Vai al contenuto
Home » Mad Men » 15 dettagli maniacali che dimostrano ancora una volta quanto sia straordinaria Mad Men

15 dettagli maniacali che dimostrano ancora una volta quanto sia straordinaria Mad Men

mad-men-episode-1

4) Scrivanie curate nel minimo dettaglio

Mad men
Mad Men (640×358)

Lo capiamo fin dal primo momento in cui facciamo il nostro ingresso nella Sterling & Cooper. Qui nulla è fuori posto e nessun angolo del set è stato trascurato. Quando vediamo Elisabeth Moss entrare nell’agenzia pubblicitaria un po’ spaesata e quando la vediamo incontrare per la prima volta il personaggio interpretato da Jon Hamm, non possiamo non fare caso all’ordine che regna sovrano in quelle sale. Ogni creativo, ogni membro più importante dell’agenzia ha una segretaria e la scrivania di ciascuna è stata curata nei minimi dettagli, affinché tutto sembrasse reale e permettesse al pubblico di immedesimarsi. Tutte le impiegate hanno un vecchio Rolodex, ovvero un tipo di schedario in uso fino all’inizio degli anni Novanta, che è stato appositamente riempito di nomi, indirizzi e recapiti telefonici. Inoltre, ogni tavolo è stato decorato con note, appunti, fogli formattati e compilati appositamente per la serie. L’impressione doveva essere quella di un ufficio sempre in movimento, di una frenesia quotidiana che serviva a replicare alla perfezione anche gli ideali della società instancabile di quegli anni.

5) Il fil rouge che collega più episodi di Mad Men

Meditations in an Emergency
Meditations in an Emergency (640×396)

Per la prima volta nell’episodio 2×01 della serie (Nuovi, giovani e creativi), incontriamo il testo del poeta Frank O’Hara, intitolato Meditations in an Emergency, del 1957. Il personaggio interpretato da Jon Hamm osserva un uomo in un bar che ha tra le mani questo volume e ne è irrimediabilmente attratto. Decide di prenderlo e viene attratto dalla poesia Mayakovsky, inserita nella raccolta e ne trascrive alcuni versi: Now I am quietly waiting for / the catastrophe of my personality / to seem beautiful again, / and interesting, and modern.

PUBBLICITÀ

Don percepisce che una crisi è vicina, una crisi individuale e una crisi storica, e non è infatti un caso che il libro torni ancora nell’episodio 2×12 e, poi, nel finale di stagione. Quest’ultimo, infatti è proprio intitolato Meditations in an Emergency (in italiano tradotto con Rivelazioni) e affronta la crisi missilistica di Cuba del 1962. In un episodio in cui tutti sono messi di fronte alle conseguenze delle proprie menzogne e sono costretti ad affrontarle, la crisi è avvenuta e le parole di O’Hara si rivelano più vere che mai, soprattutto se si pensa che possono essere anche un riferimento al destino di Don Draper nel finale della serie.

6) Il disastro della Mohawk

mohawk mad men
Mohawk Airlines (640×372)

Siamo nel secondo episodio della seconda stagione quando un tragico incidente aereo coinvolge la Mohawk Airlines e il padre di uno dei personaggi principali della serie (Pete Campbell) perde la vita durante la traversata. A questo punto, per la Sterling & Cooper che rappresenta la multinazionale si pone un problema: continuare a pubblicizzare la Mohawk oppure abbandonare la nave (in questo caso l’aereo) prima che affondi definitivamente? Don Draper e i suoi colleghi, alla fine, optano per questa seconda alternativa. Ed è proprio qui che Matthew Weiner ha nascosto un altro incredibile dettaglio. Quando a fine episodio Don è da solo, seduto in un ristorante davanti al suo immancabile bicchierino, una musica rende vibrante l’atmosfera. È una canzone intitolata Sukiyaki e a cantarla in origine è il giapponese Kyū Sakamoto, morto il 12 agosto 1985 proprio a causa di un incidente aereo. Nel suo caso a precipitare non è stato un volo della Mohawk Airlines ma della Japan Airlines. Un omaggio che ha scaldato il cuore a molti spettatori.

Pagine: 1 2 3 4 5 6