10) Il finale di puntata con il messaggio della Rousseau mi ha fatto venire voglia di fare un altro rewatch

Ascoltare per una seconda volta quella voce angosciata che continua a ripetere lo stesso messaggio da sedici anni, è qualcosa che mi provoca inevitabilmente una pelle d’oca alta così. In quella sequenza i superstiti cercano di tradurre le parole della Rousseau dal francese, in modo da farle capire anche a noi spettatori, ma ne escono fuori solo alcuni frammenti. “Vi prego, aiutatemi. Sono sola, ora. Gli altri sono morti. Li ha uccisi. Li ha uccisi tutti”.
Quanti ricordi nel risentire questa frase. Vent’anni fa le ipotesi su chi fosse l’autrice del messaggio e sul perché fosse sull’isola da tutto quel tempo erano infinite. La storia di Danielle, un po’ come quella del fumo nero e della sequenza di numeri premuti da Desmond, è stata uno dei misteri più grandi di Lost. La donna è un personaggio che mi ha sempre affascinato, poiché non l’ho mai considerata come una persona malvagia. Ma allo stesso tempo mi rattristava vedere quanta solitudine e sofferenza avesse provato nel corso della sua vita.
Il finale dell’episodio pilota inoltre si chiude proprio sul suo appello disperato ed enigmatico, introducendo il mezzo del cliffhanger. La narrazione quindi viene interrotta bruscamente in corrispondenza di questo colpo di scena, motivo per il quale ora mi è venuta voglia di proseguire la visione della serie fino alla sua conclusione. E non sarebbe un grande sacrificio visto l’amore smisurato che provo per Lost.






