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Lanterns 1×03 – Le origini segrete di John Stewart

John con la divisa militare

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Lanterns 1×03 e sui precedenti episodi della serie tv di HBO Max

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La marcia di Lanterns prosegue con una puntata che mette completamente in stand-by lo sviluppo narrativo, dedicandosi alla costruzione della origin story di John Stewart. L’inizio in medias res aveva – a tal proposito – un po’ confuso. La figura dell’allievo di Hal Jordan era rimasta volutamente sfumata, con solo qualche sprazzo d’informazione – in realtà rivelatisi da ricalibrare – regalati qua e là. Lanterns 1×03 sviluppa invece per intero la backstory di John, restituendo il personaggio sotto una luce del tutto nuova. E per certi versi inaspettata.

Avevamo dato per scontato – complice l’operazione di depistamento della serie tv stessa – alcune cose che invece si sono rivelate essere completamente diverse. Quegli sprazzi d’informazione di cui parlavamo – come la scena col padre che spara alla mela in testa a John o tutta la questione dell’uccellino nell’ultimo episodio – hanno in realtà indicato strade sbagliate, celando invece la verità che si sarebbe dipanata di lì a poco. E in generale lo sguardo d’insieme che avevamo gettato a John è risultato errato. Lo immaginavamo un predestinato scelto in qualche modo dai guardiani, e invece il ragazzo è semplicemente il frutto di un ferreo – e folle – addestramento.


I genitori di John Stewart
Credits: HBO Max

La missione di John in Lanterns 1×03

Lanterns 1×03 è una puntata che spiazza e che per certi versi crea una sorta di effetto respingente. Un po’ perché – come detto – rimette in gioco molte cose che pensavamo di sapere, ma soprattutto perché dà vita a un’educazione profondamente innaturale e osservarla ci mette parecchio a disagio. Non c’è nulla di eroico nel destino di John. Siamo abituati a vedere i supereroi come dei prescelti che ricevono un immenso dono carico di oneri e onori. Qui questa costruzione eroica viene completamente meno. Sin da piccolissimo John viene addestrato a rispondere – un giorno – alla chiamata dei Guardiani e tutta la sua vita viene tesa a questo momento.

La serie di HBO Max riesce con una sapiente scelta figurativa a trasmetterci il peso della vita di John. Un bambino che a cinque anni chiede i pastelli e riceve un fucile. Un ragazzino che si trova a voler sparare a una mela posta sulla testa della propria madre. La vita di John è stata – in sostanza – rubata. E non dai Guardiani, ma dai suoi genitori. Questo è l’aspetto profondamente respingente di tutta la parabola del co-protagonista di Lanterns. Non è stata una forza cosmica o una scelta del destino a indirizzarlo sulla via dei poteri. Ci è stato messo dalle ambizioni – o come vedremo presto dalle idee – genitoriali. Ambizioni di cui è quantomeno auspicabile discutere.

Non ne escono benissimo i coniugi Stewart da questa puntata. Avevamo immaginato una mano ferrea del padre, e invece è la madre a prendersi il gelido scettro della ferrea educazione del più piccolo dei suoi figli. Tuttavia a margine di questo meccanismo se ne innesca anche un altro particolarmente denso. Perché dietro le scelte dei genitori di John – in particolare della madre – non ci sono ragioni egoistiche o puramente ambiziose, ma c’è un sentimento di rivalsa che innesca un potentissimo sottotesto di cui vale senza dubbio la pena parlare.


La questione razziale in Lanterns 1×03

La questione razziale si fa prepotentemente spazio in Lanterns 1×03 e finisce per connotare l’intere percorso di John. In maniera indiretta in realtà, perché lui non sembra ereditare lo spirito combattivo di sua madre. John cresce come un ibrido tra la ferrea disciplina militare del padre e l’idealismo feroce della madre. Queste due vocazioni confluiscono nella rigida disciplina a cui il nostro è sottoposto sin da piccolissimo. A colpire è però soprattutto la tenacia della madre di John, che solleva sin da subito – nel suo colloquio con il Guardiano – la questione razziale, ponendola come motore e giustificazione dell’addestramento a tratti apertamente crudele di John.

