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MobLand 2×06 – La Recensione: la caduta di Saigon

MobLand

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di MobLand!!

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“Sembrava la caduta di Saigon”. Abbiamo capito che a Conrad Harrigan piacciono le metafore storiche, perché ogni volta che si presenta un punto di svolta nella guerra contro Frankie Cooper e Kat McAllister tira fuori dal suo repertorio un paragone con un evento storico militare di una certa portata. Quello che è successo in MobLand 2×05, l’episodio della scorsa settimana, per Conrad è paragonabile alla caduta di Saigon, la battaglia che pose fine alla Guerra del Vietnam negli anni ’70. Il paragone è iperbolico, come tutto ciò che Conrad pensa o fa. Ma la fuga frettolosa degli Harrigan a bordo di un elicottero in piena notte ricorda quella degli americani dal Vietnam del Sud alla fine della guerra.

In quel caso, i vietnamiti del Nord ponevano fine a una guerra che aveva logorato e spaccato il Paese, scacciando gli americani e unificando lo Stato. Nel caso degli Harrigan invece, la guerra non è ancora finita. Anche se i segnali di impazienza da una parte e dall’altra si fanno sempre più palesi. Dopo l’assalto alle Cotswalds, la famiglia decide di convogliare tutta a casa della madre di Seraphina. La giovane Harrigan, smascherata da Harry, confessa di aver contattato Kat per tradire la famiglia (anche se continua a mascherare le intenzioni reali che l’hanno spinta a farlo). Ora gioca a carte scoperte e, per assicurare la sopravvivenza a se stessa e agli Harrigan, propone a suo padre un accordo inedito, che consentirebbe al clan di ampliare i propri orizzonti.


Harry Da Souza
Luke Varley/Paramount+

Conosciamo già piuttosto bene fin dove possa arrivare l’ambizione di Seraphina.

Al contrario dei suoi fratelli, la giovane Harrigan sa benissimo cosa vuole e crede di sapere anche come ottenerlo. Convince così Conrad ad atterrare a casa di sua madre per proporre alla famiglia un accordo con il suo patrigno, una figura che si muove tra filiera diplomatica e mondo criminale avendo agganci dappertutto. L’idea potrebbe stuzzicare Conrad e dare nuovo slancio agli affari della famiglia, eppure al vecchio boss non piace allargare i propri orizzonti. Conrad resta in tutto e per tutto un tipo profondamente old school, a cui di certo le novità e il progresso non sono graditi. Così Seraphina incassa la sua sconfitta, ma almeno per il momento ha salva la vita.

A convogliare nella nuova residenza, ospiti della madre di Seraphina (vecchia fiamma di Conrad) sono proprio tutti gli Harrigan, compresi Eddie, Gina e ovviamente Harry Da Souza. Credevamo che le esperienze vissute da Eddie lo avessero portato a crescere e maturare come personaggio. Invece, dopo il disastro con Medusa in Irlanda, fa ancora una volta la figura dello sbarbatello davanti alle pressioni di Maeve. Chi invece sta iniziando a prendere consapevolezza del mondo che la circonda è Gina, che dopo aver assistito a una strage di uomini (e dopo aver rischiato la vita), inizia a comprendere che il gioco nel quale si stava buttando è in realtà un massacro perverso troppo più grande di lei.

Questa sesta puntata di MobLand ci mostra un riavvicinamento tra padre e figlia.

Gina in MobLand 2
Paramount+

Dopo lo shock vissuto la notte precedente in Irlanda, la giovane Gina sente il bisogno di trovare conforto nelle braccia di suo padre. Harry Da Souza ha sperimentato il suo limite. Per gli Harrigan è stato sempre disponibile a fare qualsiasi cosa. Mentire, fare il doppio gioco, buttarsi tra le fiamme, darsi in pasto ai nemici più pericolosi, uccidere, tradire. Non c’è niente che Harry Da Souza non avrebbe fatto per gli Harrigan. Ma adesso anche lui ha scoperto c’è un confine che non sarà mai disposto a valicare, nemmeno per la sua “seconda” famiglia: Gina. I fan di certo avranno provato una certa goduria nel sentirgli pronunciare le minacce contro Maeve (che sembra condurre “Scortesie degli Ospiti”). Se metterà ancora una volta in pericolo la vita di Gina, Maeve morirà. E c’è da fidarsi di Harry Da Souza. Questo è stato senza dubbio il passaggio più soddisfacente di questa MobLand 2×06.


