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9 promettenti Serie Tv che sono state rase al suolo dalla critica

Quali sono gli ingredienti perfetti per una bella serie tv? Forse un regista carismatico e brillante come Woody Allen? O magari un cast degno di nota in cui spiccano nomi come Steve Carell o John Malkovich? Si va sul sicuro usando effetti speciali degni di un grande supereroe Marvel? Oppure è meglio puntare sull’originalità di qualche produzione italiana, che si affaccia in maniera ancora fresca al mondo delle serie tv, tipo Luna Nera? Difficile prevedere a cosa il pubblico riuscirà ad appassionarsi, ma anche cosa la critica promuoverà a pieni voti, sopratutto perché delle volte le due opinioni sono diametralmente opposte.

A ogni nuova uscita la critica arriva puntuale, anzi delle volte anche un po’ in anticipo, con il suo verdetto. Quello del critico è un mestiere a cui spesso si guarda con una certa invidia. Essere pagati per dare un voto al filetto alla Wellington di Gordon Ramsay è una posizione desiderabile, ma va senz’altro ricordato che a qualcuno è toccato anche recensire i cinepanettoni dal ’90 ad oggi, situazione decisamente meno allettante. Tuttavia questa è l’opinione che conta, questa è la persona che ad un buon gusto personale unisce conoscenze e strumenti utili per sancire o meno il successo di un opera. Sua è la parola definitiva. O quasi.

Nell’epoca dei social infatti, ad ognuno è stato democraticamente permesso di esprimere la propria opinione e quindi, per quanto si riconosca l’importanza della recensione di un esperto, lo spettatore gioca un ruolo fondamentale nella buona riuscita di una serie tv.

Qualche volta, fra pubblico e critica ci sono state delle gigantesche divergenze di opinione. Nel mondo del cinema, per esempio, ci sono stati degli episodi eclatanti di grandi abbagli presi dagli addetti ai lavori, che hanno bocciato senza pietà opere come Shining, L’esorcista o Apocalypse now, senza riuscire a prevedere sarebbero diventati dei veri e propri cult. Altre volte però, bisogna ammettere che la critica ci aveva avvertito, mettendoci in guardia da opere tanto attese quanto deludenti.

É un rapporto strano quello fra pubblico e critica perché, per quanto ci risulti un po’ antipatica e qualche volta polemica, non riusciamo ad esimerci dall’andare a leggere l’opinione di chi è ferrato in materia e proviamo un gusto quasi sadico nello scoprire che qualche serie viene brutalmente stroncata, sopratutto se molto attesa (ancora meglio se un po’ ce lo aspettavamo).

A questo proposito ecco nove esempi piuttosto emblematici

1 Crisis in six scenes

Quando il mondo del cinema e quello delle serie tv si incontrano le aspettative sono sempre altissime. E non potrebbe essere diversamente quando ci vengono promessi sei episodi scritti, diretti e interpretati da uno dei più grandi registi dei nostri tempi, Woody Allen. Ma Amazon era stata avvisata della possibile disfatta dallo stesso Allen che, prima dell’inizio delle riprese, aveva ammesso di aver avuto qualche difficoltà nella stesura della sceneggiatura, di essere un po’ a corto di idee. La trama verte su un parallelismo tra una famiglia medio borghese, che vede stravolto il suo piccolo mondo dall’arrivo di un ospite inatteso, e gli sconvolgimenti nella società americana degli anni sessanta, alle prese con la guerra del Vietnam. L’idea, l’ambientazione e la fotografia potrebbero anche essere interessanti, ma la critica si dimostra inamovibile, bocciando senza pietà l’opera del grande regista. Crisis in six scenes viene definita quasi inguardabile, priva di spunti interessanti, un insieme di chiacchiere noiose. Giudizi francamente eccessivi, ma sembra proprio che non sempre chi ha talento per il cinema poi riesca ad esprimersi sempre con altrettanta efficacia anche nel linguaggio delle serie tv. La serie è stata ideata per esaurirsi in un’unica stagione, e va bene così. Rimane comunque il grande coraggio di Allen di essersi messo in gioco e averci almeno provato.

