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Ma quindi Maniac è finito bene?

Maniac

Attenzione questo articolo contiene spoiler

Molte domande, poche risposte. Mai come in questo caso tale flagello ben si sposa con una delle serie tv più discusse dell’ultimo periodo. Maniac è immaginazione, ricordi, desideri e dolore. Un incauto gioco negli abissi celati della mente. Un enigma da risolvere, un puzzle da rivelare. Una confusione costante, la quale accompagna la stessa confusione vissuta dai protagonisti. Nella fattispecie è l’ambiguità l’elemento chiave, nella sua massima espressione nel finale di stagione.

Owen è finalmente libero, privo delle catene da lui stesso imposte. Libero da una società in grado di non poter capire completamente il suo disagio. Uno scherzo della vita: “follia”. È la parola usata dal mondo per descrivere la sua precaria capacità di adattamento sociale. Tuttavia cos’è la follia? In Maniac è onnipresente, il suo timbro è percepibile in ogni gesto, scena o parola. Nell’atto finale Owen fugge, pervaso da un gesto di pazzia estrema: definitiva. La morsa del sentimento sblocca in lui quel tassello conclusivo che, insieme ad Annie, può renderlo “normale” nel suo sofferto disagio.

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I due protagonisti viaggiano in macchina, sorridono, possono ricominciare. Un capitolo è stato chiuso e le luci del tramonto serrano il sipario di una storia che li ha cambiati, marchiati nel cuore. Una storia che li ha visti maledetti per tanto tempo, forse troppo. Il motore ruggisce divorando una strada incerta ma nuova, satura di speranze e desideri. Una strada in grado di poter finalmente rendere Owen e Annie liberi, privi di catene e di demoni. Ed è a questo punto che il cerchio si chiude e nei titoli di coda un frame di pochi secondi apre le porte all’ultima delle speculazioni. L’ultimo grande enigma di un teatro dell’assurdo moderno.

L’immagine dei due animali guida di Annie e Owen, rispettivamente il cane e la poiana. Entrambi persi nelle loro memorie, distrutti nella loro realtà. Causa scatenante di due pretesti differenti ma paralleli, sia per Annie che per Owen. Pretesti che porteranno i due a incontrarsi e combattere i propri demoni. In questa immagine è racchiusa la più importante ed essenziale forma di speculazione soggettiva la quale colpisce in pieno petto. Una sciabolata inaspettata che riapre la partita e stimola domande. Prima fra tutte: Maniac è protagonista di un giusto finale?

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Difficile da definire. Da un punto di vista puramente oggettivo la risposta è positiva: i due protagonisti hanno compiuto la loro missione, sono cambiati e hanno combattuto per un nuovo inizio. Tuttavia se la questione viene analizzata da un punto di vista soggettivo e interpretabile, il tema dell’ambiguo, come anticipato in precedenza, torna forte e prepotente, aprendo le strade a più ipotesi.

Due in particolare le idee associative al finale aperto. La prima è incentrata su un aspetto prettamente simbolico. Nessuna speculazione, nessun significato nascosto, tale idea si sposa perfettamente con il punto di vista oggettivo, nei confronti di una trama conclusa senza alcun punto di domanda. La seconda è completamente riflessiva, un’idea in cui il cane e la poiana rappresentano molto più di una simbologia. Gli animali diventano così il ritratto di una realtà indistinguibile dalla finzione. Un mondo in cui la simulazione è stata talmente radicale da renderli ciechi e assuefatti, schiavi eterni del progetto a cui si sono affidati. In tal caso sarebbe un finale positivo? Anche in questo caso è importante analizzare la questione con i giusti parametri.

Maniac

Vivere eternamente in un sogno, una fantasia creata ad hoc, dove puoi essere ciò che vuoi, permette nella tua schiavitù e finzione di poter essere felice. Una vita priva di rancore, rimpianto, dolore e tragedia. Una vita completamente ideata su misura, una corazza psicologica del tuo inconscio il quale prova a difendere il tuo equilibrio nel migliore dei modi. Tuttavia tale finale renderebbe vano lo scopo dei protagonisti e l’evoluzione che essi han dovuto affrontare nel corso della loro terapia.

Maniac non sarà rinnovata per una seconda stagione poiché pensata e scritta come serie auto conclusiva. Alla luce di questo rispondere alla domanda iniziale risulta facile. Maniac finisce nel miglior modo possibile. Lo show mostra infatti allo spettatore un finale oggettivo e un finale soggettivo i quali insieme forniscono gli strumenti adatti e necessari a far presa su ogni aspettativa del pubblico. Inoltre, l’aspetto soggettivo permette interessanti speculazioni, intricate riflessioni, degne conseguenze di una serie incentrata sulla mente.

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Written by Enrico Zicari

Studio archeologia a Roma. Questo è il menù sulla carta, ma quello vero è un calderone scoppiettante di passioni, tra le quali, la scrittura e le serie tv, con le quali posso "viaggiare" anche quando non ne ho l'occasione.

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