contatto con i loro cari. Senza forzature di sceneggiatura alcuna, tutti continuano a orbitare più o meno costantemente nelle loro case. Le loro vicende sono contraddistinte dalle classiche turbe dei giovani della loro età: incertezza su ciò che gli riserverà il futuro, insicurezza nelle proprie capacità, primi fallimenti e primi traguardi. Saranno cresciuti e un po’ più trasgressivi, ma in fondo rimangono le stesse adorabili piccole pesti che abbiamo imparato ad amare in questi nove anni.

Venendo ai vecchi invece, pericolo scongiurato di vedere uno sconsolato Phil aggirarsi sull’hoverboard in una casa vuota. I suoi folli progetti continuano, con Luke spesso e volentieri al suo fianco. Pur chiedendosi sempre se non siano un po’ troppo grandi per certe sciocchezze. Claire a sua volta è sempre più presa dal lavoro, con la pesante eredità di Jay da gestire e il costante timore di non essere alla sua altezza. Ma con la scorza dei Pritchett ad aiutarla a barcamenarsi tra carriera e famiglia. Mitch e Cam proseguono la vita di sempre, tra bisticci e contese esilaranti. Anche loro sempre a chiedersi se siano troppo giovani o troppo vecchi per fare ancora determinate cose.

Chi forse ha il “nuovo” ruolo più interessante di tutti è Jay. Dopo una vita dedicata ai suoi preziosi armadi, si trova per la prima volta alle prese con ciò che significa davvero essere padre (motivo per cui abbiamo immaginato questa sua lettera). D’altronde, il tempo libero da pensionato va impiegato in qualche modo, anche se non mancano di certo i consueti battibecchi con Gloria e Manny.

La risposta alla domanda iniziale in fondo è questa. Se la qualità è rimasta intatta, al netto dei cambiamenti, probabilmente continueremo a mangiare in quel ristorante.

Perché Modern Family negli anni si è evoluta, magari non in meglio e con qualche acciacco fisiologico, ma tenendo fede alla ricetta del proprio successo. Farci ridere cioè, con grande umanità, della quotidianità di una famiglia particolare. La più lontana dai nostri canoni, ma solo apparentemente. Nei fatti è stata, e lo è tuttora, la più dannatamente simile alla nostra.

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Written by Andrea Scoppetta

Di solito quando scrivo non faccio che usare parole come pasghetti e mopodori, faccio continui riferimenti minacciosi e immotivati all'ONU e alla fine non faccio che ripetere vaffaflanders e altre cose che non posso dire.
Anche simpaticamente.

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