2 Luna nera

Luna Nera

Luna nera è la prima serie fantasy completamente prodotta in Italia. Le premesse erano buone: la sceneggiatura è ispirata ad una trilogia letteraria di un certo successo, il cast è composto principalmente da donne e l’intento è quello di lanciare un forte messaggio femminista, inoltre la resa scenica e i costumi sono coerenti e d’atmosfera. La serie parla principalmente di una storia d’amore impossibile ai tempi della caccia alle streghe e, sebbene l’ambientazione sia molto suggestiva e il messaggio importante, la serie non viene certo risparmiata da aspre critiche. Le attrici sono brave, ma risultano forse un po’ teatrali, così la recitazione appare troppo enfatizzata e drammatica. Anche la storia a tratti risulta poco convincente, sembra che per buona parte degli episodi non avvenga un granché e che si punti tutto solo su un effetto sorpresa finale. Luna Nera è giudicata dalla critica, nell’insieme, un prodotto mediocre, ma costituisce un importante precedente nella produzione di serie tv italiane che per la prima volta è affidata a mani esclusivamente femminili. Sono forti le donne che difendono la loro libertà all’interno della serie e sono forti le donne che si sono adoperate nella creazione di un progetto a suo modo rivoluzionario. Luna Nera parla di questo: donne di oggi e di un tempo passato che lottano per liberarsi da ogni discriminazione. Forse non avrà convinto la critica, ma comunque riesce a mandare un messaggio forte e chiaro.

3 Curon

Curon

E dopo Luna Nera, un’altra serie italiana finisce in questo triste elenco. L’uscita di Curon è stata anticipata da titoli quasi sensazionalistici. Per la prima volta una produzione completamente italiana viene accostata a grandi nomi, tanto da venire definita la Dark nostrana. Curon si propone come un thriller pieno di suspense, un horror ansiolitico, una serie colma di mistero e misticismo. Ad aumentare le aspettative ci si mette anche il fatto che pare ispirata ad eventi realmente accaduti e che la suggestiva immagine del campanile che emerge dall’acqua sia reale, e sia possibile ammirarla dal vivo proprio nel paese di Curon Venosta, vicino a Bolzano. Questa è la storia della scomparsa di una donna, Anna, e dei suoi due figli gemelli che cercheranno in tutti i modi di ritrovarla. Nel farlo si scontreranno con un mondo chiuso e ostile, in cui i confini fra leggenda e realtà sono molto labili. Purtroppo però dopo la visione la serie non risulta all’altezza delle aspettative e, in maniera particolare, la critica si accanisce contro i dialoghi raffazzonati e la recitazione stentata. Si salva solo l’ambientazione, che però non è sufficiente a garantire a questa serie il giusto livello di inquietudine. Un horror che non turba lo spettatore purtroppo non è un horror pienamente riuscito e Curon finisce per essere ricordata soprattutto per l’amaro in bocca che ci ha lasciato.

4 Space Force

Space Force

Gli amanti di The Office (e non solo) avevano aspettative alle stelle per questa nuova serie creata e interpretata da Steve Carell. E dato il cast, si sperava in qualcosa di brillante e divertente, in una comicità intelligente, come quella a cui ci ha abituato proprio John Malkovich in Burn After Reading. L’idea di base della serie viene da una dichiarazione (vera) rilasciata dall’allora presidente Trump che desiderava costituire una nuova forza armata volta alla conquista dello spazio. Carell coglie la palla al balzo e crea una serie dal chiaro intento satirico, di cui la politica americana è la assoluta protagonista. Purtroppo la serie non incontra i favori né del pubblico né della critica che la accusa di non decollare mai veramente. Le battute davvero spassose sono pochissime. Non si è badato a spese per ambientazioni e costumi, ma in realtà tutto si riduce quasi ad una sitcom che non fa ridere e che quindi perde proprio il senso di esistere. Peccato, l’idea era buona e i fan non vedevano l’ora di poter nuovamente vedere Steve Carell in azione sul posto di lavoro. Fortunatamente possiamo ancora sperare in un miglioramento nella seconda stagione, attualmente in produzione.