Ad alzare la tensione però, ci ha pensato anche Jan, che è sempre alla ricerca della sua indipendenza. Donnie (il fuffaguru delle nostre Pagelle) aveva il compito di portarla da Frankie Cooper (il personaggio che serviva a questa serie per brillare ancora di più) ma, mai come questa volta, Jan gioca d’astuzia e si presenta a casa del suo finto spasimante per ammazzarlo. Questa è la scena con cui si chiude il sesto episodio di MobLand 2, con ripercussioni pesanti sul già fragile personaggio di Jan. Un’altra cosa che non si può fare a meno di notare, in questa prima parte di MobLand 2, è la parabola discendente di Kevin. Dopo che nel finale della scorsa stagione aveva avuto un sussulto di indipendenza e uno scatto di orgoglio, in questa seconda parte il personaggio di Kevin è andato incontro a una lenta involuzione.

Ogni volta che lo abbiamo visto in scena ha finito per adeguarsi a decisioni già prese da altri.

Paddy Considine in MobLand 2
Paramount+

L’indifferenza con cui lo tratta suo padre, l’ostilità che gli mostra Eddie e la freddezza con cui lo accoglie ogni volta Bella lo demoralizzano e lo umiliano come personaggio. Kevin è un uomo sempre più chiuso in se stesso e non sappiamo se questo suo essere marginale sia una preparazione a un suo scatto d’orgoglio futuro o se sia solo un errore di scrittura che ha penalizzato poco alla volta il suo arco narrativo. Ci sono ancora un paio di episodi per chiarirlo, per cui attendiamo prima di dare giudizi frettolosi.


MobLand 2×06 ha comunque concesso una pausa dalla guerra. A parte il cliffhanger finale di Jan, non c’è stata molta azione in questo episodio. Sono cambiati lo scenario e lo stile dei personaggi. Non più la Londra grigia e opprimente, nella quale ci si muove con una certa eleganza. Ma uno scenario più caldo, immerso nelle tonalità chiare del sole e delle residenze di mare. Lo stile di Harry si adegua al posto, come pure quello di Conrad. MobLand è una serie che cura molto la parte estetica, soprattutto nell’abbigliamento dei personaggi, che è sempre ricercato e mai sciatto. Pur essendo brutale e un po’ stravagante, MobLand ha uno stile piuttosto raffinato. E anche dal punto di vista estetico, sottolinea spesso una differenza tra i personaggi della vecchia guardia – curati, eleganti – e le nuove generazioni – più trasgressive e a volte un po’ kitsch.

Jan nel cliffhanger finale
Paramount+

Il suo essere un’opera sopra le righe si riflette in ogni ambito, dalla scrittura dei personaggi al loro abbigliamento.

Come dicevamo, MobLand 2×06 non è stato un episodio carico di azione. Ma ci ha presentato diversi confronti tra personaggi che potrebbero segnare un punto di svolta nelle puntate successive. Le minacce di Harry a Maeve, la decisione finale di Jan di uccidere Donnie, l’apertura di Gina verso suo padre e la sconfitta di Seraphina sono eventi che avranno ripercussioni da qui alla fine della stagione. Ciò che ci preme di più è scoprire quale destino è stato riservato al personaggio di Kevin. La prima stagione aveva seguito il suo arco narrativo dedicandogli molto più spazio e sarebbe un peccato renderlo una pedina marginale nel grande scacchiere dí MobLand.

La caduta di Saigon fu una delle più pesanti disfatte militari degli Stati Uniti. L’esodo massiccio del personale civile e diplomatico, ammassato in tutta fretta su aerei di emergenza, è l’immagine lampante di una sconfitta schiacciante, che ha avuto le sue ripercussioni nella politica interna degli USA. Come abbiamo già notato, a Conrad piacciono i paragoni storici, ma non è un grande conoscitore dei fatti. Perché, se così fosse, la fuga dalle Cotswalds rappresenterebbe la sconfitta definitiva degli Harrigan. Invece, a quattro puntate dal finale, immaginiamo che abbiano ancora qualche cartuccia da sparare.