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Perché dovreste recuperare subito la prima stagione de L’Amica Geniale

L'Amica Geniale

Sono poche le serie tv in grado di far riflettere e mostrare una realtà nascosta, lontana ma allo stesso tempo vicina ai giorni nostri. L’Amica Geniale è perfettamente riuscita nell’intento. Giunta a noi nel novembre del 2018, ritorna per la gioia di molti sui piccoli schermi questa sera. Episodio dopo episodio, la serie ha tenuto incollati alla televisione milioni di spettatori i quali seguivano le vicende delle piccole Lila e Lenù, due amiche legate da un rapporto robusto che fonda le sue radici sull’affetto ma anche su una forte competitività. Il loro desiderio di primeggiare sull’altra sarà un filo conduttore che caratterizzerà il loro legame ma anche l’intera trama, immersa in un rione povero di una Napoli degli anni ’50.

l'amica geniale

In tanti aspettavamo impazientemente i nuovi episodi, ma ci sono ancora molte persone che non conoscono questa serie davvero meritevole. Il potenziale è altissimo, la sceneggiatura impeccabile e la bravura degli attori magistrale. Parliamo quindi dei motivi per i quali dovreste recuperare la prima stagione de L’Amica Geniale.

Il rapporto d’amicizia tra le protagoniste

Alcuni motivi sono già stati accennati ma sono nulla in confronto all’intera storia. Partendo dal rapporto di amicizia delle due protagoniste, vediamo due bambine molto diverse tra loro che per anni, nonostante fossero insieme nella stessa classe, non si sono mai parlate. Questo perché fin da subito, Elena (Lenù), da sempre considerata come la migliore della classe, un giorno scopre che Lila (interpretata da una magistrale rivelazione nel campo attoriale) ha un potenziale che lei non ha. La piccola sa già leggere e scrivere prima ancora che glielo abbiano insegnato. Proprio a partire da questo punto, saremo testimoni dell’inizio di una competizione infinita e che sarà la base del rapporto tra le due. Ma c’è anche più di questo.

Lila è una bambina dotata non solo di una grande intelligenza, che spesso fa paura alle sue coetanee, ma anche di una personalità davvero magnetica che attrarrà inevitabilmente la piccola Lenù, timida e silenziosa. Le differenze caratteriali tra le due sono palesi:

Lila è nervosa, scaltra, un vero vulcano attivo che erutta forza, determinazione, talento e intelligenza.

Lenù d’altro canto viene quasi eclissata da tanta personalità, così introversa e osservatrice, sensibile e calma.

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In altre parole le due sono agli antipodi. L’elemento degno di nota è la sincerità del loro rapporto. Le ragazze sono molto diverse e in perenne competizione ma riusciranno sempre a tirar fuori il meglio l’una dall’altra, incoraggiandosi a vicenda e riuscendo a limare quei difetti caratteriali che hanno entrambe. Il loro legame può essere compreso e condiviso da molte persone: almeno una volta nella vita abbiamo tutti avuto quell’amicizia carica di competizione, e specialmente in tempi come questi molti ragazzi e adulti potranno rivedersi in queste due bambine.

La camorra e l’ambiente socioculturale

Un altro elemento che colpisce è l’epoca ma soprattutto il luogo in cui le due vivono. Lila e Lenù crescono in un rione povero di Napoli ed è inevitabile che ci siano due elementi: la camorra e l’ambiente socioculturale molto arretrato. Questi due aspetti scalfiscono le identità e la formazione di entrambe, le quali spesso sono costrette a subire fisicamente, verbalmente e visivamente veri e propri abusi. Gli adulti in questa serie non sono di certo dei modelli positivi, anzi. Il pericolo è sempre in agguato così come la totale indifferenza che riservano nei confronti dei bambini. Vediamo i genitori agire in modo illogico, non dando nemmeno spiegazioni ai figli sulle motivazioni di determinate azioni, così insensate da risultare incomprensibili anche agli occhi degli spettatori.

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I bambini sono costretti a vedere veri e propri atti di violenza e spesso li subiscono proprio da parte dei loro genitori. L’ambiente retrogrado non permette davvero ai ragazzi del quartiere di potersi emancipare e ambire a uscire dal rione alla ricerca di un futuro migliore. Spesso gli adulti costringono i figli a lasciare la scuola subito dopo le elementari perché per loro è giusto che i bambini inizino il più presto possibile a lavorare. Fortunatamente Lenù, aiutata dalla maestra, riuscirà ad andare persino al liceo mentre Lila dovrà lasciare la scuola nonostante abbia lottato fino all’ultimo per poter seguire l’amica, consapevole della sua insuperabile genialità.

Il comportamento degli adulti non verrà compreso fino in fondo nemmeno quando Lenù e Lila saranno adolescenti: ci sarà sempre quell’alone di pericolo e malfidenza.

L’uomo come figura negativa

L'Amica Geniale

Se le madri appaiono irrazionali, eccessivamente drammatiche e nervose, i padri e gli uomini ne LAmica Geniale sono delle vere e proprie minacce. Ogni uomo nella serie viene presentato con un connotato negativo (fattore accennato anche in una serie recente): sono infedeli, manipolatori, pronti a dimostrare la loro forza fisica su altri uomini ma soprattutto sulle donne, soggiogate completamente dalla loro volontà e costrette a subire abusi come se fosse la normalità. Le piccole cresceranno in questo ambiente di continua violenza, prima da parte dei padri e poi da parte di altri. Persino quelli che sembrano più tranquilli in realtà nascondono un’ira spropositata pronta a esplodere in qualsiasi momento. Temi quali violenza e sessismo, sono sempre onnipresenti anche nei nostri anni, seppur mascherati. Vedere però questi aspetti in un’epoca in cui non c’erano veli su tali soprusi è davvero toccante.

Quindi, perché guardare proprio L’Amica Geniale?

Perché parla di rapporti, quelli veri. Racconta di un’amicizia imperfetta ma giusta, di temi ricorrenti anche nei nostri anni degni di un’accurata riflessione ed è un’occasione di confronto generazionale tra adulti e genitori di due epoche differenti, così diverse ma simili nelle problematiche che si ripercuotono nei giovani.

L’amica geniale è una serie in grado di smuovere miriade di emozioni contrastanti e di far appassionare milioni di telespettatori.

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Scritto da Federica Valenziano

Una Schopenhauer al femminile che, per osservare la realtà e al tempo stesso sfuggirgli, scrive (perlopiù in versi), vive storie raccontate da libri e serie tv mentre sorseggia un buon tè.

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