5 Terra Nova

Terra Nova

Terra Nova è un progetto che vede di nuovo in piedi il binomio dinosauri- Spielberg. Chiunque sia stato un bambino negli anni novanta è andato in visibilio all’idea di poter rivivere le avventure di Jurassic Park e non vedeva l’ora di perdersi in verdi distese pianeggianti in compagnia di un brontosauro. Progetto ambizioso con una trama ambiziosa: date le cattive condizioni ambientali del nostro pianeta, una famiglia accetta di tornare nel passato per poter cambiare il futuro dell’umanità. L’idea sembrava ottima e Fox non ha badato a spese nella sua realizzazione, ma purtroppo tutto questo non è bastato. La critica si è improvvisata T-Rex e l’ha divorata. Terra Nova è stata definita noiosa, piatta, una storia senza conflitti né trama. Una specie di casa nella prateria ambientata fra i dinosauri. Gli effetti speciali sono l’unico punto a favore di questa serie, che però riduce i dinosauri ad un semplice corollario con buona pace del bambino emozionato in ciascuno di noi. Terra Nova inoltre è stato davvero un salasso per i produttori, solo il pilot è costato circa 14 milioni di dollari il che, abbinato agli scarsi ascolti, ne ha deciso la definitiva cancellazione. Con grande dispiacere bisogna ammettere che ancora una volta, cinema e serie tv non sempre parlano la stessa lingua.

6 Iron Fist

Iron Fist

Il mondo Marvel sembra essere una vera e propria macchina sforna successi. I film sono campioni di incassi, i gadget si sprecano, i cosplayer non si contano, i fumetti sono considerati pezzi da collezione e anche le serie tv sono sempre state piuttosto seguite. Insomma bambini di tutte le età ancora amano i supereroi. Scontato quindi che Iron Fist fosse molto atteso fra i fan del genere. È la storia del piccolo Danny che, dopo essere rimasto orfano di entrambi i genitori, viene cresciuto in un tempio di monaci esperti di Kung Fu. Dopo quindici anni in cui nessuno sapeva che fine avesse fatto, quel bambino, ormai adulto, torna a New York, deciso a far luce sul suo passato. Dire che la critica l’ha rasa al suolo è un eufemismo. Iron fist viene considerata una delle peggiori serie di tutti i tempi: è stata definita poco originale, priva di contenuti interessanti, con un protagonista inadeguato e in generale una scopiazzatura della più fortunata Arrow. Il pubblico però ci crede, subisce ancora il fascino del supereroe, e Iron Fist riesce a strappare ai produttori una seconda stagione. Nonostante la seconda chance però, la critica non cambia idea, cosa che invece farà il pubblico, che smette di appassionarsi alla storia e la condanna alla cancellazione definitiva.

7 Freud

Freud

Se Luna Nera ha costituito un precedente interessante per la serialità italiana, Freud lo è stato per quella austriaco-tedesca. Questa infatti è la prima serie realizzata da una casa di produzione austriaca a venire presentata al festival del cinema di Berlino. L’idea era affascinante: unire la psicoterapia al misticismo, l’ipnosi e le sedute spiritiche. Inoltre Freud è un prodotto ben confezionato: i costumi, l’ambientazione, perfino la lingua parlata è molto coerente con l’epoca in cui è ambientata la serie. Ma le cose positive finiscono qui. Purtroppo la critica non l’ha apprezzata fino in fondo, considerandola ben poco equilibrata. Sigmund Freud infatti, si troverà ben presto coinvolto in alcune indagini per omicidio, che lo vedranno trasformarsi da padre della psicanalisi, in una teutonica versione di Sherlock Holmes. La parte più esoterica prende il sopravvento, snaturando quasi del tutto l’intenzione iniziale e allontanando moltissimo il personaggio di Freud da una benché minima somiglianza alla reale figura storica. Il pubblico si lascia incuriosire da questo strano miscuglio di thriller, horror, psicologia e spiritualismo, che porterà Freud ad essere una delle serie più viste su Netflix a pochi giorni dal suo rilascio. Purtroppo però sembra che nessuno ne esca veramente colpito e l’alone di mistero che si respira durante gli otto episodi circonda anche le sorti della serie stessa, che non è stata né rinnovata, né cancellata.

