6) Non capire cosa dicono Jin e Sun aveva il suo senso

L’idea di inserire due personaggi che parlano in coreano tra loro senza mostrare i sottotitoli agli spettatori, almeno durante il pilot, è stata semplicemente straordinaria. Da un lato infatti ci sentiamo disorientati perché non comprendiamo ciò che Jin e Sun si dicono, ma contemporaneamente possiamo intuirlo dal linguaggio del corpo e dalle espressioni del viso. La capacità di un attore spesso risiede anche in questo. Comunicare interi concetti o emozioni attraverso le mani, gli occhi, una smorfia, e così via. Ecco perché durante il rewatch ho pensato ancora una volta che Daniel Dae Kim (Jin) e Yunjin Kim (Sun) siano stati eccezionali.
C’è un’azione in particolare che mi ha colpito più di altre. Quando Michael sta cercando Walt, si avvicina ingenuamente a Sun per chiederle se lo ha visto. Jin li vede parlare e urla immediatamente qualcosa alla moglie, la quale con reverenza si abbottona la camicetta che indossa. Con questo semplice gesto gli autori di Lost ci hanno praticamente detto tutto sulle dinamiche matrimoniali tra i due sposi. Dinamiche che vedremo ampiamente sviluppate negli episodi successivi, durante i quali compariranno anche i sottotitoli. Le due prestazioni attoriali sono state quindi potentissime esattamente come la prima volta che le vidi e mi hanno ricordato com’è bello ascoltare gli artisti recitare nella loro lingua madre.
7) È tutto nell’iconica scena del backgammon tra Locke e Walt, ma noi non potevamo saperlo

Nel pilot di Lost il personaggio di John Locke rimane abbastanza in disparte, a fare quasi da sfondo agli avvenimenti principali. Nonostante questo, però, è lui il protagonista di due delle scene più iconiche dell’intera serie. Avrete già capito a quali mi riferisco. La prima è il sorriso al sapore di arancia che rivolge a Kate. La seconda sono le sue mani mentre tengono tra pollice e indice due pedine rotonde, una bianca e una nera.
La spiegazione del gioco del backgammon è la spiegazione del significato di Lost. Di tutto ciò che accadrà da questo momento in avanti. E quando rivediamo la puntata è sconvolgente, perché ai tempi noi spettatori eravamo completamente ignari di avere davanti a noi la chiave di tutto.
Abbiamo interpretato quella scena tra Locke e Walt solo come un tenero momento ludico e di svago tra un adulto e un ragazzino. Ma nelle stagioni successive ritroveremo ancora quel gioco da tavolo e i due avversari saranno proprio Jacob, la parte bianca, e il fratello, l’uomo nero, il fumo, il male. Incredibile, se ci riflettiamo. Perché ai tempi abbiamo trascorso giorni e settimane a ragionare sugli “Altri”, sul progetto Dharma, sulla capanna di Jacob nel folto della giungla, sull’elettromagnetismo e su tutti gli altri misteri dell’isola. Ma era già tutto lì, in quei pochi minuti dell’episodio pilota.






