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#VenerdìVintage – Ma Instant Star l’ho visto solo io?

Dopo pranzo mi catapultavo sul divano, accendevo la televisione e per un po’ non volevo sentire/vedere nessuno. Attendevo il mio primo pomeriggio su Italia Uno come il bambino di due anni attende la sua pappa nel seggiolone. Iniziava alle 15:00 con Paso Adelante e proseguiva con Instant star. Già, ve lo ricordate? In un periodo godeva (oppure no) del successo del telefilm spagnolo. In un altro veniva trasmesso ad altri orari, ma rigorosamente Italia Uno, rigorosamente il mio amato primo pomeriggio. Instant Star prendeva il nome da un talent inventato. Jude Harrison, la protagonista, era la nuova stella dello show e noi di lì a poco avremmo iniziato a seguire la sua scalata verso il successo. Il tutto incorniciato da problemi di cuore e vicissitudini familiari. Una ragazza, ancora alle prese con il liceo, con amori non corrisposti e brutti voti, deve rapportarsi con un mondo del tutto nuovo e adulto, quale una casa discografica di successo.

Ricordo ancora l’ultimo episodio della terza stagione. L’amaro in bocca è stato praticamente inevitabile. Non potrei iniziare a parlare di una serie televisiva in questo modo, ma se avete seguito Instant Star come me, ricorderete l’ultimo episodio che è stato trasmesso su Italia Uno. Ho amato il canale 6 al tempo delle medie e del liceo, ma ogni tanto qualche imprecazione è partita comunque nei suoi confronti. Le stagioni sarebbero quattro, ma la rete televisiva italiana ha pensato bene di lasciarci col fiato sospeso fino alla fine e mandare in onda gli episodi fino alla terza stagione.
E per l’appunto ricordo l’ultimo episodio trasmesso e Jude Harrison, cantante ormai famosa, corre verso la porta dell’uomo che ha deciso di avere nella sua vita (non dico chi sono i due uomini, magari qualcuno non ha ancora guardato). Non ci sarà dato sapere quale sarà stata la sua scelta. La quarta stagione l’ho guardata in streaming.

Parentesi polemica chiusa. Passiamo alle cose importanti: ascolto ancora le canzoni di Jude Harrison, prima tra tutte Waste my time, il duetto della ragazza con il suo fidanzato-cantante rap Shay.

Non farò un elenco di tutte le canzoni che ricordo e che ascolto tutt’ora, anche perché ne ho parlato ampiamente qui. Però, vorrei sottolineare che una serie tv su case discografiche, boyband e canzoni improvvisate al tempo era da considerare azzeccatissima. Da 13enne non potevo rendermi conto di quanto Instant Star andasse al passo col mondo e fosse quindi un’ottima strategia di marketing. Sorvolando sull’analisi così professionale, la serie televisiva ha affrontato l’impegno di una ragazza che vuole raggiungere il suo sogno e quanto a volte ci possano essere ostacoli lungo il cammino. Not bad!

Tanti sono i momenti che ricordo per un motivo o per un altro, ma uno su tutti mi ha letteralmente traumatizzata al tempo: la cantante e attrice canadese Alexz Johnson che interpretava Jude Harrison a un certo punto avrà deciso di cambiare look. Da una rossa con frangetta e viso da adolescente, mi sono ritrovata a seguire le vicende di una donna bionda, senza frangia e molto più consapevole di se stessa. Che cacchio è successo? E’ sempre la solita o hanno cambiato protagonista, attrice, qualcosa? Assurdo, mi hanno confusa.

Instant star

E’ d’obbligo far presente una questione: ma solo io ero innamorata di Tommy Quincy? Mi sentivo in colpa per l’amico Jamie, quello per cui avrei dovuto moralmente supportare, l’amico friendzonato. Ma come resistere al fascino del ragazzo più grande, all’ex cantante di una boyband e a due occhioni blu?

Interpretato da Tim Rozon, Tommy Q è stato il protagonista dei miei sogni platonici adolescenziali, delle mura di camera mia, dei tatuaggi con penna, che ci realizzavamo a vicenda sulle braccia io e le mie amiche nelle ore di lezione noiose. Produttore discografico di Jude, ricadeva nel perfetto cliché di bello e dannato. Attenzione, però: non è da includere l’aggettivo “stron*o”, aveva qualsiasi tipo di difetto (o pregio, dipende dai punti di vista) ma sicuramente non era stron*o. Soprattuto nei confronti della fragile e giovane Jude Harrison. Un passato difficile e una carriera costernata da successi e delusioni hanno fatto di Tommy Q il ragazzo premuroso che ha bisogno di cure. Il fare da “Ehi, io sono il produttore”, “Ehi, io ho poco più di vent’anni eppure comando la baracca”, ci ha completamente stregate.

E poi ha iniziato a cantare anche lui, non si è limitato a seguire Jude nel suo percorso. E da lì, addio mondo. Chitarra alla mano, microfono e Tommy Q: Jude Harrison come poteva resistere a cotanto fascino?
Ma a ciò mi dedicherò tra un attimo, prima vorrei parlare di una delle prime friendzone più rischiose nella storia delle serie tv. Jamie, amico di sempre della rossa Jude, era innamorato della ragazza e quando trova il coraggio di dichiararsi, il palo che riceve è di cemento, con un diametro pari a circa un metro.

Instant Star insegna anche a prendere pali, ma ad andare avanti seppur col setto nasale rotto per la botta. E così Jamie riesce a conquistare Jude, anche se non durerà per molto.

Non dura per molto a causa di una compulsiva e inspiegabile fissa per la ship Jommy. Vi dice qualcosa questo nome? Ovviamente Jude + Tommy = Jommy. Scrivi un’equazione con due nomi ed è subito “anche io ho avuto il mio periodo bimbominkia”. In fondo lo siamo ancora un po’ tutti, soprattutto se seguivamo serie tv come Instant Star. La loro storia d’amore ha avuto evoluzioni strabilianti: prima puntata lei lo bacia nonostante fosse il suo produttore, lui la respinge perché troppo piccola, lei lo dimentica con Shay, ma quando quest’ultimo la delude proprio al suo compleanno, Tommy la bacia. E questo è solo l’inizio. Una cosa è certa: nel corso delle puntate e delle quattro stagioni notiamo la resa di Tommy Q ai suoi sentimenti e al doverli ammettere e una Jude Harrison sempre più matura, che sa fin dove spingersi.

Un tantino mi manca Instant Star. E sarebbe bellissimo ritrovarla per caso, mentre faccio zapping tra la Melevisione su Rai 3 e Trl su Mtv. Su Italia Uno, mentre mi godo l’ozio. Ma purtroppo non esiste più né la Melevisione su Rai 3 né Trl per cui i segni astrali che permetterebbero una nuova programmazione della serie tv canadese sul canale 6 sembrano essere poco promettenti, purtroppo.

Written by Giuseppina Cataldo

Amo i viaggi (anche quelli mentali), i supereroi, i concerti, i colpi di scena, i tramonti, il mio letto, la pizza. Sono una Bridget Jones amante di apocalissi e fantascienza, per cui non ho paura di sognare in grande.
Sono ubriaca di mio, nonostante sia astemia.
Cambio look spesso, voglio captare ogni sfumatura prima di scegliere quella giusta.
In testa ho la mia isola di Lost personale.
Sono onnivora, nel senso più ampio del termine.
Odio l'ansia.

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