Quel che è più interessante non è tanto la presenza in se della questione razziale – che comunque risulta molto ben calata nel contesto – quanto le implicazioni che sorgono da essa. La domanda è: fino a che punto è possibile giustificare – o quantomeno comprendere – l’educazione che riceve John con l’approccio di sua madre? È un punto molto delicato, ed è incredibilmente stimolante che la serie tv di HBO Max sollevi una questione del genere. I discorsi che la signora Stewart porta avanti sono tutti giustissimi, ma poi si scontrano con l’infanzia rubata a suo figlio. Quanto reggono allora tutti quei discorsi?


Siamo di fronte a uno di quei casi in cui le domande non possono essere accompagnate da risposte. La lettura in questo è altamente personale e la lasciamo così. Bisogna però sottolineare che John – pur non avendo dimostrato di aver assorbito lo spirito materno – è comunque cresciuto con l’idea di dover essere il nero chiamato ad alzare la mano per non essere più ignorato. Sin da piccolissimo si è sentito in dovere di diventare un simbolo. Un punto di rottura, una forza travolgente in grado di scardinare l’ordine sociale. L’anello per John non può essere un semplice anello. È il risultato di tutto ciò che ha vissuto. L’infanzia rubata, l’isolamento, il peso delle responsabilità. L’annullamento della paura, il requisito supremo per diventare lanterne e l’elemento che – più di tutti – esalta la questione razziale in Lanterns 1×03.

Il compleanno di John in Lanterns 1x03
Credits: HBO Max

Una puntata ricca di dettagli

Sono proprio i dettagli a fare la differenza in Lanterns 1×03. Ci sono alcuni elementi – la paura, l’anello o gli uccellini – che dimostrano al straordinaria cura posta dalla serie tv nella proprio costruzione narrativa. La paura è un elemento fondante nella mitologia di Lanterna Verde. È la forza opposta alla volontà, che a sua volta è la forza che alimenta l’anello del potere. Qui la paura viene messa in relazione alla questione razziale e diventa un ulteriore fattore privilegio. Una persona di colore non può permettersi di non avere paura. Ed è per questo che la madre di John – addestrando il proprio figlio – si convince di compiere un atto rivoluzionario. La paura è – per lei – un elemento costitutivo della sua comunità e vincerla vuole dire – finalmente – abbattere quel privilegio che li ha sempre segregati.

Un altro dettaglio delizioso in Lanterns 1×03 è la presenza degli uccellini. Nella scorsa puntata abbiamo visto John creare un uccellino con l’anello e riuscirlo a tenerlo in vita. Un evento di per se straordinario. Qui comprendiamo da dove viene quell’uccellino e soprattutto l’enorme valore che ha per John. E poi ancora il ribaltamento dei ruoli nella scena della mela, con lo stesso John che chiede di sottoporsi a questa prova a che poi si cimenta lui stesso con sua madre. Lanterns non lascia assolutamente nulla per strada. Ogni dettaglio finisce al proprio posto, continuando a dare prova – inoltre – di una maestria estrema nella caratterizzazione dei personaggi.


Lanterns 1×03 è una puntata che – per così dire – lavora sui fianchi della narrazione. Non porta avanti la trama, ma dà background e cornice concettuale. Compie rifiniture importantissime per allestire un contesto che funzioni. Da puntate del genere si saggia il livello di una serie tv, attenta a portare avanti ogni propria componente, lavorando sui dettagli per restituire un quadro generale privo d’imperfezioni.

In attesa dell prossima puntata di Lanterns, scoprite anche questi titoli sottovalutati presenti su HBO Max