8 Penny Dreadful City of Angels

Croce e delizia di tutti gli amanti delle serie tv, gli spin-off costituiscono sempre una mossa molto pericolosa. Da una parte c’è l’euforia per il proseguo parallelo di storie potenzialmente interessanti, a cui un po’ ci siamo già affezionati. Dall’altra c’è la possibilità più che concreta di incorrere in una disfatta totale. E se la serie originaria è Penny Dreadful, horror di successo con una grande ambientazione e un grande cast, eguagliarne il livello diventa arduo. Lo spin-off, Penny Dreadful City of Angels, purtroppo è stata una profonda e bruciante delusione. Cancellata la Londra vittoriana, eliminati i rimandi illustri alla letteratura horror e orfani anche di Eva Green, rimane ben poco a cui entusiasmarsi e infatti pubblico e critica si trovano piuttosto allineati nel non apprezzare questa serie, che viene condannata a morte dopo appena una stagione. In aggiunta, sebbene la quota horror sia tenuta in piedi da antiche leggende popolari messicane, sette religiose e dall’ombra incombente del nazismo, l’assolata California non aiuta ad entrare nella cupa atmosfera a cui il genere ci ha abituato. In generale la serie non ha lo stesso fascino di quella da cui dice di prendere spunto, tanto che sembra quasi del tutto slegata. Forse sarebbe stato meglio considerarla una storia a sé invece che uno spin-off, perché la vera rovina di Penny Dreadful City of Angeles è di non essere in alcun modo all’altezza della precedente.

9 Cursed

Netflix

Come Luna Nera anche Cursed vede come protagonista una forte figura femminile. Come Luna Nera anche Cursed non si salverà del tutto dalla pesante opinione della critica. La storia è quella della guerriera Nimue ( interpretata da Katherine Langford, giovane attrice già vista in 13 reasons why), decisa a salvare il suo popolo grazie, soprattutto, alla sua alleanza con un mercenario dal nome illustre, Artù. La critica ritiene che la serie non brilli per originalità, l’attrice principale non sia ancora all’altezza di un’eroina così potente e che in realtà nemmeno i villain presenti siano dei personaggi ben delineati. In realtà il progetto nasce da un’idea piuttosto buona: la serie si permette una lettura molto fantasy del ciclo arturiano, ma con dei messaggi di fondo ancora attualissimi. Il fanatismo religioso, la distruzione della natura, gli orrori della guerra, tutti argomenti ancora molto discussi che vengono raccontati in Cursed anche in maniera quasi brutale, tradendo un po’ il target Young Adult a cui sembrava destinata. La serie forse non è perfetta, ma nemmeno da buttare. La sua prematura cancellazione rivela che forse sono tempi duri per questo genere, dopo che Game of Thrones ne ha alzato l’asticella qualitativa a livelli inimmaginabili e così anche per Cursed “winter has come”.

Sembra impossibile decidere quali possano essere gli ingredienti fondamentali per ottenere una serie tv di successo. E meno male, perché altrimenti saremmo condannati ad assistere sempre alla stessa storia. Invece no, ci viene ancora data la possibilità di indignarci, appassionarci, arrabbiarci, emozionarci, stupirci e immedesimarci. Di visitare luoghi lontani, di vivere in altre epoche, parlare in altre lingue e conoscere creature fantastiche. Anche a costo di deluderci. Non c’è nessuna ricetta segreta, c’è solo l’urgenza di raccontare.

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